Il Tirreno

Versilia

pozzi

Un asino mette in fuga i ladri

di Melania Carnevali
Un asino mette in fuga i ladri

Il miccio vincitore del palio sventa il furto dei ladri che tentano di entrare di notte nel casolare di alcuni contradaioli di Pozzi

3 MINUTI DI LETTURA





POZZI. «Mio marito mi ha detto “sta succedendo qualcosa. Senti, i micci ragliano”. Poi abbiamo sentito l’allarme e abbiamo capito». Fuori c’erano i ladri, che stavano cercando di entrare nella loro casa, un casolare lungo il fiume, in via delle Canale a Pozzi.

È da poco passata l’una di notte quando i ladri incominciano a forzare il portone in legno. «Io dormivo e non ho sentito niente», racconta Ilaria Luisi, contradaiola e figlia di una storica famiglia di contradaioli. Tutti dormono in casa. A dare l’allarme, per primi, non sono cani, ma i loro micci, cinque somari tra cui Don Pippo, vincitore del Palio del 2015 e del 2016 con la contrada del Pozzo. Il beniamino dei contradaioli e, adesso, anche arguto sceriffo di paese. Insieme ai fratelli, sia chiaro. «Mio marito quando li ha sentiti – racconta Ilaria Luisi – ha capito subito che c’era qualcosa che non andava. Non ragliano di notte, se non succede qualcosa».

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.13436268:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/05/08/news/il-pozzo-vince-il-palio-dei-micci-1.13436268]]

E infatti, fuori, ci sono i ladri che stanno cercando di entrare nella parte del casolare dove vivono i genitori di Ilaria, Roberta Ciambella e Renato Luisi. Dormono anche loro. «È stata mia mamma a sentire un rumore e a svegliarsi di colpo – racconta Ilaria –: credeva fosse mio babbo in giro per casa, ma poi ha visto che lui era nel letto». Sente un altro colpo, poi un altro, poi gli asini ragliare. «A quel punto ha capito che erano i ladri e ha svegliato mio babbo». Renato Luisi, allora scende al piano terra e nota che la porta è socchiusa. I ladri la stanno aprendo piano piano per cercare di disattivare l’allarme. «Allora ha acceso subito la luce e ha aperto di scatto la porta facendo partire l’allarme». I ladri si danno così alla fuga. «Quando abbiamo sentito l’allarme abbiamo collegato tutto», racconta ancora Ilaria.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.16126580:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.16126580:1652358898/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Sul posto è intervenuta una volante della polizia per i rilievi del caso. Non è la prima volta che i ladri prendono di mira quella casa. Lo avevano già fatto nel 2011 e, quella volta, erano anche riusciti a entrare. La famiglia Luisi dormiva e non si era accorta di nulla. Non avevano ancora installato l’allarme. «La mattina, quando mio babbo si è svegliato – ricorda Ilaria – trovò la casa sottosopra». Avevano portato via tutti i soldi dalle borse e dai portafogli. Non avevano trovato altro.

«Da lì la decisione di mettere l’allarme, che però non basta. La polizia ci ha consigliato altri accorgimenti che utilizzeremo sicuramente». Come quello di utilizzare chiavacci o sensori all’esterno della porta che facciano scattare l’allarme al primo movimento.

Intanto, è già rassicurante sapere che, in caso di furto, ci sono cinque micci pronti a dare l’allarme.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Il questore di Prato chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite

di Redazione Prato