Sicurezza
Inchiesta sulle minacce a Mungai
Le forze dell’ordine stabiliranno il grado di pericolosità del post su Facebook
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MASSAROSA. Ci saranno nei prossimi giorni da parte delle forze dell’ordine delle verifiche che accertino l’effettiva pericolosità della minaccia arrivata nella pagina Facebook del Comune di Massarosa e che riguarda in maniera piuttosto diretta il sindaco Franco Mungai. Solo a quel punto si potrà aprire un fascicolo nei confronti del suo autore.
La minaccia, ancora visibile ieri nella pagina ufficiale dell’ente, è apparsa qualche giorno fa e avvertiva il primo cittadino: «Caro Mungai, tu continui a minacciarmi inviando lettere in cui intimi di pagare facendomi vedere che hai anche ottenuto il numero del mio conto corrente. Stai attento perché so dove abiti...».
Malgrado il sindaco abbia provato a contattare direttamente l’interessato e a capire a quale sanzione sia riferita la minaccia. Non c’è stato alcun riscontro.
Queste nuove parole forti all’indirizzo del primo cittadino, già le aveva ricevute nell’agosto scorso sui muri di via Cenami, hanno acceso il dibattito politico che però in maniera unanime si è schierato a favore di Mungai.
Se da una parte la maggioranza si è espressa in maniera dura nei confronti dell’opposizione rea, a detta di Pd e compagni, di alimentare un confronto fatto di «violenza verbale, strumentalità fanatica, denigrazione quotidiana e menzogna sistematica», dall’altra anche il più acceso detrattore di Mungai, il consigliere di opposizione Alberto Coluccini si è espresso con parole di vicinanza.
«Ogni tipo di violenza è assolutamente da condannare - ha detto Coluccini in una dichiarazione spontanea - anche quando accadde un episodio simile ad agosto scrissi un sms al sindaco in cui gli dimostravo vicinanza. Anche in questo caso mi sento di condannare certi tipi di comportamento: io sono assolutamente d’accordo sul fatto che se un cittadino deve qualcosa alla comunità, deve pagare il proprio debito. L’amministrazione fa bene a chiedere il pagamento delle sanzioni ma, come ho sempre detto, con le dovute distinzioni. Ovvero facendo differenze da chi fa il furbetto e chi è in difficoltà economica. Detto questo, se io fossi stato sindaco, avrei sicuramente avvertito le forze dell’ordine ma mai avrei fatto in modo che la mia maggioranza rendesse pubblica una cosa del genere».
(cbm)
La minaccia, ancora visibile ieri nella pagina ufficiale dell’ente, è apparsa qualche giorno fa e avvertiva il primo cittadino: «Caro Mungai, tu continui a minacciarmi inviando lettere in cui intimi di pagare facendomi vedere che hai anche ottenuto il numero del mio conto corrente. Stai attento perché so dove abiti...».
Malgrado il sindaco abbia provato a contattare direttamente l’interessato e a capire a quale sanzione sia riferita la minaccia. Non c’è stato alcun riscontro.
Queste nuove parole forti all’indirizzo del primo cittadino, già le aveva ricevute nell’agosto scorso sui muri di via Cenami, hanno acceso il dibattito politico che però in maniera unanime si è schierato a favore di Mungai.
Se da una parte la maggioranza si è espressa in maniera dura nei confronti dell’opposizione rea, a detta di Pd e compagni, di alimentare un confronto fatto di «violenza verbale, strumentalità fanatica, denigrazione quotidiana e menzogna sistematica», dall’altra anche il più acceso detrattore di Mungai, il consigliere di opposizione Alberto Coluccini si è espresso con parole di vicinanza.
«Ogni tipo di violenza è assolutamente da condannare - ha detto Coluccini in una dichiarazione spontanea - anche quando accadde un episodio simile ad agosto scrissi un sms al sindaco in cui gli dimostravo vicinanza. Anche in questo caso mi sento di condannare certi tipi di comportamento: io sono assolutamente d’accordo sul fatto che se un cittadino deve qualcosa alla comunità, deve pagare il proprio debito. L’amministrazione fa bene a chiedere il pagamento delle sanzioni ma, come ho sempre detto, con le dovute distinzioni. Ovvero facendo differenze da chi fa il furbetto e chi è in difficoltà economica. Detto questo, se io fossi stato sindaco, avrei sicuramente avvertito le forze dell’ordine ma mai avrei fatto in modo che la mia maggioranza rendesse pubblica una cosa del genere».
(cbm)
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