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Maestrelli: quella strada è uno schiaffo alla città

Maestrelli: quella strada è uno schiaffo alla città

L’ex presidente del Parco ed esponente del Pd aderisce all’appello ai consiglieri: «Stop e ragionate»

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VIAREGGIO. Del Parco naturale è stato a lungo presidente ed oggi aderisce all’appello delle forze “No asse” che chiedono ai consiglieri comunali, chiamati al voto domani, di fermarsi. Stefano Maestrelli, tra coloro che nel Pd viareggino hanno pensato ad un dialogo con il sindaco Giorgio Del Ghingaro prende posizione sulla questione asse di penetrazione. «Forse non tutti quelli che propongono questa adozione (sindaco in testa) conoscono la storia della previsione urbanistica per "l'asse di penetrazione"», spiega Maestrelli. Che continua: «Il primo disegno nasce nella proposta di Piano regolatore del 1961, poi adottato nel 1964 ed approvato nel 1971. Era una infrastruttura funzionale alla previsione della realizzazione di due zone industriali al Cotone. Area che avrebbe rappresentato una espansione della attività cantieristica, troppo compressa nei piccoli spazi delle darsene di Viareggio, e che quindi avrebbe avuto una grande necessità di collegamento stradale, ampio e veloce, con la parte a mare. Ma in quegli anni i cantieri navali di Viareggio (producevano essenzialmente navi mercantili, gasiere, ed i traffici principali del porto erano di movimentazione mercantile ed emergeva la necessità di una importante viabilità che collegasse il porto con la rete stradale primaria. Da quegli anni il porto di Viareggio è cambiato 5 o 6 volte».

Una strada - ricorda Maestrelli, di professione ingegnere - è (nella tecnica urbanistica) «una infrastruttura funzionale ad attività che si svolgono nel punto di arrivo, nel punto di partenza e lungo il percorso. Quindi è logicamente impossibile che cambiando fortemente le attività presenti possa servire la stessa viabilità. Nella tecnica stradale la definizione di un tracciato viario discende da una analisi chiamata origine/destinazione dei traffici potenziali e previsti per gli anni di durata futuri. Pensare oggi di approvare un tracciato concepito quasi 60 anni fa è un assurdo tecnico, ma anche amministrativo e sicuramente politico. Uno schiaffo alla città solo per dimostrare un vacuo decisionismo ai danni dell'ambiente e della vita dei viareggini. Prendere decisioni importanti solo per dimostrare di essere "concreti e determinati" senza far discendere queste decisioni da analisi e dal coinvolgimento democratico della popolazione è un metodo che nella storia ha creato molti mostri. Oggi le analisi ed i ragionamenti non servono più? Il confronto con la popolazione viene ritenuto perdita di tempo? Hanno ragione i firmatari: fermatevi e ragionate! Se amate questa città e questa popolazione viareggina e versiliese». (d.f.)



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