Anche tre versiliesi coinvolti nell’inchiesta sul cibo delle mense
Agli arresti domiciliari a Viareggio uno dei responsabili dell’azienda nel mirino degli inquirenti Avvisi di garanzia per due veterinari camaioresi che lavorano per l’Asl della Valdinievole
VIAREGGIO. Ci sono anche tre cittadini residenti a Viareggio e Camaiore tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta- di cui parliamo ampiamente a pagina 11 del giornale - condotta dai carabinieri del Nucleo antisofisticazione di Firenze coordinati dalla procura della repubblica presso il tribunale di Pistoia.
Per uno di loro è anche scattata una misura cautelare. Si tratta di Bonello Parlanti, settantasei anni, nato a Monsummano Terme ma residente appunto a Viareggio. L’uomo è tra i responsabili dell’azienda Alessio Carni che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe distribuito cibo di cattiva qualità in almeno trenta mense di scuole e ospedali del centro e del nord Italia e in tredici caserme dell’Esercito e dell’aeronautica militare, di cui due all’estero. Insieme a lui, agli arresti domiciliari, sono finiti anche Alessio, Enrico e Francesco Parlanti, oltre al commercialista della ditta Spartaco Capaccioli.
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Associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni di enti pubblici e frode in pubbliche forniture sono i reati ipotizzati dagli inquirenti. Anche per l’imprenditore residente nel centro di Viareggio sono stati disposti gli arresti domiciliari nella propria abitazione con il divieto assoluto di comunicare con altre persone diverse da quelle che abitano con lui. Nei confronti della società, che solamente nel 2016 si è aggiudicata appalti per sei milioni di euro, è invece scattato un sequestro preventivo di beni per circa 320 mila euro.
Ma sotto inchiesta sono finiti anche due veterinari camaioresi: Stefano Pardini, 53 anni, e Yajaira Jimenez, 45enne di origine venezuelana ma da anni residente in Versilia. I due sono dirigenti veterinari dell’Azienda sanitaria locale Toscana Centro - non hanno quindi a che vedere con il territorio della Versilia o del resto dell’azienda sanitaria Toscana nord - e lavorano nel distretto della Valdinievole, l’area che è un po’ l’epicentro del lavoro inquirente svolto dai carabinieri. La loro posizione - ovviamente ancora tutta da chiarire (è sempre utile ricordare che gli avvisi di garanzia vengono emessi a tutela degli indagati) - sarebbe secondaria rispetto a quella ritenuta evidentemente più grave delle cinque persone sottoposte a misura cautelare.
Nell’operazione denominata dagli inquirenti “Malacarne” sono finiti poi commercianti, altri veterinari dell’azienda sanitaria Toscana centro e i responsabili di stazioni appaltanti che hanno avuto a che fare con l’azienda Alessio Carni. Per un totale di ventiquattro persone.
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