Il Tirreno

Versilia

Inquinamento con rifiuti pericolosi: denunce e sequestri

Una pattuglia dei carabinieri
◗
Una pattuglia dei carabinieri

Sigilli a un'area di 20.000 metri quadrati sulla via Sarzanese a Massarosa dove si trovavano residui di attività edilizia, pneumatici e altri rifiuti speciali

2 MINUTI DI LETTURA





MASSAROSA. I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Firenze, al termine di un controllo su tre aziende del settore edile e immobiliare, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Lucca tre rappresentanti legali delle imprese e il curatore fallimentare di una di esse per abbandono di rifiuti pericolosi per l'ambiente. Sequestrata un'area di 20.000 metri quadrati sulla via Sarzanese a Massarosa.

"L’attività ispettiva del personale del Noe, eseguita insieme ai tecnici dell’Arpat - si legge in una nota - ha portato alla luce l’abbandono indiscriminato di rifiuti speciali potenzialmente pericolosi per l’ambiente circostante, versati nel periodo che va dal 2001 al 2015, da una società operante nel settore edilizio, successivamente fallita e sottoposta a procedimento fallimentare con la nomina di un curatore. I terreni erano stati poi acquistati da due società immobiliari, i cui responsabili avrebbero dovuto segnalare alle autorità competenti la situazione di degrado ambientale".

[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.14040199:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2016/08/31/news/pietrasanta-no-ai-rifiuti-speciali-a-cava-viti-1.14040199]]

Precedentemente, il Comune di Massarosa aveva intimato più volte alle aziende proprietarie dei terreni di bonificare l’area, senza ottenere però alcun risultato.

I controlli sono stati eseguiti nei giorni scorsi a Massarosa, sulla via Sarzanese, dove i militari hanno scoperto un enorme cumulo di rifiuti che ha perfino modificato l’aspetto morfologico dei terreni interessati, rifiuti in gran parte derivanti dalle attività edilizie, ma anche terre contaminate, pneumatici, imballaggi vari e residui di sostanze pericolose. L’area, di circa 20.000 metri quadri, è stata sequestrata, in attesa dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria e del ripristino dello stato dei luoghi.

"I responsabili - conclude la nota - dovranno rispondere dei reati previsti dal D.Lgs.152 del 2006 in relazione all’abbandono di rifiuti speciali pericolosi e all’omessa comunicazione, alle competenti autorità, della situazione di pericolosità per l’ambiente che si è tradotta in un ritardo nell’adozione delle misure di prevenzione e ripristino ambientale".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa