Il Tirreno

Versilia

Colpita in testa e legata dai rapinatori

di Donatella Francesconi
Colpita in testa e legata dai rapinatori

La titolare di una tabaccheria nel centro di Viareggio vittima di due banditi fuggiti con pochi spiccioli presi da un cassetto

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VIAREGGIO. Manca poco alle 18 di un pomeriggio come tanti, nel centro città bagnato d’autunno. Quando i due uomini varcano la soglia della rivendita di tabacchi storica di via Matteotti - “Non solo fumo” - all’interno c’è l’anziana proprietaria, la signora Maria Lucia, che tutti conoscono, madre di un avvocato viareggino.

Basta un attimo alla commerciante per capire che quei due non sono clienti. In mano hanno un coltello. Vogliono i soldi. Incuranti dei negozi aperti tutto intorno, ad un passo dalla farmacia di via Battisti con il suo traffico-clienti dei primi malanni e del negozio di telefonia che quasi confina con la rivendita di tabacchi dotata di tutti i moderni servizi che ormai questo tipo di rivendite consentono di prestare ai cittadini.

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Maria Lucia, come ogni commerciante di questi tempi, sa di essere a rischio rapina. Ma non si aspetta certo la violenza che i due banditi decidono di mettere in atto su una donna anziana ed inerme.

Da uno dei due uomini, quasi sicuramente italiani, parte il pugno che colpisce in pieno il cranio delle negoziante. Ma non basta. Lo scopo dell’azione sembra quella di rendere del tutto inoffensiva la proprietaria del negozio, forse per frugare con calma ovunque. Così i malviventi si accaniscono e tentano di legare la donna, utilizzando il filo del telefono dell’attività. Mentre lo fanno, non esitano a passare il cavo anche intorno al collo della vittima, rischiando di strozzarla. Come ha poi raccontato la donna ai familiari subito accorsi.

Momenti di vero terrore per la signora Maria Lucia che avrà poi necessità di esami clinici e cure mediche per scongiurare conseguenze fisiche gravi dall’aggressione subita. Senza contare lo stato di choc, che non passerà se non in un lungo periodo.

Alla fine i banditi arraffano ciò che è più a portata di mano: 300 euro che si trovano in un cassetto. E se ne vanno. Forse disturbati da qualcosa o qualcuno (questo saranno gli inquirenti a ricostruirlo) dopo aver rischiato di uccidere una donna anziana per una manciata di banconote maledette.

Sul posto è intervenuto il personale della polizia di Stato del commissariato di Viareggio con la polizia Scientifica. Immediata la ricerca di telecamere che possano aver ripreso l’ingresso dei malviventi nel negozio, e poi la loro fuga.

Sgomento nel centro città, tra residenti e negozianti per la rapina con la violenta aggressione. C’è la necessità impellente che le strade del centro siano meglio illuminate. Così come è indispensabile il passaggio di pattuglie, quale che sia la forza di polizia, Municipale compresa, nell’ultima ora-ora e mezza in cui i negozi sono aperti nella zona del mercato centrale. Dove da anni, ormai, negozianti e commesse organizzano turni in famiglia per garantire la sicurezza di chi fa la chiusura dell’attività, o delle donne e ragazze che devono recarsi a riprendere le auto nel parcheggio dell’ex Gasometro.

E se è vero che da fatti come quello accaduto alla rivendita di via Matteotti ormai non si salva più nessuna città, è anche vero che a Viareggio la percezione di insicurezza che genera un episodio di questo tipo si moltiplica. Perché non si riesce a realizzare che in via Battisti si debba avere paura.

Basterà l’aggressione subita dalla signora Maria Lucia a far riconvocare in Prefettura il Comitato per l’ordine e la sicurezza? Il conto alla rovescia verso il Natale è già iniziato e le notizie che trapelano dal lavoro quotidiano delle pattuglie di polizia e carabinieri non raccontano niente di buono: furti nelle attività commerciali e nelle abitazioni, a Viareggio come in collina, ad opera delle bande che si organizzano e si spostano in Versilia per l’occasione.
 

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