La manifestazione
L’acquedotto perde e l’acqua sparisce
di Cesare Bonifazi
Ogni anno si disperdono oltre 31 milioni di metri cubi
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VIAREGGIO. Ogni anno Gaia perde nel nostro territorio oltre 31 milioni di metri cubi d’acqua. Questo è il dato che viene fuori per l’anno 2016 dalla relazione annuale del direttore generale dell’Autorità idrica toscana. Il dato deriva dalla semplice sottrazione dei volumi fatturati sul territorio servito da Gaia (ovvero dell’acqua effettivamente arrivata nei nostri rubinetti) dal complessivo di quella che viene presa dalle sorgenti. Se i volumi fatturati sono paragonabili a quelli del 2015 (27.313.552 contro 27.274.279), i prelievi invece risultano nel 2016 inferiori di oltre 4 milioni di metri cubi rispetto all’anno precedente soprattutto se si confronta il dato dei prelievi da pozzi e sorgenti (63.331.544 nel 2015 e 59.128.137 nel 2016). Questa differenza da un anno all’altro deriva da una maggiore accuratezza delle misurazione dei volumi prelevati. Fino al 2015 in molti casi infatti era solo stimato e non effettivamente calcolato.
In Versilia la percentuale della dispersione di acqua nell’acquedotto è del 38%, rispetto al 40% della media di Gaia. Il dato che contiene anche il fenomeno delle “perdite apparenti”, ovvero i volumi di acqua non misurati per errori nei contatori vecchi, per i furti di acqua o per i consumi non autorizzati. La percentuale di questa perdita apparente può arrivare in Versilia anche al 5-10% delle perdite complessive.
Mentre da una parte quindi si hanno problemi di siccità, dall’altro si disperdono quantità d’acqua enormi. Ma il caso di Gaia non è il più grave della Toscana: l’Aquedotto del Fiora, la società che gestisce il servizio in alta Maremma arriva al 43%.
La questione delle perdite è diventato un argomento all’ordine del giorno per Gaia, non solo su impulso di Ait, ma anche perché le tubazioni sono sempre più vecchie e si logorano più facilmente. Inoltre il gestore ha riscontrato una richiesta sempre maggiore di approvvigionamento durante l’estate. Oltre a questo si verificano sempre più frequentemente stagioni di siccità e la dispersione è legata a doppio filo con la salvaguardia delle riserve idrologiche.
Così dal 2012 Gaia esegue analisi dei flussi notturni e, attraverso modelli numerici di simulazione, studia sistemi di monitoraggio per prevenire le perdite occulte. Secondo gli studi del gestore, in Versilia i casi più gravi di dispersione si trovano concentrati principalmente nel Comune di Forte dei Marmi. Seguono poi Viareggio, Camaiore, Pietrasanta e Massarosa.
Il fatto è che il problema è generalizzato a tutta la linea. Gaia gestisce oltre 5.200 chilometri di rete d’acquedotto fra distribuzione e adduzione (circa quattro volte la lunghezza dell’Italia) di cui oltre il 60% risulta essere stata posata prima degli anni ’80.
«Gaia è a conoscenza delle situazioni maggiormente critiche - fanno sapere dalla società idrica - e ha già realizzato alcuni progetti pilota di “distrettualizzazione” e di gestione delle pressione che hanno permesso recuperi sulle perdite e riduzioni nelle rotture. L’obiettivo della società è di estendere la distrettualizzazione alle sue reti continuando il trend positivo di lotta alle perdite».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In Versilia la percentuale della dispersione di acqua nell’acquedotto è del 38%, rispetto al 40% della media di Gaia. Il dato che contiene anche il fenomeno delle “perdite apparenti”, ovvero i volumi di acqua non misurati per errori nei contatori vecchi, per i furti di acqua o per i consumi non autorizzati. La percentuale di questa perdita apparente può arrivare in Versilia anche al 5-10% delle perdite complessive.
Mentre da una parte quindi si hanno problemi di siccità, dall’altro si disperdono quantità d’acqua enormi. Ma il caso di Gaia non è il più grave della Toscana: l’Aquedotto del Fiora, la società che gestisce il servizio in alta Maremma arriva al 43%.
La questione delle perdite è diventato un argomento all’ordine del giorno per Gaia, non solo su impulso di Ait, ma anche perché le tubazioni sono sempre più vecchie e si logorano più facilmente. Inoltre il gestore ha riscontrato una richiesta sempre maggiore di approvvigionamento durante l’estate. Oltre a questo si verificano sempre più frequentemente stagioni di siccità e la dispersione è legata a doppio filo con la salvaguardia delle riserve idrologiche.
Così dal 2012 Gaia esegue analisi dei flussi notturni e, attraverso modelli numerici di simulazione, studia sistemi di monitoraggio per prevenire le perdite occulte. Secondo gli studi del gestore, in Versilia i casi più gravi di dispersione si trovano concentrati principalmente nel Comune di Forte dei Marmi. Seguono poi Viareggio, Camaiore, Pietrasanta e Massarosa.
Il fatto è che il problema è generalizzato a tutta la linea. Gaia gestisce oltre 5.200 chilometri di rete d’acquedotto fra distribuzione e adduzione (circa quattro volte la lunghezza dell’Italia) di cui oltre il 60% risulta essere stata posata prima degli anni ’80.
«Gaia è a conoscenza delle situazioni maggiormente critiche - fanno sapere dalla società idrica - e ha già realizzato alcuni progetti pilota di “distrettualizzazione” e di gestione delle pressione che hanno permesso recuperi sulle perdite e riduzioni nelle rotture. L’obiettivo della società è di estendere la distrettualizzazione alle sue reti continuando il trend positivo di lotta alle perdite».
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