Sicurezza
Minacce a Mungai, l’autore si scusa
Il sindaco di Massarosa oggi incontrerà l’uomo che gli scrisse “so dove abiti”
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MASSAROSA. Faccia a faccia, per chiarirsi, per parlarsi, per guardarsi negli occhi. Il sindaco di Massarosa Franco Mungai incontrerà, proprio stamani, nel palazzo comunale, l’autore del post minaccioso apparso qualche giorno fa sulla pagina facebook del Comune di Massarosa.
Il post aveva suscitato sdegno da parte dei gruppi di maggioranza, Partito democratico, Sinistra comune e Noi per Massarosa. «So dove abiti». Questo aveva scritto un cittadino, riferendosi al sindaco Mungai, appena ricevuta una cartella esattoriale. Una chiara minaccia: così era stato interpretato il messaggio da parte dei partiti che sostengono questa amministrazione. Già ad agosto il primo cittadino di Massarosa era stato oggetto di minacce, con scritte offensive apparse sui muri della città all’indomani della manifestazione per la sicurezza in paese. Offese, in quel caso, che avevano coinvolto anche la famiglia di Mungai, in particolare la moglie.
Ieri, però, il clima si è rasserenato. Almeno sull’ultimo fronte. A farsi avanti, di nuovo, l’autore delle minacce, sempre sulla pagina facebook del Comune di Massarosa, ma con tutt’altro tono. «Sono l’autore del post finito sui giornali – ha scritto – e ho fatto una cavolata a scriverlo: chiedo scusa al sindaco Mungai (in realtà lo chiama Mugnai, ma è un refuso, ndr) e a tutta la comunità. L’ho scritto perché sono in un momento difficile e in cura per depressione: vedendomi arrivare una lettera con il mio conto corrente l’ho presa come una minaccia e ho reagito con una cavolata. Signor Mungai – conclude il cittadino – la prego di accettare le mie scuse». Il Comune ne approfitta per riportare tutta la questione su un clima più pacato e civile. «Il sindaco Franco Mungai – risponde su Facebook il Comune – vorrebbe incontrarla. Se vuole può andare martedì mattina durante il ricevimento oppure può telefonare e prendere un appuntamento».
Il cittadino ha a sua volta risposto: «Lo farò sicuramente per porgli le mie scuse personalmente». Probabilmente i due si chiariranno e la storia, conoscendo anche lo stile che ha caratterizzato il sindaco Mungai in questi anni, non avrà ulteriori strascichi.
Marco Pomella
Il post aveva suscitato sdegno da parte dei gruppi di maggioranza, Partito democratico, Sinistra comune e Noi per Massarosa. «So dove abiti». Questo aveva scritto un cittadino, riferendosi al sindaco Mungai, appena ricevuta una cartella esattoriale. Una chiara minaccia: così era stato interpretato il messaggio da parte dei partiti che sostengono questa amministrazione. Già ad agosto il primo cittadino di Massarosa era stato oggetto di minacce, con scritte offensive apparse sui muri della città all’indomani della manifestazione per la sicurezza in paese. Offese, in quel caso, che avevano coinvolto anche la famiglia di Mungai, in particolare la moglie.
Ieri, però, il clima si è rasserenato. Almeno sull’ultimo fronte. A farsi avanti, di nuovo, l’autore delle minacce, sempre sulla pagina facebook del Comune di Massarosa, ma con tutt’altro tono. «Sono l’autore del post finito sui giornali – ha scritto – e ho fatto una cavolata a scriverlo: chiedo scusa al sindaco Mungai (in realtà lo chiama Mugnai, ma è un refuso, ndr) e a tutta la comunità. L’ho scritto perché sono in un momento difficile e in cura per depressione: vedendomi arrivare una lettera con il mio conto corrente l’ho presa come una minaccia e ho reagito con una cavolata. Signor Mungai – conclude il cittadino – la prego di accettare le mie scuse». Il Comune ne approfitta per riportare tutta la questione su un clima più pacato e civile. «Il sindaco Franco Mungai – risponde su Facebook il Comune – vorrebbe incontrarla. Se vuole può andare martedì mattina durante il ricevimento oppure può telefonare e prendere un appuntamento».
Il cittadino ha a sua volta risposto: «Lo farò sicuramente per porgli le mie scuse personalmente». Probabilmente i due si chiariranno e la storia, conoscendo anche lo stile che ha caratterizzato il sindaco Mungai in questi anni, non avrà ulteriori strascichi.
Marco Pomella
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