La protesta
STUDENTI DEL BARSANTI
I pensieri dei ragazzi appesi all’albero davanti al municipio
PIETRASANTA. Quei pensieri appesi a un alberello in piazza Matteotti e scritti da ragazzini e ragazzine di seconda e terza media, sono tante piccole, ma prodigiose cicatrici nel solco della ferita...
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PIETRASANTA. Quei pensieri appesi a un alberello in piazza Matteotti e scritti da ragazzini e ragazzine di seconda e terza media, sono tante piccole, ma prodigiose cicatrici nel solco della ferita inferto dalla violenza. E ieri era la giornata ideale per dare un senso a quelle parole, perché momento di riflessione, in tutto il mondo, contro la violenza sulle donne. Vedere così circa una cinquantina di alunni delle classi seconda e terza C delle medie Barsanti, accompagnati dalla loro insegnante, Ilaria Cipriani, appendere all’albero dei pensieri scarpette rosse di carta con su impresse frasi a firma degli stessi ragazzi, è stato momento che forse avrebbe meritato maggiore attenzione da parte della città. Ma quelle scarpette griffate di buonsenso sono e saranno ancora lì, sullo sfondo della piazza, anche nei prossimi giorni a disposizione di chiunque vorrà accostarsi per una lettura, per capire, per emozionarsi.
«In quelle parole – fa notare Cipriani – non c’è però solamente rabbia e condanna, ma anche speranza, soprattutto speranza. Ogni studente ha scritto un suo pensiero e poi lo ha appeso all’albero: c’è chi lo ha fatto – se straniero – nella propria lingua madre, chi articolando poche parole, chi ancora argomentando. Ho lasciato ai miei studenti, com’è, giusto che sia, tutta la libertà di esprimersi e questo albero – non sempre valorizzato dalla comunità, ndr – è il luogo giusto dove fermarsi, anche per pochi istanti, . per leggersi e per guardarsi dentro».
Tante, dicevamo, le frasi scritte sulle scarpette di carta, degne di nota: “A volte l’uomo ha mani di forbice che tagliano l’amore” , “Sui tacchi si può anche correre e salvarsi” , “Il silenzio uccide, le parole salvano” , “La forza maschile, se violenta, è debolezza”, “Basta una sola mano per rovinare una vita intera”.
Giovedì 30 novembre, alle 16, al pontile di Tonfano, è in agenda un corteo e una performance con protagonista la comunità didattica, l’associazione Asd ginnastica Pietrasanta e ancora alunni ed ex alunni per dire no, con il messaggio delle parole e delle immagini, alla violenza sulle donne. Un messaggio che travalica ogni muro: anche quello dell’indifferenza. (l.b.)
«In quelle parole – fa notare Cipriani – non c’è però solamente rabbia e condanna, ma anche speranza, soprattutto speranza. Ogni studente ha scritto un suo pensiero e poi lo ha appeso all’albero: c’è chi lo ha fatto – se straniero – nella propria lingua madre, chi articolando poche parole, chi ancora argomentando. Ho lasciato ai miei studenti, com’è, giusto che sia, tutta la libertà di esprimersi e questo albero – non sempre valorizzato dalla comunità, ndr – è il luogo giusto dove fermarsi, anche per pochi istanti, . per leggersi e per guardarsi dentro».
Tante, dicevamo, le frasi scritte sulle scarpette di carta, degne di nota: “A volte l’uomo ha mani di forbice che tagliano l’amore” , “Sui tacchi si può anche correre e salvarsi” , “Il silenzio uccide, le parole salvano” , “La forza maschile, se violenta, è debolezza”, “Basta una sola mano per rovinare una vita intera”.
Giovedì 30 novembre, alle 16, al pontile di Tonfano, è in agenda un corteo e una performance con protagonista la comunità didattica, l’associazione Asd ginnastica Pietrasanta e ancora alunni ed ex alunni per dire no, con il messaggio delle parole e delle immagini, alla violenza sulle donne. Un messaggio che travalica ogni muro: anche quello dell’indifferenza. (l.b.)
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