Sicurezza
La Casina cerca chi doni un allarme
Il Comune in dissesto non può sostenere la spesa. Appello delle Tartarughe lente
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VIAREGGIO. Le quattro telecamere di via Ponchielli, il pezzo di quartiere Terminetto devastato dalla strage ferroviaria del 29 giugno 2009, furono installate per proteggere la zona in fase di ricostruzione dalla presenza divandali e ladri. Ma anche pertutelare la Casina dei ricordi, da sempre il “monumento” alla tragedia costata 32 vite, più volte oggetto di assurdi e crudeli vandalismi. Ultimo della serie quello avvenuto nella notte tra sabato e domenica. Le telecamere, una delle quali spostata proprio alla Casina, dopo la chiusura dei cantieri della via Ponchielli ricostruita nel 2011, non funzionano. Come si leggeva nella relazione messa a punto per l’amministrazione comunale nel 2014 (era sindaco Leonardo Betti) dal maggiore della polizia municipale. Fabrizio Manfredi.
Pensare che l’impianto di videosorveglianza, per il quale - tra l’altro l’assessore Maurizio Manzo appena insediato ipotizzava lo spostamento in piazza Dante, possa essere riparato è una chimera. Come ricorda il sindaco Giorgio Del Ghingaro: «L’amministrazione in dissesto fa solo spese obbligatorie per legge». E le telecamere, in un città che ha un Comando della municipale con un’ottantina di vigili, un commissariato della polizia di Stato, una Compagnia dei carabinieri, un Gruppo della guardia di finanza con sede in città, una stazione dell’Arma a Torre del Lago, non sono certo obbligatorie. Oltre al fatto che le spese possibili con il dissesto sono definite per legge.
Non resta che sperare - ed è l’appello che arriva dalla Tartarughe lente, che in memoria di “Pulce e Scaruburato”, gli amici che il disastro ferroviario s’è portato via, fin dai giorni successivi alla strage si sono presi cura dei ricordi che i cittadini hanno voluto lasciare in memoria della tragedia. Se proprio non si possono rendere funzionanti le telecamere, forse potrebbe bastare un allarme, di quelli che si posizionano nelle case. Una spesa di poco inferiore ai mille euro e ci sarebbe anche chi è disponibile a regalare la propria professionalità nel montaggio. La tragedia di otto anni fa ha colpito tutta la città. Non dovrebbe essere difficile trovare chi si organizza affinché i vandali non abbiano più vita facile nell’avvicinarsi alla Casina dei ricordi ed al suo materiale, prezioso nel cuore di tutti. (d.f.)
Pensare che l’impianto di videosorveglianza, per il quale - tra l’altro l’assessore Maurizio Manzo appena insediato ipotizzava lo spostamento in piazza Dante, possa essere riparato è una chimera. Come ricorda il sindaco Giorgio Del Ghingaro: «L’amministrazione in dissesto fa solo spese obbligatorie per legge». E le telecamere, in un città che ha un Comando della municipale con un’ottantina di vigili, un commissariato della polizia di Stato, una Compagnia dei carabinieri, un Gruppo della guardia di finanza con sede in città, una stazione dell’Arma a Torre del Lago, non sono certo obbligatorie. Oltre al fatto che le spese possibili con il dissesto sono definite per legge.
Non resta che sperare - ed è l’appello che arriva dalla Tartarughe lente, che in memoria di “Pulce e Scaruburato”, gli amici che il disastro ferroviario s’è portato via, fin dai giorni successivi alla strage si sono presi cura dei ricordi che i cittadini hanno voluto lasciare in memoria della tragedia. Se proprio non si possono rendere funzionanti le telecamere, forse potrebbe bastare un allarme, di quelli che si posizionano nelle case. Una spesa di poco inferiore ai mille euro e ci sarebbe anche chi è disponibile a regalare la propria professionalità nel montaggio. La tragedia di otto anni fa ha colpito tutta la città. Non dovrebbe essere difficile trovare chi si organizza affinché i vandali non abbiano più vita facile nell’avvicinarsi alla Casina dei ricordi ed al suo materiale, prezioso nel cuore di tutti. (d.f.)
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