Sicurezza
No alle aste sugli immobili per ex Incanto e Jamaica
di Luca Basile
Dopo che sono andate per ancora una volta deserte, il Partito democratico chiede al commissario prefettizio di lasciare decidere al prossimo sindaco
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PIETRASANTA. «Un fallimento le ultime aste volute dall’ex amministrazione Mallegni». Parole di Rossano Forassiepi, Pd, che, al tempo stesso, invita il Commissario prefettizio Giuseppe Priolo di lasciare decidere sulle vendite dei beni pubblici in questione «il prossimo sindaco». Sul tavolo di discussione la vendita, mancata, di 2 immobili comunali come l’ex Incanto e il Jamaica Pub di cui avevamo dato notizia nei giorni scorsi.
«Per l’ex Incanto l’amministrazione uscente aveva speso non poche speranze, arrivando addirittura a modificare la destinazione urbanistica e consentendo l’edificazione di appartamenti in luogo di attività commerciali, scelta da noi contestata e che avrebbe snaturato la zona aprendo il fronte a successive e pericolose speculazioni. Neppure questo è servito per vendere il bene, con il risultato che nelle casse del Comune non entra nemmeno più l’affitto che pagava regolarmente l’attività commerciale che esisteva prima della messa in vendita dell’immobile – il ristorante La Terrazza, ndr. L’assurdo si è toccato – spiega Forassiepi – con l’asta per il Jamaica, locale che grazie al lavoro degli attuali concessionari ha ritrovato il giusto ruolo, attività che rende al Comune circa 60 mila euro all’anno, entrate certe che in caso di vendita sarebbero venute meno».
Asta deserta anche «per l’area di via Bugneta, dove la destinazione urbanistica è stata modificata da zona per case popolari, a zona per case convenzionate. In questo contesto le cooperative eventualmente interessate vogliono certezze e non vorremmo che diventasse argomento della prossima campagna elettorale, ricordando sin da subito che anche in passato c’è chi certe operazioni le ha solo annunciate e chi invece le ha fatte nascere, dando risposta concreta a molte famiglie che in questi anni hanno potuto acquistare la prima casa a prezzi equi. Ancora una volta il tempo dimostra che le numerose promesse di Mallegni & C. – aggiunge Forassiepi – si rivelano vacue, invitiamo il Commissario a lasciare alla prossima amministrazione le scelte a riguardo, che a nostro avviso devono vedere sia il Jamaica che l’ex Incanto restare beni pubblici e quindi non messi in vendita e costruire poli di attrazione turistica e commerciale, mentre per l’area di Bugneta consentire l’attuazione legata alla reale esigenza abitativa».
«Per l’ex Incanto l’amministrazione uscente aveva speso non poche speranze, arrivando addirittura a modificare la destinazione urbanistica e consentendo l’edificazione di appartamenti in luogo di attività commerciali, scelta da noi contestata e che avrebbe snaturato la zona aprendo il fronte a successive e pericolose speculazioni. Neppure questo è servito per vendere il bene, con il risultato che nelle casse del Comune non entra nemmeno più l’affitto che pagava regolarmente l’attività commerciale che esisteva prima della messa in vendita dell’immobile – il ristorante La Terrazza, ndr. L’assurdo si è toccato – spiega Forassiepi – con l’asta per il Jamaica, locale che grazie al lavoro degli attuali concessionari ha ritrovato il giusto ruolo, attività che rende al Comune circa 60 mila euro all’anno, entrate certe che in caso di vendita sarebbero venute meno».
Asta deserta anche «per l’area di via Bugneta, dove la destinazione urbanistica è stata modificata da zona per case popolari, a zona per case convenzionate. In questo contesto le cooperative eventualmente interessate vogliono certezze e non vorremmo che diventasse argomento della prossima campagna elettorale, ricordando sin da subito che anche in passato c’è chi certe operazioni le ha solo annunciate e chi invece le ha fatte nascere, dando risposta concreta a molte famiglie che in questi anni hanno potuto acquistare la prima casa a prezzi equi. Ancora una volta il tempo dimostra che le numerose promesse di Mallegni & C. – aggiunge Forassiepi – si rivelano vacue, invitiamo il Commissario a lasciare alla prossima amministrazione le scelte a riguardo, che a nostro avviso devono vedere sia il Jamaica che l’ex Incanto restare beni pubblici e quindi non messi in vendita e costruire poli di attrazione turistica e commerciale, mentre per l’area di Bugneta consentire l’attuazione legata alla reale esigenza abitativa».
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