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Versilia

Crolla la chiesetta del cimitero

Crolla la chiesetta del cimitero

Pronto un progetto per restaurarla ma i lavori partiranno nel 2018

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MASSAROSA. Ci sono alcuni luoghi sacri che vengono lasciati all’incuria. Uno di questi è il cimitero di Massarosa. Nel camposanto del capoluogo c’è erba alta, alberi pericolanti e la piccola cappella centrale cade a pezzi.

Sono numerose le segnalazioni che arrivano alla redazione del Tirreno: molti cittadini si lamentano dello stato in cui versano le tombe.

La parte più grave è proprio la chiesa che ha subito nei giorni scorsi alcuni crolli. Parte dell’intonaco è caduto a terra e proprio qualche giorno fa si è staccata parte della grondaia che corre proprio intorno all’edificio. Per le festività di Ognissanti il Comune aveva assicurato l’apertura del luogo di culto ma ci sono stati altri problemi che hanno costretto a chiudere nuovamente la cappella.

Al momento, per evitare che qualcuno possa ferirsi, sono stati piazzate delle impalcature che dovrebbero impedire che eventuale materiale edile possa cadere sui visitatori. Ma per rimettere di nuovo in funzione la chiesa è necessario fare degli interventi strutturali.

«Abbiamo già predisposto un progetto per rimettere in sicurezza il fabbricato - dicono dagli uffici tecnici dell’amministrazione - ma ancora non siamo in grado di poter assegnare i cantieri. Al momento sono stati fatti degli interventi tampone e non essendoci disponibilità a bilancio il tutto è rimandato al 2018 quando si potrà finalmente affidare la ristrutturazione».

Ma non è il solo problema del cimitero: c’è erba alta ovunque e a spaventare alcuni cittadini è un grosso albero che si trova proprio all’esterno del muro perimetrale e che pende pericolosamente verso i loculi. Si tratta di un albero secolare che però pende verso il basso.

«Io sono una semplice cittadina e vado spesso a trovare i miei defunti - racconta Tina Chimenti - a mio parere lo stato del cimitero è veramente pietoso. Proprio vicino ad alcune tombe, tra cui anche quelle di alcuni miei cari, c’è questa pianta molto grande. Oltre ad essere molto vicina al muro di confine - continua il racconto - lascia cadere qualsiasi cosa. D’estate ci siamo ritrovati anche con alcuni nidi di ape e di vespa che venivano giù dalla pianta. Non è possibile che un luogo del genere venga tenuto così».

(cbm)

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