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Versilia

Rifiuti pericolosi: denunce e sequestri

Rifiuti pericolosi: denunce e sequestri

Sigillata un’area da 20mila metri in cui operava la ditta Versiledile, adesso fallita 

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MASSAROSA. Non lontano dalla Sarzanese, nella strada che porta al Consorzio di Bonifica, c’è un campo dove una montagna di rifiuti ha cambiato la conformazione del territorio. I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Firenze, al termine di un controllo su tre aziende del settore edile e immobiliare, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Lucca tre rappresentanti legali delle imprese e il curatore fallimentare di una di esse per abbandono di rifiuti pericolosi per l’ambiente. Sequestrata un’area di 20mila metri quadrati sulla via Sassaia, tra Piano di Conca e Piano di Mommio. I sigilli sono stati apposti nella zona in cui lavorava la ditta Versiledile, una ditta a conduzione familiare fallita qualche anno fa. Il campo era però di proprietà della Glisco Srl di Viareggio.

L’attività ispettiva del personale del Noe, eseguita insieme ai tecnici dell’Arpat, ha portato alla luce l’abbandono indiscriminato di rifiuti speciali, per lo più materiale inerte e scarti di lavorazione edile, ma anche rifiuti potenzialmente pericolosi. Si tratta di materiale abbandonato nel periodo che va dal 2001 al 2015. Periodo che si riferisce proprio agli ultimi anni in cui operava la Versiledile, successivamente fallita e sottoposta a procedimento fallimentare con la nomina di un curatore. I terreni erano stati poi acquistati da due società immobiliari, i cui responsabili avrebbero dovuto segnalare alle autorità competenti la situazione di degrado ambientale. Nelle settimane scorse il Comune di Massarosa aveva intimato più volte alle aziende proprietarie dei terreni di bonificare l’area, senza ottenere però alcun risultato. Ultima ordinanza del sindaco è datata 9 novembre 2017.

Nei controlli fatti nei giorni scorsi i militari che hanno scoperto un grande cumulo di rifiuti che ha perfino modificato l’aspetto morfologico dei terreni interessati: rifiuti in gran parte derivanti dalle attività edilizie ma anche pneumatici, imballaggi vari e residui di sostanze pericolose come latte d’olio per motori e benzina. L’area di circa 20mila metri quadri è stata sequestrata in attesa dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria e del ripristino dello stato dei luoghi.

«I responsabili dovranno rispondere dei reati previsti dal Testo unico sull’ambiente – si legge nella nota dei carabinieri – in relazione all’abbandono di rifiuti speciali pericolosi e all’omessa comunicazione alle competenti autorità della situazione di pericolosità per l’ambiente che si è tradotta in un ritardo nell’adozione delle misure di prevenzione e ripristino ambientale». (cbm)

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