Il dolore
Viareggio punta sulle due ruote: arriva il bike sharing diffuso
di Claudio Vecoli
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In arrivo anche a Viareggio il bike sharing "a flusso libero"Entro l’estate entrerà in funzione il nuovo servizio di noleggio “a flusso libero”. Si potrà prendere e lasciare la bici da affittare in qualsiasi punto della città
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VIAREGGIO. In alcune grandi città come Firenze o Milano è già in funzione da mesi. A Viareggio arriverà entro l’inizio dell’estate. E permetterà a turisti e residenti di affittare una bici e muoversi sulle due ruote senza più vincoli. Il tutto a prezzi contenuti. Si tratta del bike sharing a flusso libero, ultima frontiera del servizio di noleggio delle bici. L’amministrazione comunale sta infatti per lanciare un proprio bando per affidare il servizio. Che potrebbe debuttare già in primavera. E fare così di Viareggio una città un po’ più a misura di bicicletta.
Affittare una bici con una app. Il nuovo sistema di affitto delle biciclette “pubbliche” fa perno sulle nuove tecnologie. E, in particolar modo, su una applicazione da scaricare sul proprio cellulare che – grazie ad un sistema di geolocalizzazione che ne impedisce anche i furti - permette di individuare la bici a disposizione più vicina al punto dove ci si trova e che naturalmente in quel momento non viene utilizzata da altri. Smartphone alla mano, l’utente prende la bici, la utilizza per il tempo necessario e, una volta che non ne ha più bisogno, la chiude con un apposito lucchetto e la lascia dove vuole, in modo che un altro utente possa utilizzarla. A differenza dei tradizionali bike sharing - come ad esempio le vecchie biciclette arancioni che si trovano attualmente in città - le nuove bici non devono essere riposte nelle apposite rastrelliere, ma possono essere “posteggiate” ovunque. «Questo nuovo servizio – spiega l’assessore Valter Alberici, che sta portando avanti il progetto – renderà più semplice e snello poter affittare una bici. E, di conseguenza, invoglierà tutti ad utilizzare meno l’auto per gli spostamenti urbani. Nelle città dove questo servizio ha preso il via i risultati sono stati ovunque più che incoraggianti».
Il via con 300 nuove bici. Per il debutto di questo nuovo servizio l’amministrazione comunale ha deciso di mettere in campo trecento nuove biciclette. Ma il loro numero potrebbe aumentare se, come ci si augura, la novità prenderà piede. L’applicazione per smartphone, scaricabile su App Store o Play Store, funziona più o meno come quelle dei servizi di car sharing: viene visualizzata una mappa della città che mostra la posizione dell’utente e le bici libere più vicine. Cliccandoci sopra la si può prenotare per 15 minuti in modo che un altro utente in cerca di una bici possa prenderla prima. Una volta raggiunta la bici, bisogna scansionare con la fotocamera dello smartphone un codice QR presente sulla bici il cui lucchetto, integrato nel telaio viene automaticamente sbloccato. A quel punto – pagando una tariffa prestabilita che in genere si aggira intorno ai 30 centesimi ogni mezz’ora – si può utilizzare la bici per ciò che si vuole. Quando si è finito di usarla, la si può lasciare ovunque, purché non intralci il traffico di pedoni e auto. Non appena si chiude il lucchetto (manualmente) il noleggio finisce, si smette di pagare l’affitto e la bici torna a disposizione di tutti.
Niente costi per il Comune. Il nuovo servizio di bike sharing a flusso libero non comporterà costi per il Comune. La società che si aggiudicherà il servizio si occuperà infatti della gestione del servizio e della manutenzione delle biciclette. E, in cambio, incasserà i proventi derivanti dal noleggio. “Con il passaggio al nuovo servizio di bike sharing – spiega ancora l’assessore Alberici – il Comune non dovrà più provvedere alla manutenzione delle vecchie biciclette arancioni che invece comportavano un costo per le casse pubbliche”.
Affittare una bici con una app. Il nuovo sistema di affitto delle biciclette “pubbliche” fa perno sulle nuove tecnologie. E, in particolar modo, su una applicazione da scaricare sul proprio cellulare che – grazie ad un sistema di geolocalizzazione che ne impedisce anche i furti - permette di individuare la bici a disposizione più vicina al punto dove ci si trova e che naturalmente in quel momento non viene utilizzata da altri. Smartphone alla mano, l’utente prende la bici, la utilizza per il tempo necessario e, una volta che non ne ha più bisogno, la chiude con un apposito lucchetto e la lascia dove vuole, in modo che un altro utente possa utilizzarla. A differenza dei tradizionali bike sharing - come ad esempio le vecchie biciclette arancioni che si trovano attualmente in città - le nuove bici non devono essere riposte nelle apposite rastrelliere, ma possono essere “posteggiate” ovunque. «Questo nuovo servizio – spiega l’assessore Valter Alberici, che sta portando avanti il progetto – renderà più semplice e snello poter affittare una bici. E, di conseguenza, invoglierà tutti ad utilizzare meno l’auto per gli spostamenti urbani. Nelle città dove questo servizio ha preso il via i risultati sono stati ovunque più che incoraggianti».
Il via con 300 nuove bici. Per il debutto di questo nuovo servizio l’amministrazione comunale ha deciso di mettere in campo trecento nuove biciclette. Ma il loro numero potrebbe aumentare se, come ci si augura, la novità prenderà piede. L’applicazione per smartphone, scaricabile su App Store o Play Store, funziona più o meno come quelle dei servizi di car sharing: viene visualizzata una mappa della città che mostra la posizione dell’utente e le bici libere più vicine. Cliccandoci sopra la si può prenotare per 15 minuti in modo che un altro utente in cerca di una bici possa prenderla prima. Una volta raggiunta la bici, bisogna scansionare con la fotocamera dello smartphone un codice QR presente sulla bici il cui lucchetto, integrato nel telaio viene automaticamente sbloccato. A quel punto – pagando una tariffa prestabilita che in genere si aggira intorno ai 30 centesimi ogni mezz’ora – si può utilizzare la bici per ciò che si vuole. Quando si è finito di usarla, la si può lasciare ovunque, purché non intralci il traffico di pedoni e auto. Non appena si chiude il lucchetto (manualmente) il noleggio finisce, si smette di pagare l’affitto e la bici torna a disposizione di tutti.
Niente costi per il Comune. Il nuovo servizio di bike sharing a flusso libero non comporterà costi per il Comune. La società che si aggiudicherà il servizio si occuperà infatti della gestione del servizio e della manutenzione delle biciclette. E, in cambio, incasserà i proventi derivanti dal noleggio. “Con il passaggio al nuovo servizio di bike sharing – spiega ancora l’assessore Alberici – il Comune non dovrà più provvedere alla manutenzione delle vecchie biciclette arancioni che invece comportavano un costo per le casse pubbliche”.
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