Il Tirreno

Versilia

Sì di Confindustria all’Asse Italia Nostra: improponibile

Per le imprese farà bene alla nautica, per gli ambientalisti deturperà il paesaggio E c’è chi propone una modifica al tratto finale per sfruttarlo come pista ciclabile

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VIAREGGIO. L’Asse di penetrazione, o meglio la via del Mare che il sindaco illustrerà ai cittadini nell’assemblea di giovedì prossimo a Villa Paolina, continua a ricevere plausi e critiche. Ad accogliere con favore la svolta impressa da Del Ghingaro all’infrastruttura di cui si parla da decenni è Confindustria Toscana Nord.

Il sì degli industriali. Un sì convinto accompagnato dall’auspicio che il progetto possa essere trasformato presto in realtà. «Sono quasi trent’anni che si discute della definizione dell’opera e altrettanti quelli durante i quali la nostra associazione ha sottolineato alle varie amministrazioni che si sono succedute l’importanza di realizzare l’infrastruttura al fine di migliorare la viabilità da e per la Darsena e incentivare lo sviluppo del settore nautico della nostra provincia consentendo il passaggio agevole a scafi lunghi 30, 40, 50 metri o più. Un settore, la nautica, la cui crescita è avvenuta nonostante la mancanza di significativi supporti da parte delle amministrazioni pubbliche e che è stato investito da una crisi tanto improvvisa quanto imprevedibile, che ha provocato una caduta degli ordini, ma alla quale, negli ultimi due anni, ha reagito, recuperando quote di mercato e rilanciando sull’innovazione. Auspichiamo che si passi ai fatti concreti, a beneficio della cantieristica navale, del turismo e di tutta l’economia locale. Senza contare i vantaggi che la nuova viabilità apporterebbe al quartiere Darsena, che avrebbe più respiro durante l’estate, quando è ingente l’afflusso di turisti da e per la Marina di Levante».

Il no di Italia Nostra. Opposto il giudizio che arriva dal fronte ambientalista. «Questa strada – sottolinea il presidente Antonio Dalle Mura – viene riproposta al di fuori di ogni programmazione urbanistica e di ogni riflessione sull’assetto della città. Viareggio non ha regolamento urbanistico né tanto meno piano operativo, attende ancora il nuovo piano strutturale, ma viene riproposta una scelta determinante per la vita della città, una scelta che sta al di fuori di ogni legge e di ogni norma e prassi di governo del territorio. L’intervento è improponibile, perché è improponibile un taglio di 700 metri nella pineta, bene di enorme importanza naturalistica, paesaggistica e culturale, taglio che sarebbe fatto in contrasto con le leggi regionali, il piano paesaggistico regionale, il piano territoriale regionale, il codice del paesaggio, la convenzione europea del paesaggio, le leggi di conservazione del suolo, le convenzioni di conservazione e tutela della nostra pineta stipulate con la Comunità europea. La nostra pineta è un bene comune, un bene di tutti, e per essa non possono decidere pochi cittadini. E nel proporre questo intervento si ignorano (e si contraddicono) anche le risultanze dell’analisi del traffico cittadino finora compiute e le conclusioni relative alla viabilità esterna al porto a cui pervenne il Piano del Porto, che prese in considerazione, per la sua sostenibilità e la baricentricità rispetto alle attività portuali, la soluzione a nord dello stadio, quella di via Petrarca».

La proposta di modifica. A formularla è un abitante in via Virgilio, Daniele Guadagni, ed è relativa al tratto conclusivo della Via del Mare proposta dal sindaco. «La mia – sottolinea Guadagni – è una proposta relativa al tratto conclusivo, quello che dalla rotonda di fronte al parco di via Amendola, adiacente al palasport, percorre via Salvatori: sfruttare il percorso esistente come ciclabile che dal palazzetto costeggia il parcheggio a fianco del campo scuola e piscina per poi reimmettersi nella viabilità ordinaria».

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