Il dolore
No al maxi-risarcimento per la morte del marito
Una lunga battaglia legale conclusasi con una sconfitta: la vedova perde la causa contro l’ospedale e anziché riconoscere un risarcimento il giudice ha imposto di pagare le spese alla controparte
VIAREGGIO. Una lunga battaglia legale conclusasi con una sconfitta. Almeno in primo grado. E anziché riconoscere un risarcimento il giudice ha imposto di pagare le spese alla controparte.
Quando uno chiede un risarcimento che sfiora il milione di euro e alla fine viene condannato a versarne 25mila per il conto dell’avvocato di chi aveva citato a giudizio la sentenza ha un sapore amaro. È quello che è avvenuto nel contenzioso in cui la vedova di un pensionato di Viareggio, conosciuto in città per la sua attività di dirigente in società di atletica leggera, fa causa all’Azienda ospedaliera pisana.
Al centro della disputa il decesso del marito, avvenuto a fine dicembre 2008 all’età di 72 anni, dopo sette anni di calvario trascorsi all’indomani dell’intervento chirurgico eseguito nel reparto di ortopedia del Santa Chiara nella primavera 2001. All’epoca il paziente aveva 65 anni. Gli fu applicata una protesi all’anca. Le analisi del sangue avevano segnalato un’infezione iniziale che poi, nelle visite di controllo successive, era sparita.
Le cose non migliorarono con il passare degli anni. Sempre peggio. Dolori e immobilità per il pensionato. Fino alla morte. A quel punto la vedova pensò di fare causa all’ospedale. Si affidò a due legali viareggini, Marcello Taglioli e Cristiana Francesconi, citando per danni l’Azienda ospedaliera. E accusando l’ortopedia e il medico di non aver seguito il paziente nel decorso ospedaliero al punto da provocarne quell’aggravamento fisico risultato fatale. Calcolando i danni nelle varie declinazioni, i legali avevano portato in Tribunale l’ospedale, difeso dall’avvocato Patrizio Pugliese, chiedendo quasi un milione di euro di risarcimento.
Al termine dell’istruttoria, durata anni tra consulenze e perizie, il giudice Leonardo Magnesa ha deciso sugli effetti di quella protesi d’anca. E ha respinto la richiesta milionaria della vedova condannandola a pagare 25mila euro di spese legali.
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