Proteste
Tabaccaia aggredita e rapinata in centro
di Donatella Francesconi
Bandito l’ha spinta a terra e le ha chiuso la bocca con una sciarpa. Ritrovato dalla polizia il cassetto che conteneva i soldi rubati
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VIAREGGIO. È la terza rapina in tre anni. Via Pucci-angolo via Matteotti, la tabaccheria di Felicetta Larossa resiste e serve il quartiere anche di articoli per la casa di prima necessità. Ieri pomeriggio, quando non si erano ancora fatte le 18, l’ennesimo colpo in centro città. Vittima, anche questa volta, una donna. Che vive del proprio lavoro, nel negozio che gestisce da sola e che è un punto di riferimento per il quartiere. La seconda in due settimane, in pieno centro.
L’uomo che entra in tabaccheria è giovane, probabilmente non più di 25 anni. Basso di statura, ha la carnagione olivastra. La commerciante si accorge quasi subito di cosa sta per accadere. Perché l’uomo non si ferma davanti al bancone, come un qualsiasi cliente, ma si dirige deciso verso il retro del banco. Felicetta fa per lasciare la postazione, così da impedire al giovane di arrivare alla cassa. Ma il rapinatore passa all’azione violenta: prende per le spalle la negoziante e la spinge dietro il bancone fino a che la donna non è costretta a sedersi a terra.
“Zitta, stai zitta, zitta....”: le parole vengono pronunciate in italiano, mentre le mani del rapinatore tentano di chiudere la bocca a Felicetta con una sciarpa. La commerciante è sotto choc. Non le resta che stare ferma, non opporre alcuna resistenza. Quando arriveranno i soccorsi non riuscirà a trattenere le lacrime.
In un attimo, la mano del rapinatore afferra il cassetto del registratore di cassa, lo strattona, lo afferra e scappa portandoselo dietro. Lasciando dietro di sè la commerciante appena in grado di dare l’allarme.
Sul posto la Volante del commissariato della polizia di Stato di Viareggio ed un pattuglia dei carabinieri. Scattano subito le ricerche, in direzione della stazione ferroviaria, ormai vera e propria “base” operativa per ogni genere di attività illecite. A bordo binari si scambia di tutto e c’è chi ricetta gli oggetti rubati, meglio se materiale informatico.
Le prime ricerche portano il personale del commissariato, competente sull’intervento, a rintracciare il cassetto nella zona del parco giochi del vicino asilo. I soldi, circa 200 euro, non ci sono. Ma i documenti sì, riportati alla commerciante. Il cassetto, invece, finisce nella mani della polizia Scientifica per la ricerca di eventuali impronte. E viene subito aperta la caccia ad eventuali immagini di telecamere posizionate nella zona della tabaccheria.
Appena agli inizi di novembre, nel pomeriggio di martedì 7, un’altra tabaccaia era stata brutalmente aggredita, poco distante dal negozio di Felicetta Larossa. In quel caso ad agire erano stati in due, uno dei quali aveva tentato di legare la negoziante, spinta a terra e colpita con uno sgabello, oltre che picchiata sul cranio con il manico di uno dei coltelli impugnati da rapinatori. Venerdì scorso, intorno alle 19, una ragazza è stata rapinata in via Garibaldi, all’uscita dal lavoro, da un uomo armato di siringa arrestato dai carabinieri dopo una serata di caccia all’uomo.
Ieri pomeriggio, nel giro di poco più di un’ora, un altro colpo è stato messo a segno ai danni di una tabaccaia in via di Montramito vecchia. I carabinieri non escludono che la stessa persona abbia agito sia in periferia che in centro.
L’uomo che entra in tabaccheria è giovane, probabilmente non più di 25 anni. Basso di statura, ha la carnagione olivastra. La commerciante si accorge quasi subito di cosa sta per accadere. Perché l’uomo non si ferma davanti al bancone, come un qualsiasi cliente, ma si dirige deciso verso il retro del banco. Felicetta fa per lasciare la postazione, così da impedire al giovane di arrivare alla cassa. Ma il rapinatore passa all’azione violenta: prende per le spalle la negoziante e la spinge dietro il bancone fino a che la donna non è costretta a sedersi a terra.
“Zitta, stai zitta, zitta....”: le parole vengono pronunciate in italiano, mentre le mani del rapinatore tentano di chiudere la bocca a Felicetta con una sciarpa. La commerciante è sotto choc. Non le resta che stare ferma, non opporre alcuna resistenza. Quando arriveranno i soccorsi non riuscirà a trattenere le lacrime.
In un attimo, la mano del rapinatore afferra il cassetto del registratore di cassa, lo strattona, lo afferra e scappa portandoselo dietro. Lasciando dietro di sè la commerciante appena in grado di dare l’allarme.
Sul posto la Volante del commissariato della polizia di Stato di Viareggio ed un pattuglia dei carabinieri. Scattano subito le ricerche, in direzione della stazione ferroviaria, ormai vera e propria “base” operativa per ogni genere di attività illecite. A bordo binari si scambia di tutto e c’è chi ricetta gli oggetti rubati, meglio se materiale informatico.
Le prime ricerche portano il personale del commissariato, competente sull’intervento, a rintracciare il cassetto nella zona del parco giochi del vicino asilo. I soldi, circa 200 euro, non ci sono. Ma i documenti sì, riportati alla commerciante. Il cassetto, invece, finisce nella mani della polizia Scientifica per la ricerca di eventuali impronte. E viene subito aperta la caccia ad eventuali immagini di telecamere posizionate nella zona della tabaccheria.
Appena agli inizi di novembre, nel pomeriggio di martedì 7, un’altra tabaccaia era stata brutalmente aggredita, poco distante dal negozio di Felicetta Larossa. In quel caso ad agire erano stati in due, uno dei quali aveva tentato di legare la negoziante, spinta a terra e colpita con uno sgabello, oltre che picchiata sul cranio con il manico di uno dei coltelli impugnati da rapinatori. Venerdì scorso, intorno alle 19, una ragazza è stata rapinata in via Garibaldi, all’uscita dal lavoro, da un uomo armato di siringa arrestato dai carabinieri dopo una serata di caccia all’uomo.
Ieri pomeriggio, nel giro di poco più di un’ora, un altro colpo è stato messo a segno ai danni di una tabaccaia in via di Montramito vecchia. I carabinieri non escludono che la stessa persona abbia agito sia in periferia che in centro.
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