Il Tirreno

Versilia

Marialina: «Ecco i perché dell’aumento dei biglietti»

di Claudio Vecoli

La presidente della Fondazione: non potevamo fare diversamente

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VIAREGGIO. «L’aumento dei biglietti del Carnevale? Non potevamo fare diversamente». Parola di Marialina Marcucci. Lo scorso anno, al suo primo anno di mandato, la presidente della Fondazione riuscì a congelare il costo di biglietti e cumulativi. Quest’anno, invece, ha ritoccato tutte le tipologie di tagliando: dal biglietto-tipo (l’ordinario, passato da 18 a 20 euro) all’abbonamento ai cinque corsi (salito da 30 a 35 euro), con rincari che vanno dal 10 al 25 per cento.

Presidente, perché questo aumento generalizzato dei biglietti?

“Purtroppo siamo stati praticamente costretti a questa scelta. Chi ha seguito le vicende del Carnevale si sarà reso conto che a partire da quest’anno sono sensibilmente aumentate le incombenze – e dunque anche i costi – legate alla sicurezza. Questo ha reso necessario da parte nostra attivare delle contromisure agendo sui prezzi dei biglietti. Davvero non potevamo fare diversamente”.

I rincari arrivano alla vigilia di una edizione che si preannuncia difficile, visto che il Carnevale 2018 arriverà in anticipo con il primo corso che cadrà il 27 gennaio. Questa politica dei prezzi non rischia di tenere ulteriormente lontani gli spettatori dai viali a mare?

«Noi, ovviamente, ci auguriamo di no. Non voglio certo negare che anche un aumento di un paio di euro del biglietto possa pesare sulle tasche delle famiglie. E infatti prima di varare i nuovi prezzi dei biglietti ne abbiamo parlato a lungo anche in consiglio di amministrazione. Però, per chi vuole risparmiare, abbiamo previsto una serie di incentivi che permettono di spendere un po’ meno. Per esempio chi acquisterà sia i cumulativi che i biglietti ordinari prima del 6 gennaio li pagherà allo stesso prezzo dello scorso anno. E poi ci sono le riduzioni per le comitive, che se acquistati prima di Befana costano 12 euro e danno diritto ad un biglietto omaggio ogni 25 persone. In più, proprio da quest’anno, chi comprerà i biglietti on line, risparmierà quattro euro: 16 euro anziché 20. Insomma, non mancano anche gli strumenti per risparmiare qualcosa».

Resterà anche la riduzione per i clienti degli hotel?

«Sì, abbiamo mantenuto anche quella. Riteniamo che sia giusto agevolare economicamente chi si ferma per una o più notti a Viareggio. Anche perché chi soggiorna in città, vorrei ricordarlo, paga anche la tassa di soggiorno e dunque contribuisce anche in questo modo».

Il grosso del pubblico, tuttavia, continuerà ad acquistare i biglietti il giorno stesso della sfilata. Non ritiene che pagare 20 euro per entrare al Carnevale di Viareggio sia un prezzo un po’ troppo alto?

«Non voglio fare raffronti con parchi giochi come EuroDisney, Gardaland o Mirabilandia, per i quali si pagano ingressi ben più alti, perché si tratta di attrazioni molto diverse dal Carnevale di Viareggio. Ritengo però che uno spettacolo come quello dei corsi mascherati non abbia termini di paragone. Qui c’è arte, divertimento, allegria, passione, coinvolgimento. Venti euro per partecipare ad una festa come questa sono troppi? Non lo so. Ma non mi si venga a dire che in giro per l’Italia ci sono carnevali dove si entra gratuitamente perché davvero in questo caso non c’è raffronto possibile con Viareggio».

Visto che parliamo di soldi, affrontiamo un altro tema per il quale negli ambienti del Carnevale c’è molta preoccupazione. Ovvero i contributi pubblici e, in primis, quelli della Regione Toscana. Quanto arriverà da Firenze per il Carnevale 2018?

«Guardi, di recente ho avuto degli incontri proprio con i rappresentanti della Regione e sono stata nuovamente rassicurata circa i contributi in arrivo da Firenze che saranno quelli che sono stati concordati con il sindaco di Viareggio. Ovvero per l’edizione 2018 del Carnevale di Viareggio è previsto un finanziamento di un milione di euro. Personalmente, su quel fronte, non vedo motivi per essere preoccupati».

Riuscirà mai il Carnevale di Viareggio ad essere autosufficiente da un punto di vista economico?

«Di sicuro non ci riusciremo sotto la mia presidenza. E, francamente, non so se ci riusciremo mai. Però l’obiettivo deve essere quello di dipendere sempre meno dai contributi pubblici e camminare sempre più con le nostre gambe».

@ClaVecoli. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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