Il dolore
Caso Gargini: le scuse di Miracolo
Ma Pd e De Stefano attaccano: «Fatto grave, incontri i familiari della strage»
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VIAREGGIO. Non si fermano le polemiche sulla frase pronunciata dal consigliere Franco Gargini (Viareggio democratica) che ha detto ai microfoni del consiglio comunale di lunedì scorso: «le case a Viareggio le butta giù il gas, non l’amministrazione del nostro sindaco». Un chiaro riferimento alla strage.
A difesa del consigliere comunale è intervenuto l’avvocato Fabrizio Miracolo, che si scusa per l’esternazione del consigliere: «Leggo con amarezza il linciaggio mediatico al consigliere Gargini - ha scritto Miracolo in una nota - si è voluto strumentalizzare una frase sicuramente fuori luogo. Non conosco Marco Piagentini e Daniela Rombi, portavoci del dolore e della richiesta di giustizia dei familiari delle vittime e più in generale dell’intera comunità viareggina. A loro mi rivolgo e chiedo scusa, è stato uno scivolone. Non è una questione di ragione o torto, e neanche di difendersi o giustificare un pensiero espresso male, anzi malissimo. Le parole per chiedere scusa non sono mai semplici da trovare, si ha il timore di fare peggio o di sembrare inappropriati. Io voglio provarci e lo faccio insieme a Franco, ammutolito dall’errore».
Scuse che stonano alle orecchie dell’opposizione Pd che interviene «sull’incauto riferimento», come lo hanno definito: «Come consiglieri del Partito democratico - scrivono in una nota - pensiamo che, pur nella sua inesperienza, Gargini sia comunque il capogruppo della sua lista e pertanto gli consigliamo di scusarsi direttamente con i familiari delle vittime, magari incontrandoli presso il Comune e dunque ufficialmente, nella sede istituzionale. Farlo attraverso la voce di altri, anche se espressione della lista di appartenenza, o tramite la stampa, non ci sembra il comportamento migliore per chiudere questa incresciosa vicenda».
E ad attaccare Gargini è sceso anche l’ex compagno di lista, il consigliere De Stefano, che lo definisce tutt’altro che uno scivolone: «Nella foga di protagonismo di cui qualche volta anch’egli è vittima - dice il consigliere del gruppo misto - sono tollerabili parole forti tra gli addetti al dibattito politico ma è impensabile, improponibile ed imperdonabile, che l’autorevole capogruppo della lista di Viareggio Democratica faccia affermazioni di inusuale gravità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A difesa del consigliere comunale è intervenuto l’avvocato Fabrizio Miracolo, che si scusa per l’esternazione del consigliere: «Leggo con amarezza il linciaggio mediatico al consigliere Gargini - ha scritto Miracolo in una nota - si è voluto strumentalizzare una frase sicuramente fuori luogo. Non conosco Marco Piagentini e Daniela Rombi, portavoci del dolore e della richiesta di giustizia dei familiari delle vittime e più in generale dell’intera comunità viareggina. A loro mi rivolgo e chiedo scusa, è stato uno scivolone. Non è una questione di ragione o torto, e neanche di difendersi o giustificare un pensiero espresso male, anzi malissimo. Le parole per chiedere scusa non sono mai semplici da trovare, si ha il timore di fare peggio o di sembrare inappropriati. Io voglio provarci e lo faccio insieme a Franco, ammutolito dall’errore».
Scuse che stonano alle orecchie dell’opposizione Pd che interviene «sull’incauto riferimento», come lo hanno definito: «Come consiglieri del Partito democratico - scrivono in una nota - pensiamo che, pur nella sua inesperienza, Gargini sia comunque il capogruppo della sua lista e pertanto gli consigliamo di scusarsi direttamente con i familiari delle vittime, magari incontrandoli presso il Comune e dunque ufficialmente, nella sede istituzionale. Farlo attraverso la voce di altri, anche se espressione della lista di appartenenza, o tramite la stampa, non ci sembra il comportamento migliore per chiudere questa incresciosa vicenda».
E ad attaccare Gargini è sceso anche l’ex compagno di lista, il consigliere De Stefano, che lo definisce tutt’altro che uno scivolone: «Nella foga di protagonismo di cui qualche volta anch’egli è vittima - dice il consigliere del gruppo misto - sono tollerabili parole forti tra gli addetti al dibattito politico ma è impensabile, improponibile ed imperdonabile, che l’autorevole capogruppo della lista di Viareggio Democratica faccia affermazioni di inusuale gravità».
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