Sicurezza
Cattivi odori incontro con la Regione
VIAREGGIO. Un gruppo di lavoro, guidato «dall’assessore regionale all’ambiente Fratoni e allargato a tutti i Comuni della Versilia, agli Enti di controllo (Asl, Arpat) e al comitato “Aria pulita...
2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Un gruppo di lavoro, guidato «dall’assessore regionale all’ambiente Fratoni e allargato a tutti i Comuni della Versilia, agli Enti di controllo (Asl, Arpat) e al comitato “Aria pulita Viareggio e dintorni”»: è quanto ottenuto dall’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro, come annunciato ieri mattina ai rappresentanti del comitato dall’assessore Federico Pierucci. Il prossimo incontro, ha spiegato Pierucci, è previsto per il 20 dicembre.
Oggetto dell’incontro - al quale ha partecipato anche la consigliera comunale Gloria Puccetti, presenti per il comitato Christopher Bonetti, Marina Bailo, Valerio Cinti - «il periodico per aggiornamento sulle misure da adottare per la mitigazione del disagio da inquinamento dell’aria».
La verità è che, dopo oltre dieci anni di miasmi notturni soprattutto in estate ed in certe condizioni climatiche che si verificano di notte, si brancola nel buio sulle cause del cattivo odore che si spalma sulla città, rendendo l’aria irrespirabile e provocando anche effetti sui cittadini. «Al momento - hanno sottolineato gli esponenti del comitato cittadino - le cause principali alle quali imputare il disagio, anche secondo quanto già anticipato in via ufficiosa da Arpat dopo i controlli effettuati durante la scorsa estate, sarebbero: il trattamento dei rifiuti; la raffinazione degli oli; il compostaggio dei residui da sfalci del verde. Si attende comunque di conoscere la relazione ufficiale stilata da Arpat, in seguito alla quale si valuterà l’opportunità di un ulteriore incontro».
Anche il “Tirreno” ha provato a chiedere ad Arpat, subito dopo la fine dell’estate, l’esito finale dei controlli eseguiti anche con la collaborazione delle famiglie scelte come “sentinelle” del cattivo odore. Al momento, però, la domanda non ha ricevuto risposta. Che è un po’ come ammettere che non ci sia soluzione al fenomeno che preoccupa molto tutti i cittadini e che fa scappare i turisti.
Nel corso dell’incontro di ieri si è valutata anche la necessità di spostare la centralina di monitoraggio Arpat per le polveri fini: funziona solo quella al Marco Polo, mentre quella a largo Risorgimento è morta da tempo. Senza che abbia un senso il non riattivarla. (d.f.)
Oggetto dell’incontro - al quale ha partecipato anche la consigliera comunale Gloria Puccetti, presenti per il comitato Christopher Bonetti, Marina Bailo, Valerio Cinti - «il periodico per aggiornamento sulle misure da adottare per la mitigazione del disagio da inquinamento dell’aria».
La verità è che, dopo oltre dieci anni di miasmi notturni soprattutto in estate ed in certe condizioni climatiche che si verificano di notte, si brancola nel buio sulle cause del cattivo odore che si spalma sulla città, rendendo l’aria irrespirabile e provocando anche effetti sui cittadini. «Al momento - hanno sottolineato gli esponenti del comitato cittadino - le cause principali alle quali imputare il disagio, anche secondo quanto già anticipato in via ufficiosa da Arpat dopo i controlli effettuati durante la scorsa estate, sarebbero: il trattamento dei rifiuti; la raffinazione degli oli; il compostaggio dei residui da sfalci del verde. Si attende comunque di conoscere la relazione ufficiale stilata da Arpat, in seguito alla quale si valuterà l’opportunità di un ulteriore incontro».
Anche il “Tirreno” ha provato a chiedere ad Arpat, subito dopo la fine dell’estate, l’esito finale dei controlli eseguiti anche con la collaborazione delle famiglie scelte come “sentinelle” del cattivo odore. Al momento, però, la domanda non ha ricevuto risposta. Che è un po’ come ammettere che non ci sia soluzione al fenomeno che preoccupa molto tutti i cittadini e che fa scappare i turisti.
Nel corso dell’incontro di ieri si è valutata anche la necessità di spostare la centralina di monitoraggio Arpat per le polveri fini: funziona solo quella al Marco Polo, mentre quella a largo Risorgimento è morta da tempo. Senza che abbia un senso il non riattivarla. (d.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google