Lutto
«Gargini si dimetta» Il caso della frase dai banchi del consiglio
di Donatella Francesconi
Il consigliere ha detto: «Le case a Viareggio le butta giù il gas» La richiesta dei familiari delle vittime del disastro ferroviario
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VIAREGGIO. «Indecente e vergognoso» che in consiglio comunale «un rappresentante istituzionale si permetta di pronunciare simili parole»: i familiari delle vittime della strage di Viareggio prendono posizione sulla frase del consigliere Franco Gargini (Viareggio democratica) che ha dichiarato «le case a Viareggio le butta giù il gas, non l’amministrazione del nostro sindaco». Il comunicato dell’associazione “Il mondo che vorrei” è netto: «Per noi, per le persone che non ci sono più e per Viareggio è oltremodo inaccettabile che per una discussione politica si strumentalizzi la strage di Viareggio». Il riferimento del consigliere al disastro ferroviario di 8 anni fa, infatti, è avvenuto nella seduta del consiglio dedicata a tutt’altro argomento, ovvero l’asse di penetrazione.
«Pochi giorni fa abbiamo incontrato il sindaco - continua la nota dei familiari delle vittime della strage - che oltre a prendersi direttamente un impegno per il tavolo del 29, aveva sottolineato con forza quanto sia bieco e vile strumentalizzare politicamente la strage di Viareggio. Ci dispiace che nessuno nel consiglio comunale si sia indignato e che ancora ad oggi nessuno abbia preso le distanze da parole così offensive. Perché, che sia stato fatto per ignoranza, per dabbenaggine o per malafede politica, Viareggio non può e non tollera nessun giustificazione sulla strage ferroviaria. Noi familiari chiediamo a quel consigliere che mediti su quello che ha detto, scusandosi con le 32 vittime, i suoi familiari e la città di Viareggio. E se persona con un briciolo di dignità e serietà dovrebbe fare un passo indietro e dimettersi».
La frase del consigliere Gargini ha scatenato le reazioni di cittadini sul web, nei gruppi pubblici su Facebook e la richiesta di dimissioni arriva da più voci. A ieri non c’erano reazioni ufficiali, né da Gargini né dall’amministrazione comunale. Informalmente, in Municipio, la reazione a caldo è che non era intenzione del consigliere di offendere nessuno, e tantomeno i familiari delle vittime del disastro ferroviario. Dopo la presa di posizione dell’associazione “Il mondo che vorrei” resta ora da capire se vi sarà un’uscita ufficiale e se sarà accolta o meno la richiesta di dimissioni del consigliere.
«Pochi giorni fa abbiamo incontrato il sindaco - continua la nota dei familiari delle vittime della strage - che oltre a prendersi direttamente un impegno per il tavolo del 29, aveva sottolineato con forza quanto sia bieco e vile strumentalizzare politicamente la strage di Viareggio. Ci dispiace che nessuno nel consiglio comunale si sia indignato e che ancora ad oggi nessuno abbia preso le distanze da parole così offensive. Perché, che sia stato fatto per ignoranza, per dabbenaggine o per malafede politica, Viareggio non può e non tollera nessun giustificazione sulla strage ferroviaria. Noi familiari chiediamo a quel consigliere che mediti su quello che ha detto, scusandosi con le 32 vittime, i suoi familiari e la città di Viareggio. E se persona con un briciolo di dignità e serietà dovrebbe fare un passo indietro e dimettersi».
La frase del consigliere Gargini ha scatenato le reazioni di cittadini sul web, nei gruppi pubblici su Facebook e la richiesta di dimissioni arriva da più voci. A ieri non c’erano reazioni ufficiali, né da Gargini né dall’amministrazione comunale. Informalmente, in Municipio, la reazione a caldo è che non era intenzione del consigliere di offendere nessuno, e tantomeno i familiari delle vittime del disastro ferroviario. Dopo la presa di posizione dell’associazione “Il mondo che vorrei” resta ora da capire se vi sarà un’uscita ufficiale e se sarà accolta o meno la richiesta di dimissioni del consigliere.
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