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Schianto mortale sulla Sarzanese: condannato

MASSAROSA. Il giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Pezzuti ha condannato con rito abbreviato (sconto di un terzo della pena) ad otto mesi di reclusione con i benefici di legge (pena sospesa) per...

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MASSAROSA. Il giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Pezzuti ha condannato con rito abbreviato (sconto di un terzo della pena) ad otto mesi di reclusione con i benefici di legge (pena sospesa) per omicidio colposo Claudio Da Prato, 43 anni, che il 30 luglio 2015 lungo la Sarzanese in stato di ebbrezza e alla guida di una Yaris si scontrò con un motocarro Ape condotto da Bruno Vecoli. L’impatto fu violentissimo e nell’urto Vecoli morì all’istante.

L’indagine, condotta dal sostituto procuratore Aldo Ingangi, confermò che il conducente della Yaris aveva un tasso alcolemico superiore ai limiti di legge. La condanna in abbreviato a 8 mesi è giustificata dal concorso di colpa della vittima del sinistro che eluse la segnaletica stradale bucando uno stop. Ma l’imputato, oltre alla condanna penale, ha avuto la sospensione di sei mesi della patente per l’omicidio stradale e la sospensione di altri dodici mesi del permesso di essere al volante di una macchina per la guida in stato di ebbrezza.

L’incidente avvenne nel pomeriggio del 30 luglio, poco prima delle 16. Secondo la dinamica ricostruita dalla polizia municipale di Massarosa, Vecoli proveniva da Viareggio - dove aveva appena svolto una commissione - guidando il suo furgoncino Ape. Dalla via Sassaia dove si trovava si immise sulla Sarzanese: lì avvenne lo scontro con la Toyota Yaris guidata da Da Prato. Uno scontro tremendo: Vecoli rimase intrappolato nel furgoncino. E per lui non ci fu nulla da fare.

Vecoli era molto conosciuto a Piano di Mommio ma anche a Camaiore, luogo di origine della sua famiglia: per una vita aveva fatto l’imbianchino. Con una grande passione, quella per la pittura.

Nel corso del processo si sono costituiti come parti civili i familiari di Bruno Vecoli: i figli Monica e Marco (assistiti rispettivamente dagli avvocati Alfonso Maini e Paolo Lazzeretti), la moglie Grazia Carmassi (tutelata dall’avvocato Stefano Vischi) e i fratelli Adelmo, Antonio e Marianna (rappresentati dall’avvocato Anna Fava). L’imputato è stato invece assistito dall’avvocato Marco Massara.

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