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Bis vietato a mensa nessun passo indietro

Bis vietato a mensa nessun passo indietro

Il presidente di Pietrasanta Sviluppo: «Decide l’Asl, da noi portate abbondanti» E attacca le famiglie che non pagano la retta per la refezione scolastica

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PIETRASANTA. «Come si fa a negare a un bambino, a mensa, una fetta in più di pane? Qui si è smarrito del tutto il buon senso». Parole, irate, di una mamma in scia alla decisione dell’Asl di non concedere, nelle refezioni scolastiche, il bis del piatto appena mangiato e di fare sparire dai tavoli delle stesse mense i cestini con il pane per evitare il libero consumo e il conseguente, e temuto, sovrappeso in età evolutiva. Il contenuto della direttiva dell’Asl – pubblicato ieri in cronaca – fa discutere e nel mirino ci finisce anche la Pietrasanta Sviluppo, la società demandata al servizio della ristorazione scolastica sul territorio.

«Ma noi, in questo caso, ci limitiamo ad eseguire le prescrizioni degli esperti: se ci dicono niente ripasso del piatto, non possiamo certo ignorare la direttiva. E se ci impongono di togliere i cestini del pane dai tavoli, lo dobbiamo fare» afferma il presidente della Pietrasanta Sviluppo Claudio Viviani. Pietrasanta Sviluppo che, al centro cottura di Strettoia, ogni giorno prepara 1.100 pasti. I genitori, e non solo i genitori, reclamano però buon senso, elasticità e condivisione delle scelte. «Ma cosa intendono i genitori – replica Viviani – per elasticità? Fare portate un po’ più abbondanti rispetto alle grammature previste? Già lo facciamo, ma non possiamo esagerare. Altrimenti mettano nero su bianco – continua Viviani – su cosa loro intendano per buon senso. La Pietrasanta Sviluppo condivide ogni passaggio: in questo ultimo caso, appena è arrivata la lettera dall’Asl, abbiamo informato la commissione genitori. Il pane negato a mensa? Se un bimbo ti chiede non una, non due, ma 3 fette, è dovere dei referenti intervenire, ma non perché sono io a dirlo ma il nutrizionista. E comunque, ogni giorno, a mensa, il cibo che avanza non è molto, nonostante le grammature più abbondanti: gli avanzi riutilizzabili vengono donati a un istituto religioso e quelli non riutilizzabili li portiamo ai canili. La pietanza meno apprezzata? Verdura, lessa in particolare» precisa Viviani che non risparmia poi critiche a quelle famiglie «e non sono poche a quanto mi risulta anche se non ho dati a disposizione, che non pagano la retta della refezione. E non mi riferisco a famiglie con problemi per arrivare a fine mese, tutelate dall’Isee, ma a genitori che possono tranquillamente permettersi di liquidare il dovuto: situazioni che si trascinano da tempo e su cui devono fare chiarezza l’ufficio e il funzionario comunale incaricato».

Luca Basile

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