Il Tirreno

Versilia

Spesi 230mila euro Ma il museo è aperto solo 6 ore a settimana

di Luca Basile
Spesi 230mila euro Ma il museo è aperto solo 6 ore a settimana

Malgrado la ristrutturazione nei giorni feriali resta chiuso  La replica del Comune: budget limitato da contratto

3 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. Un’inaugurazione in pompa magna, quella del 25 giugno scorso che finalmente, dopo 22 anni di oblio e pressapochismi, ufficializzò la riapertura del museo archeologico Antonucci in piazza Duomo. Un museo, ospitato al piano terra di Palazzo Moroni, di grande significato visto che mette in esposizione centinaia di reperti, la cui datazione va dalla preistoria al medioevo in Versilia.

Taglio del nastro, buoni propositi, parole e progetti in divenire per un investimento, da parte dell’ex amministrazione Mallegni, pari a 230 mila. A distanza di 4 mesi e mezzo quel museo, rimesso a nuovo, è in realtà quasi sempre chiuso ai visitatori. Come infatti segnalato, con disappunto, più volte da alcuni turisti – in estate e non solo – l’ingresso, durante i giorni feriali, è sbarrato a doppia mandata. Perché? Dal Comune si limitano a confermare l’orario ultra-ridotto. «Il Museo Barsanti, l’Archeologico e la sezione di Museo dei Bozzetti di palazzo Panichi sono aperti sabato, domenica e festivi dalle 16 alle 19».

E qui si torna al punto di partenza: in attesa di dare vita al museo Mitoraj al mercato comunale, perché non rendere il più possibile visitabile quello che già oggi la città può offrire? E non è questione solo di orario invernale visto che l’apertura limitata al week-end, e ai festivi, era in vigore anche durante i mesi estivi quando il centro storico è appunto frequentato da un numero significativo di turisti, attratti dalla nomea artistica della Piccola Atene. Con una piccola miglioria dell’orario: dalle 16 alle 24. «L’apertura del museo archeologico e di palazzo Panichi è disciplinata dal contratto già in essere con la cooperativa che gestisce la sorveglianza», aggiungono dal palazzo. In sostanza visto il budget ore a disposizione, l’apertura, limitata, è conseguente. Come a dire che si investono tanti soldi per ristrutturare e rendere di nuovo visitabile il museo, ma poi non ci sono fondi per tenerlo aperto quanto si dovrebbe. Per Palazzo Moroni, l’ex amministrazione ha in realtà pensato anche ad una partnership con un privato per la riqualificazione degli altri 2 piani dell’edificio: c’è infatti un bando, che andrà in scadenza nei prossimi giorni, dove si ipotizza una valorizzazione artistica di questi spazi.

Vedremo se e come il progetto avrà uno sviluppo. Nel frattempo, il commissario prefettizio Giuseppe Priolo sta approfondendo la documentazione relativa al museo Mitoraj da realizzare al mercato comunale di via Oberdan. Come noto la società dell’imprenditore Stefano Varia ha presentato un project sulla riqualificazione dell’area, ma anche in questo caso sarà un bando ad assegnare i lavori al soggetto privato.

Che, detto per inciso, potrebbe anche non essere Varia.

I tempi, però, restano tutti da definire: si parla di via ai lavori ad inizio 2018, ma ad oggi non ci sono certezze. Progetto che, come noto, porta in dote i 2 milioni di euro garantiti dal Ministero de beni culturali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini