Il Tirreno

Versilia

Saccardi: ecco come l’ospedale sarà potenziato

di Matteo Tuccini
Saccardi: ecco come l’ospedale sarà potenziato

La Regione invia 4 nuovi ecografi e assicura interventi rapidi sulla struttura e sul personale

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VIAREGGIO. Il primo tassello saranno i nuovi ecografi. Al “Versilia” ce ne sono pochi e sono vecchi: lo dicono ogni giorno i medici, anche alla Regione. «È un problema vero e a cui abbiamo messo mano – afferma il vicepresidente regionale Stefania Saccardi – Abbiamo comprato quattro ecografi da destinare all’ospedale di Lido di Camaiore: uno è già arrivato in medicina, gli altri due arriveranno in urologia entro la fine dell’anno. A inizio 2018 il quarto sarà in cardiologia».

Ma la sanità versiliese alla Regione chiede di più. Attenzione e cura, anche per le cose che sembrano marginali e che in realtà non lo sono. Quando piove dentro un ospedale, quando si guasta il centralino e per due giorni non si riesce a parlare con un operatore, quando una porta d’ingresso resta chiusa per settimane perché rotta, l’impressione che si ha è che qualcosa non torni. «Per quanto riguarda guasti o danni alla struttura, ci sono dei tempi tecnici da rispettare per le riparazioni – replica il numero 2 della Regione – sulla pioggia all’interno dell’ospedale non sapevo niente e farò una verifica. Il guasto al centralino è dovuto a un cambio del programma di gestione, però mi risulta essere stato risolto. Non voglio minimizzare, queste cose sono importanti e faremo tutti gli interventi necessari per rimetterle a posto. Detto questo, non sono episodi sufficienti a mio parere per scatenare proteste a non finire, paventando chiusure e smantellamenti che non esistono».

Saccardi, che ha la delega più importante del governo regionale, quella alla sanità, ha nel mirino le contestazioni e i presìdi che si susseguono all’ospedale di Lido. L’ultimo dei quali è avvenuto mercoledì. E ha portato a una polemica tra Ettore Neri, ex sindaco di Seravezza e futuro candidato a Pietrasanta, e il Comitato sanità pubblica, organizzatore della manifestazione di protesta. «Trovo irresponsabile che alcune associazioni e forze politiche facciano una battaglia politica sull’ospedale – afferma il vicepresidente – In questo modo si mina la fiducia nei confronti della sanità e dei professionisti che ci lavorano. Che invece sono di qualità e hanno bisogno della stima dei loro pazienti». Ma soprattutto la Regione non comprende perché si continui ad affermare che l’ospedale chiuderà o sarà privato di servizi o dei professionisti migliori.

L’assessore snocciola alcuni numeri per smentire questa tesi: «Tra 2016 e 2017 sono stati assunti 44 operatori sanitari in più per l’ospedale Versilia, che arrivava da un periodo difficile dopo la sentenza della Corte dei Conti (che aveva imposto prepensionamenti e blocco delle assunzioni perché era stata sforata la spesa per il personale, ndr). È il segnale di un ospedale che viene depotenziato? Così come non abbiamo tolto un posto letto al “Versilia”: nel 2016 ce n’erano 353, nel 2017 il dato è di 354. Passando alle operazioni chirurgiche, nei primi otto mesi del 2017 ci siamo attestati sui 10.563 interventi, in aumento rispetto ai 10.269 dell’anno scorso. Questi sono numeri verificabili». A proposito dei posti letto, l’assessore Saccardi puntualizza la questione della geriatria (peraltro già chiarita dall’Asl): «Nessun posto letto verrà tagliato. La geriatria viene inglobata in medicina senza alcuna conseguenza per i pazienti, né per gli operatori che vi sono impiegati».

Se i numeri sono questi, alcuni problemi restano e sono evidenti. L’ospedale è del 2002, non è vecchissimo me neppure nuovo. E la struttura comincia ad essere usurata, con interventi che devono essere rapidi quando si rompe una porta o un finestrone sul tetto. La Regione promette interventi più veloci. Vecchi sono anche molti strumenti e apparecchiature: i nuovi ecografi in arrivo saranno un primo tassello, come detto, ma non copriranno l’intero fabbisogno.

Però il vero Sos che lanciano quotidianamente i reparti è sul personale: la coperta è corta, basta un’assenza di un medico per mettere in difficoltà l’attività quotidiana. Inoltre ci sono reparti che ogni anno incrementano la propria attività: come possono farlo con gli stessi organici? «Non è possibile al momento aumentare il personale – afferma Saccardi – ci sono dei vincoli di spesa per cui siamo stati bacchettati e che dobbiamo rispettare. Stiamo lavorando per modificare quei vincoli. Ma rivendico la mia idea: la squadra deve essere commisurata ai carichi di lavoro. Al “Versilia” garantiamo il turnover: come da accordi con i sindacati, ad ogni uscita di personale deve corrispondere un’entrata». L’ultima rassicurazione è sulle eccellenze (ortopedia, urologia, senologia in primis) e sui medici-fuoriclasse che le hanno rese tali: «Nessuno ve li porta via. A meno che loro in autonomia non decidano diversamente».


 

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