Il dolore
Trovati i vecchi confini delle due Versilie
di Melania Carnevali
Individuata sulla via di Lombardia la roccia con incisa un’orma di asino che segnava il confine tra lo Stato fiorentino e quello lucchese
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CAMAIORE. Gli archeologi sapevano della sua esistenza da un vecchia carta ingiallita del 1400, dove era stata disegnata una roccia con sopra incise quattro croci e un’orma di asino. Sapevano anche che quella roccia rappresentava il confine tra il comune di Camaiore (che all’epoca era sotto lo Stato fiorentino dei medici) e lo Stato lucchese, le due Versilie che nel XV e XVI secolo si massacrarono per accaparrarsi le terre e cancellare i limiti: Camaiore da una parte, Stazzema e Pomezzana dall’altra. Oggi quella roccia è stata ritrovata, lì dove è sempre stata, sul Colle Asinaio lungo il tracciato della via Lombardia. Talmente grande, da non essere mai vista. Non tutta intera. A scoprirla è stato il gruppo archeologico di Camaiore, che adesso progetta una pubblicazione e una mostra, da organizzare in collaborazione con il Museo civico archeologico.
«Non è stato facile – racconta Luca Santini, del gruppo archeologico –: dalla carta sapevamo solo che si trovava sul Colle Asinaio e a un tot di distanza dall’altro segno. Abbiamo trascorso un mese, su quel tracciato, per cercarlo».
Sono una ventina, in tutto, i segni (soprattutto lapidi) che marcano il confine. Ne mancano ancora molti all’appello, ma questa, spiegano gli archeologi, è la scoperta più importante. «Non è proprio una scoperta. Sapevamo della sua esistenza. Ma sicuramente è quella più originale», spiega Santini. «Originale per la sua forma», aggiunge: un’orma d’asino.
In quella strada, all’epoca, transitavano gli asini che da Camaiore partivano per portare l’olio fino a Parma e Reggio. C’è anche una leggenda, però, che continua a essere tramandata dagli abitanti di Casoli, sull’origine di quei segni. Racconta di una donna che proprio lì davanti vide il demonio in persona a dorso di un asino e che, impaurita, gli mostrò la croce facendolo fuggire. Secondo la leggenda, l’asino, nel tentativo di cambiar marcia, lasciò sulla roccia l’orma, proprio quella trovata in questi giorni dal gruppo archeologico di Camaiore. «La ricerca – spiegano gli archeologi – era indirizzata a riscoprire i termini dei confine del comune di Camaiore decretati con una sentenza del marchese di Mantova nel 1478. La ricerca ci porterà a confermare il fatto che i confini di allora sono più o meno simili ai confini attuali».
«Non è stato facile – racconta Luca Santini, del gruppo archeologico –: dalla carta sapevamo solo che si trovava sul Colle Asinaio e a un tot di distanza dall’altro segno. Abbiamo trascorso un mese, su quel tracciato, per cercarlo».
Sono una ventina, in tutto, i segni (soprattutto lapidi) che marcano il confine. Ne mancano ancora molti all’appello, ma questa, spiegano gli archeologi, è la scoperta più importante. «Non è proprio una scoperta. Sapevamo della sua esistenza. Ma sicuramente è quella più originale», spiega Santini. «Originale per la sua forma», aggiunge: un’orma d’asino.
In quella strada, all’epoca, transitavano gli asini che da Camaiore partivano per portare l’olio fino a Parma e Reggio. C’è anche una leggenda, però, che continua a essere tramandata dagli abitanti di Casoli, sull’origine di quei segni. Racconta di una donna che proprio lì davanti vide il demonio in persona a dorso di un asino e che, impaurita, gli mostrò la croce facendolo fuggire. Secondo la leggenda, l’asino, nel tentativo di cambiar marcia, lasciò sulla roccia l’orma, proprio quella trovata in questi giorni dal gruppo archeologico di Camaiore. «La ricerca – spiegano gli archeologi – era indirizzata a riscoprire i termini dei confine del comune di Camaiore decretati con una sentenza del marchese di Mantova nel 1478. La ricerca ci porterà a confermare il fatto che i confini di allora sono più o meno simili ai confini attuali».
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