Toscana
La difesa di Marialina Marcucci: «Burlamacco vietato perché ridicolizzato»
La presidente della Fondazione replica alle polemiche per il no alla maschera sulla locandina della Canzonetta
VIAREGGIO. «Non abbiamo autorizzato l’utilizzo di Burlamacco sulla locandina della Canzonetta solo perché ci è sembrata una ridicolizzazione della maschera simbolo del nostro Carnevale». Marialina Marcucci, presidente della Fondazione, difende la scelta fatta dopo le polemiche scatenate dalla decisione di vietare l’uso dell’immagine di Burlamacco da parte della compagnia dialettale che da oltre trent’anni porta in scena la Canzonetta. E che, ironia della sorte, si chiama proprio Burlamacco ’81.
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L’immagine incriminata (che riproduciamo a lato) è quella di un personaggio con il volto di Burlamacco che è vestito con giacca e papillon sopra e bermuda e ciabatte sotto. Una evidente allusione al tormentone estivo del sindaco Giorgio Del Ghingaro presentatosi in pantaloni corti al ristorante del Club nautico (e la scritta «si può entrare anche in bermuda» toglie anche gli ultimi dubbi sulla lettura. «Quando abbiamo preso visione della locandina - prosegue la presidente del Carnevale - ci è parso uno scherno di Burlamacco. Una impressione che non è stata soltanto mia, ma anche degli altri componenti del consiglio di amministrazione. Voglio ricordare che dallo scorso anno la Fondazione ha acquistato dalla famiglia Bonetti i diritti su Burlamacco e dunque ha il dovere - oltre che il diritto - di evitare che sia fatto un uso distorto della maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio».
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La presidente aggiunge poi che l’utilizzo di Burlamacco sarà presto regolamentato attraverso una sorta di guida. «Stiamo preparando un manuale in modo da regolamentare quando e come si potrà usare la maschera. Sia chiaro però che non è nostra intenzione limitarne l’utilizzo. E, anzi, saremo ben contenti di farne diffondere l’immagine il più possibile, soprattutto quando sarà legata a manifestazioni e iniziative che coinvolgono la città. Anche in contesti di satira. Ma non, come in questo caso, ridicolizzandola. Per questo le richiesta dovranno comunque passare dalla Fondazione Carnevale che esaminerà caso per caso».
Diverso è invece lo sfruttamento a fini commerciali del marchio, per il quale la Fondazione si riserva ogni genere di diritto. «Il marchandising, ovviamente, è un capitolo a parte che sarà gestito direttamente dalla Fondazione Carnevale. Ma nel caso della Canzonetta così come di altre iniziative analoghe parliamo di un utilizzo di tutt’altro genere».
@ClaVecoli. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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