Gioco
Viareggio Porto: verso l’asta decisiva
di Donatella Francesconi
Bando atteso entro fine anno, per meno di un milione: Regione e Comune sono al lavoro per mantenere pubblica la Darsena
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VIAREGGIO. Bando d’asta (l’ennesimo) per la Viareggio Porto atteso entro fine anno, per una cifra al di sotto del milione. Dovrebbe essere la volta buona, quella in cui la società pubblica che gestisce l’approdo della Madonnina ed è titolare anche della concessione del Triangolino, finisce nelle mani della Regione Toscana, che ha stanziato un milione per l’operazione. Nell’ultimo mese, da più parti, sono circolate voci di una possibile istanza di fallimento da parte di qualche nuovo creditore: voci che si sono rincorse tra studi di avvocati e di commercialisti della città. Sostenute dal fatto che la Viareggio Porto è in ritardo con alcuni pagamenti. Per non parlare dello stato in cui versa l’approdo, sul quale sono stati fatti gli interventi minimi di sicurezza dopo le mareggiate che hanno portato la Capitaneria di porto, lo scorso inverno, ad interdire accesso ed utilizzo di alcuni pontili. Anche per l’inverno alla porte la preoccupazione è alta, perché i pontili della Madonnina non reggono più di tanto a vento e mareggiate.
Sul fronte dell’amministrazione comunale resta, al momento, l’intento illustrato dal sindaco durante l’estate: ottenere dal ministero dell’interno e dai suoi uffici competenti sul dissesto dei conti pubblici viareggini l’autorizzazione ad “acquistare” il debito della Viareggio Porto, così da poter chiudere il concordato con l’acquisto da parte della Regione, la soddisfazione dei creditori ed una quota di maggioranza nella nuova società per l’Ente pubblico viareggino.
Al momento, intorno all’operazione Viareggio Porto, sembra essere sceso il silenzio che precede i momenti conclusivi. Anche se, nello scenario dell’asta, I non è morta la soluzione che potrebbe vedere un privato farsi avanti per acquistare e, magari, poi iniziare a guardarsi intorno per "allargarsi" nel tempo sugli assetti futuri del porto viareggino che dovrebbe prima o poi darsi un nuovo Piano regolatore. Un’ipotesi che non è mai andata giù al presidente della Regione, Enrico Rossi, ed allo stesso sindaco Del Ghingaro. Tanto che - lo scenario è sul tavolo già da qualche mese, così si racconta - Regione e Comune «potrebbero ritirare le concessioni se si andasse avanti con le aste» e si facesse avanti un acquirente privato. Questo si raccoglie tra Viareggio e Firenze.
È innegabile che l’accelerata del Comune sull’asse di penetrazione, o “via del Mare” come l’ha ribattezzato il primo cittadino, sia legato anche alla partita Viareggio Porto. Senza un progetto di tracciato definito, al Triangolino non si potrà muovere neppure un sasso, come da vincolo posto dal ministero dell’ambiente nel Piano regolatore portuale in vigore. Ed ecco che sulla questione asse diventa decisivo più che il dove inizia, il dove finisce. Perché quella compresa tra vecchio mercato ittico e Triangolino, con le relative banchine, è l’area oggi a maggior sviluppo futuro di tutto il porto di Viareggio. E chi acquista la Viareggio Porto, con i privati che la avranno in gestione se la società resterà pubblica, saranno collocati esattamente nel centro di questa trasformazione. Una gran bella posizione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sul fronte dell’amministrazione comunale resta, al momento, l’intento illustrato dal sindaco durante l’estate: ottenere dal ministero dell’interno e dai suoi uffici competenti sul dissesto dei conti pubblici viareggini l’autorizzazione ad “acquistare” il debito della Viareggio Porto, così da poter chiudere il concordato con l’acquisto da parte della Regione, la soddisfazione dei creditori ed una quota di maggioranza nella nuova società per l’Ente pubblico viareggino.
Al momento, intorno all’operazione Viareggio Porto, sembra essere sceso il silenzio che precede i momenti conclusivi. Anche se, nello scenario dell’asta, I non è morta la soluzione che potrebbe vedere un privato farsi avanti per acquistare e, magari, poi iniziare a guardarsi intorno per "allargarsi" nel tempo sugli assetti futuri del porto viareggino che dovrebbe prima o poi darsi un nuovo Piano regolatore. Un’ipotesi che non è mai andata giù al presidente della Regione, Enrico Rossi, ed allo stesso sindaco Del Ghingaro. Tanto che - lo scenario è sul tavolo già da qualche mese, così si racconta - Regione e Comune «potrebbero ritirare le concessioni se si andasse avanti con le aste» e si facesse avanti un acquirente privato. Questo si raccoglie tra Viareggio e Firenze.
È innegabile che l’accelerata del Comune sull’asse di penetrazione, o “via del Mare” come l’ha ribattezzato il primo cittadino, sia legato anche alla partita Viareggio Porto. Senza un progetto di tracciato definito, al Triangolino non si potrà muovere neppure un sasso, come da vincolo posto dal ministero dell’ambiente nel Piano regolatore portuale in vigore. Ed ecco che sulla questione asse diventa decisivo più che il dove inizia, il dove finisce. Perché quella compresa tra vecchio mercato ittico e Triangolino, con le relative banchine, è l’area oggi a maggior sviluppo futuro di tutto il porto di Viareggio. E chi acquista la Viareggio Porto, con i privati che la avranno in gestione se la società resterà pubblica, saranno collocati esattamente nel centro di questa trasformazione. Una gran bella posizione.
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