Toscana
Arrivano i soldi i lavori al Marconi partiranno a febbraio
di CesareBonifazi
Intanto il preside Isoppo scrive alle amministrazioni locali per chiedere che la politica faccia pressioni su Lucca
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Si parla di circa un anno. Un tempo molto lungo. I lavori per ristrutturare il complesso dell’ex collegio Colombo che adesso ospita le aule dell’Alberghiero partiranno a febbraio e dureranno per otto mesi. La Provincia ha infatti da pochi giorni ricevuto l’ok per il finanziamento da 700mila euro che possono già essere messi a bando per far partire i cantieri. Ma per mettere in campo il progetto ne servono altri 400mila euro che al momento Luca Menesini, il presidente della Provincia, non ha.
«Ma stiamo lavorando con la Regione e altri enti affinché si possa andare fino in fondo - ha detto Menesini - non ci saranno interruzioni nel cantiere. Nelle prossime settimane faremo partire il bando che sarà cantierato poi nei primi mesi del prossimo anno. Nel frattempo andremo alla ricerca di un altro milione per fare anche il secondo lotto».
Nel frattempo proprio dalla Provincia arrivano alcune rassicurazione su nuove situazioni tampone: nella giornata di ieri è stato riattivato il termosifone nelle quattro aule che da settimane erano completamente al freddo e «verranno riparati in settimana i controsoffitti di truciolare che sono crollati nei giorni scorsi», ha detto Menesini.
Rassicurazioni e toppe che però non bastano al preside Lorenzo Isoppo il quale, dopo aver lanciato l’allarme alla Provincia nella giornata di sabato, ha fatto appello a tutte le amministrazioni comunali della Versilia affinché si mobilitino per fare pressione su Lucca.
«Sappiamo benissimo - ha scritto Isoppo in una missiva protocollata in data di ieri - che gli enti da voi rappresentati (parla ovviamente ai sindaci, ndr) non hanno competenze dirette sulle scuole superiori e che queste permangono in capo alla Provincia. Ma la particolare natura di questo ente e la complessità dei suoi meccanismi rendono indispensabile che ci sia sul territorio dove risiedono gli alunni che frequentano la nostra scuola e dove hanno sede le attività che assorbono i nostri diplomati, una coscienza chiara della priorità assoluta rappresentata dal poter disporre in Versilia di un istituto alberghiero di qualità».
Il dirigente giudica quindi impensabile che un territorio come il nostro, a grande vocazione turistica, non offra una formazione scalcinata proprio in uno dei settori che maggiormente trainano l’economia della costa. Un appello ai primi cittadini che nei loro territori non solo hanno i ragazzi, futuri lavoratori del turismo, ma anche le strutture che li assumeranno. La Versilia, continua nella lettera il dirigente, «non può non avere a cuore le sorti del proprio istituto alberghiero, unico in Versilia - e continua - aiutateci ad ottenere i mezzi necessari per adempiere al nostro mandato portato avanti anche nelle avversità».
Si chiede dunque ai sette primi cittadini di muoversi in senso unitario: «È fondamentale che da tale consapevolezza nasca una volontà politica concorde e un’azione comune per affrontare il problema in tutte le sedi deputate e portarlo a soluzione».
Disposti a tutto. E questo Isoppo lo aveva già ribadito sabato scorso quando aveva chiesto agli uffici garanzie scritte sullo stato dell’edificio: «Se la struttura è sicura - avevano chiesto preside e studenti - chi di dovere lo metta nero su bianco altrimenti si trovino soluzioni alternative come ospitalità in altri istituti della Darsena o, in ultima battuta, anche dei container da piazzare direttamente nel cortile davanti all’istituto».
La Provincia ancora non ha risposto direttamente alle richieste ma, dice al Tirreno, «ci sta lavorando».
«Ma stiamo lavorando con la Regione e altri enti affinché si possa andare fino in fondo - ha detto Menesini - non ci saranno interruzioni nel cantiere. Nelle prossime settimane faremo partire il bando che sarà cantierato poi nei primi mesi del prossimo anno. Nel frattempo andremo alla ricerca di un altro milione per fare anche il secondo lotto».
Nel frattempo proprio dalla Provincia arrivano alcune rassicurazione su nuove situazioni tampone: nella giornata di ieri è stato riattivato il termosifone nelle quattro aule che da settimane erano completamente al freddo e «verranno riparati in settimana i controsoffitti di truciolare che sono crollati nei giorni scorsi», ha detto Menesini.
Rassicurazioni e toppe che però non bastano al preside Lorenzo Isoppo il quale, dopo aver lanciato l’allarme alla Provincia nella giornata di sabato, ha fatto appello a tutte le amministrazioni comunali della Versilia affinché si mobilitino per fare pressione su Lucca.
«Sappiamo benissimo - ha scritto Isoppo in una missiva protocollata in data di ieri - che gli enti da voi rappresentati (parla ovviamente ai sindaci, ndr) non hanno competenze dirette sulle scuole superiori e che queste permangono in capo alla Provincia. Ma la particolare natura di questo ente e la complessità dei suoi meccanismi rendono indispensabile che ci sia sul territorio dove risiedono gli alunni che frequentano la nostra scuola e dove hanno sede le attività che assorbono i nostri diplomati, una coscienza chiara della priorità assoluta rappresentata dal poter disporre in Versilia di un istituto alberghiero di qualità».
Il dirigente giudica quindi impensabile che un territorio come il nostro, a grande vocazione turistica, non offra una formazione scalcinata proprio in uno dei settori che maggiormente trainano l’economia della costa. Un appello ai primi cittadini che nei loro territori non solo hanno i ragazzi, futuri lavoratori del turismo, ma anche le strutture che li assumeranno. La Versilia, continua nella lettera il dirigente, «non può non avere a cuore le sorti del proprio istituto alberghiero, unico in Versilia - e continua - aiutateci ad ottenere i mezzi necessari per adempiere al nostro mandato portato avanti anche nelle avversità».
Si chiede dunque ai sette primi cittadini di muoversi in senso unitario: «È fondamentale che da tale consapevolezza nasca una volontà politica concorde e un’azione comune per affrontare il problema in tutte le sedi deputate e portarlo a soluzione».
Disposti a tutto. E questo Isoppo lo aveva già ribadito sabato scorso quando aveva chiesto agli uffici garanzie scritte sullo stato dell’edificio: «Se la struttura è sicura - avevano chiesto preside e studenti - chi di dovere lo metta nero su bianco altrimenti si trovino soluzioni alternative come ospitalità in altri istituti della Darsena o, in ultima battuta, anche dei container da piazzare direttamente nel cortile davanti all’istituto».
La Provincia ancora non ha risposto direttamente alle richieste ma, dice al Tirreno, «ci sta lavorando».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
