Il dolore
Comune ai ferri corti con i commercianti
di Donatella Francesconi
Lite dopo l’sos delle associazioni di categoria sulle luminarie
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. “Tutto ciò che voglio per Natale sei tu” canta Mariah Carey e con lei le organizzazioni dei commercianti Confesercenti e Confcommercio, che lanciano al Comune l’allarme-appello niente luci di Natale in centro. Andando a sbattere dritti nel vice sindaco Valter Alberici, evidentemente ancora non in modalità “siamo tutti più buoni” sotto l’albero: «Le organizzazioni di categoria dei commercianti, ormai senza idee e progetti per la città, sono diventate solamente passacarte di una rappresentanza che non c’è più», è la risposta a stretto giro di Alberici. Che continua: «Non resta loro che gridare allarmi inascoltati per le luci natalizie, scaricando la responsabilità del loro insuccesso sul singolo commerciante e magari individuando tra i responsabili anche l’amministrazione comunale. Viareggio merita di più. Peccato».
In Passeggiata - è la fotografia della situazione ad oggi nell’Sos lanciato dalle due associazioni di categoria - «si è raggiunto almeno il numero minimo di adesioni con il 50% delle attività che hanno deciso di partecipare». Invece «la situazione in centro è molto più critica a causa di alcuni fattori». Negli ultimi mesi, così il documento diffuso, «ci sono state purtroppo parecchie chiusure di esercizi della zona e poi gli interventi che erano stati promessi dall'amministrazione comunale sono al momento rimasti lettera morta. Quindi il clima che si respira tra gli imprenditori è di sfiducia, anche perché dal Comune non è arrivata ancora alcuna conferma in relazione agli eventi di Capodanno, e parecchi ci hanno manifestato la poca motivazione ad aderire al progetto di illuminazione natalizia».
Ed ecco, dunque, «il forte appello al Comune affinché trovi i modi più opportuni per contribuire e sostenere i sacrifici degli imprenditori». Dato che «non illuminare la zona commerciale cittadina storica per il periodo delle festività sarebbe un colpo durissimo per tutte le attività e più in generale per l'immagine di Viareggio anche rispetto alle località limitrofe».
Il dissesto questo sconosciuto, viene da sottolineare. Perché i bimbi viareggini non hanno più il trasporto scolastico e le tariffe sono al massimo per ogni servizio pubblico, in una città che economicamente ancora stenta a riprendersi e prova ne sono le continue chiusure che le stesse associazioni di categoria dei commercianti ricordano.
Associazioni, affonda la lama Alberici, «senza alcuna credibilità e incapaci di veicolare il concetto di comunità che si fonda anche sul rispetto delle regole, visto che i loro rappresentanti erano i primi a non rispettarle. Oggi, con amarezza, devo registrare che il loro compito si è ridotto a portare avanti insulse critiche a tutto quello che si muove a Viareggio».
Eppure non era iniziata così. L’elezione del sindaco Giorgio Del Ghingaro e della sua amministrazione avevano visto le categorie dei commercianti se non in luna di miele, almeno dialoganti sulle proposte che via via arrivavano sul tavolo. Oggi i margini di un recupero sembrano sbiaditi come in una vecchia fotografia in bianco e nero. E ad aspettarsi sotto il vischio, per restare in tema di note di Natale, è molto probabile non ci sia nessuno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In Passeggiata - è la fotografia della situazione ad oggi nell’Sos lanciato dalle due associazioni di categoria - «si è raggiunto almeno il numero minimo di adesioni con il 50% delle attività che hanno deciso di partecipare». Invece «la situazione in centro è molto più critica a causa di alcuni fattori». Negli ultimi mesi, così il documento diffuso, «ci sono state purtroppo parecchie chiusure di esercizi della zona e poi gli interventi che erano stati promessi dall'amministrazione comunale sono al momento rimasti lettera morta. Quindi il clima che si respira tra gli imprenditori è di sfiducia, anche perché dal Comune non è arrivata ancora alcuna conferma in relazione agli eventi di Capodanno, e parecchi ci hanno manifestato la poca motivazione ad aderire al progetto di illuminazione natalizia».
Ed ecco, dunque, «il forte appello al Comune affinché trovi i modi più opportuni per contribuire e sostenere i sacrifici degli imprenditori». Dato che «non illuminare la zona commerciale cittadina storica per il periodo delle festività sarebbe un colpo durissimo per tutte le attività e più in generale per l'immagine di Viareggio anche rispetto alle località limitrofe».
Il dissesto questo sconosciuto, viene da sottolineare. Perché i bimbi viareggini non hanno più il trasporto scolastico e le tariffe sono al massimo per ogni servizio pubblico, in una città che economicamente ancora stenta a riprendersi e prova ne sono le continue chiusure che le stesse associazioni di categoria dei commercianti ricordano.
Associazioni, affonda la lama Alberici, «senza alcuna credibilità e incapaci di veicolare il concetto di comunità che si fonda anche sul rispetto delle regole, visto che i loro rappresentanti erano i primi a non rispettarle. Oggi, con amarezza, devo registrare che il loro compito si è ridotto a portare avanti insulse critiche a tutto quello che si muove a Viareggio».
Eppure non era iniziata così. L’elezione del sindaco Giorgio Del Ghingaro e della sua amministrazione avevano visto le categorie dei commercianti se non in luna di miele, almeno dialoganti sulle proposte che via via arrivavano sul tavolo. Oggi i margini di un recupero sembrano sbiaditi come in una vecchia fotografia in bianco e nero. E ad aspettarsi sotto il vischio, per restare in tema di note di Natale, è molto probabile non ci sia nessuno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
