Gioco
Manutenzioni obbligatorie o la concessione decade
di Donatella Francesconi
La bozza del nuovo Capitolato al quale ha messo mano l’amministrazione Per gli affittuari che gestiscono le attività commerciali non cambia niente
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VIAREGGIO. Nei casi «più gravi» che evidenzino la mancata manutenzione degli immobili in regime di concessione «potrà essere disposta la decadenza della concessione». Articolo 16, comma 13 (“Obblighi del concessionario”), della bozza di nuovo Capitolato delle concessioni comunali, arenili di Ponente e Levante e delle aree delle pinete. Comma 13 introdotto tra le novità, nel quale si legge: «Il concessionario proprietario è obbligato a rispettare quanto indicato nel vigente Regolamento di polizia e decoro urbano, al fine della manutenzione degli immobili in regime di concessione, In caso di mancato rispetto, l’amministrazione si riserva la facoltà di agire in sostituzione del concessionario inadempiente, con aggravio di spese a carico di quest’ultimo». E nei casi più gravi, appunto, scatterà la decadenza della concessione.
Poco cambia nella struttura dell’affidamento delle concessioni per quanto riguarda l’esercizio delle stesse. Il nuovo Capitolato - al quale ha lavorato a lungo l’assessore al bilancio Laura Servetti (come spiegato dal vice sindaco Valter Alberici) - non soddisferà, almeno per quanto si può leggere in quella che per il momento è solo una bozza, le richieste dei commercianti che ai concessionari pagano affitti salatissimi soprattutto se proporzionati alle cifre molto meno “salate” che il Comune incassa dai concessionari.
L’articolo 14 del Capitolato vigente, che la bozza lascia invariato, fissa che «per la loro natura strettamente personale le concessioni debbono essere esercitate direttamente dal concessionario, che è dunque obbligato a svolgere direttamente, con la propria struttura organizzativa, le attività per le quali l’area è stata concessa». Guadagno sulla “cosa pubblica”, dunque, ma guadagno d’impresa e non di rendita. Salvo deroghe, si legge ancora, «è fatto divieto ai concessionari di locare, affittare, dare in comodato o uso in qualsivoglia forma giuridica gli edifici ed i manufatti eretti sulle aree a loro concesse, nonché le aziende esercitate, pena la decadenza della concessione». Un Capitolato con regole che sembrano stringenti e chiare. Se non fosse che quasi tutta la Passeggiata è affittata, ed i contratti sono autorizzati dallo stesso Capitolato, là dove si precisa locazioni ed affitti d’azienda «in corso alla data dell’entrata in vigore del regolamento potranno proseguire, purché autorizzati sulla base della precedente normativa fino alla luce della loro scadenza contrattuale». Tutto questo rimane invariato, con un’aggiunta al comma 3 dell’articolo 16, per cui per cui «il concessionario dovrà produrre al Comune, entro trenta giorni dalla stipula, copia del contratto regolarmente registrato». Il che significa che ciò che i commi 1 e 2 vietano, di fatto viene autorizzato, con tanto di contratto depositato in Municipio.
Tra le novità che l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro propone, anche quella relativa alla necessaria «indicazione della destinazione del manufatto».
All’articolo12 (Durata della concessioni) l’aggiunta del mutuo (oltre al leasing immobiliare già previsto) come strumento per attivare quegli investimenti che daranno diritto ad un rilascio di concessioni fino a 18 anni.
Poco cambia nella struttura dell’affidamento delle concessioni per quanto riguarda l’esercizio delle stesse. Il nuovo Capitolato - al quale ha lavorato a lungo l’assessore al bilancio Laura Servetti (come spiegato dal vice sindaco Valter Alberici) - non soddisferà, almeno per quanto si può leggere in quella che per il momento è solo una bozza, le richieste dei commercianti che ai concessionari pagano affitti salatissimi soprattutto se proporzionati alle cifre molto meno “salate” che il Comune incassa dai concessionari.
L’articolo 14 del Capitolato vigente, che la bozza lascia invariato, fissa che «per la loro natura strettamente personale le concessioni debbono essere esercitate direttamente dal concessionario, che è dunque obbligato a svolgere direttamente, con la propria struttura organizzativa, le attività per le quali l’area è stata concessa». Guadagno sulla “cosa pubblica”, dunque, ma guadagno d’impresa e non di rendita. Salvo deroghe, si legge ancora, «è fatto divieto ai concessionari di locare, affittare, dare in comodato o uso in qualsivoglia forma giuridica gli edifici ed i manufatti eretti sulle aree a loro concesse, nonché le aziende esercitate, pena la decadenza della concessione». Un Capitolato con regole che sembrano stringenti e chiare. Se non fosse che quasi tutta la Passeggiata è affittata, ed i contratti sono autorizzati dallo stesso Capitolato, là dove si precisa locazioni ed affitti d’azienda «in corso alla data dell’entrata in vigore del regolamento potranno proseguire, purché autorizzati sulla base della precedente normativa fino alla luce della loro scadenza contrattuale». Tutto questo rimane invariato, con un’aggiunta al comma 3 dell’articolo 16, per cui per cui «il concessionario dovrà produrre al Comune, entro trenta giorni dalla stipula, copia del contratto regolarmente registrato». Il che significa che ciò che i commi 1 e 2 vietano, di fatto viene autorizzato, con tanto di contratto depositato in Municipio.
Tra le novità che l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro propone, anche quella relativa alla necessaria «indicazione della destinazione del manufatto».
All’articolo12 (Durata della concessioni) l’aggiunta del mutuo (oltre al leasing immobiliare già previsto) come strumento per attivare quegli investimenti che daranno diritto ad un rilascio di concessioni fino a 18 anni.
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