Il Tirreno

Versilia

Rissa in centro, scatta l’inchiesta

di Luca Basile
Rissa in centro, scatta l’inchiesta

E sui muri minacce di morte nei confronti dell’uomo che avrebbe aggredito i ragazzi con una siringa

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PIETRASANTA. Da una parte un’inchiesta, quella portata avanti dai carabinieri che vedrà chiamati a testimoniare decine di ragazzi, dall’altra un clima teso in città che si traduce in scritte sui muri contro uno degli aggressori. L’episodio di sabato sera in piazza Statuto che ha visto due uomini, con problemi di tossicodipendenza, minacciare una ragazzina e che è poi sfociato in una rissa su cui stanno appunto indagando le forze dell’ordine, lascia in scia strascichi inveleniti.

Un fatto è certo: presso la sede dei carabinieri, nei prossimi giorni, risponderanno presente non poche persone, fra queste molti giovanissimi, chiamati a raccontare quanto successo tre notti fa quando una ragazza, secondo alcune testimonianze, è stata avvicinata da due uomini che le hanno chiesto dei soldi.

Al suo diniego le avrebbero sottratto le chiavi dello scooter: «Te le ridiamo se ci dai dieci euro» le parole dei due. In aiuto della ragazza sono così intervenuti alcuni amici con la discussione che è poi sfociata in una rissa e con uno dei due presunti aggressori che avrebbe minacciato i ragazzi tenendo in mano una siringa.

Nel frattempo, dicevamo, ieri mattina, dalle parti delle mura del Progetto comunità aperta Pca, l’associazione che segue e supporta chi ha problemi di dipendenza, è comparsa una scritta con minacce di morte nei confronti di uno dei due aggressori della ragazzina. E anche su questo fronte stanno indagando i vigili. Situazione tesa, quindi, con lo stesso Pca, che lancia un nuovo allarme sull’emergenza cocaina a Pietrasanta.

«L’auspicio è che quello di sabato notte – si legge in una nota – sia un episodio isolato anche se il gesto rimane grave. Premesso questo ci dispiace evidenziare, ancora una volta, il forte consumo di cocaina nella nostra città anche da parte di giovanissimi che spesso sottovalutano questa sostanza. Inoltre ultimamente ci troviamo difronte a soggetti politossicodipendenti che alla cocaina aggiungono alcol e benzodiazepine: la miscela conseguente è altamente pericolosa. Ricordiamo che la tossicodipendenza è una malattia cronica recidivante, gli interventi sono complessi e difficili, attualmente il Progetto comunità aperta attua come strategia, la riduzione del danno. Dobbiamo lavorare sull’informazione nelle scuole tra i giovani e sostegno alle famiglie – continuano dal Progetto comunità aperta – che spesso non hanno strumenti per affrontare il tema. Nel caso, non esitate a contattarci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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