Il Tirreno

Versilia

Recupero dell’ex Salov con verde e villette

di Donatella Francesconi
Recupero dell’ex Salov con verde e villette

Non saranno realizzati i 24.500 metri cubi di edifici commerciali previsti nel 2012 La proprietà si è affidata allo studio dell’architetto Francesco Tomassi

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VIAREGGIO. Lo aveva anticipato nei giorni scorsi l’assessore all’urbanistica, Federico Pierucci: nell’ambito del Regolamento urbanistico la proprietà della ex Salov aveva espresso l’intenzione di presentare un progetto diverso da quello messo a punto per lo strumento adottato (e poi revocato) dall’amministrazione del sindaco Luca Lunardini. Non più sfoggio di superfici e volumi da destinare al commerciale (due medie superfici di vendita alimentare e non alimentare e due esercizi commerciali di vicinato per 24.500 metri cubi in totale), oggi che quelle dimensioni si sommerebbero - per legge regionale - a quelli appena realizzati nell’ambito del Piano Acli. Cui l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro ha dato vita e compimento autorizzando le opera in base alla Scia presentata dal Consorzio nell’ambito del Piano attuativo anziano ormai di qualche anno.

Al Piano attuativo ex Salov che all’epoca fu presentato dalla società “Innovare Srl” oggi i sostituiscono villette, verde pubblico e circa 2.000 metri quadri di superficie da destinare a commerciale. Con i parcheggi obbligatori sia per gli edifici residenziali che per quelli commerciali. Così, almeno, le prime indiscrezioni che trapelano, mentre il Comune ha invitato tutti gli interessati sul territorio a farsi avanti con le proposte - da accogliere o respingere - in vista del nuovo Regolamento urbanistico.

La proprietà (famiglia Fontana) si sarebbe rivolta allo studio dell’architetto Francesco Tomassi che molto ha lavorato anche con il Comune di Viareggio, progettando la Cittadella del Carnevale ed il nuovo mercato ittico.

Nelle scorse settimane così si era espresso l’assessore Pierucci, spiegando la scelta di raccogliere le proposte in vista del nuovo strumento urbanistico: «È il primo tassello del più ampio percorso partecipativo che intendiamo svolgere a partire dal mese di novembre e che coinvolgerà tutti i portatori di interesse».

Adesso non rimane che attendere chi si farà avanti, soprattutto per quanto riguarda quelli che vengono definiti i grandi “contenitori urbani” da recuperare. E c’è la Salov, ma anche la Fervet, nodo da sciogliere se si vuole fare arrivare il secondo lotto dell’asse di penetrazione fino alla via Indipendenza. «Noi l’accordo con Giuseppe Balducci l’avevamo trovato», ricorda l’ex assessore della Giunta Lunardini Roberto Bucciarelli: «Ci avrebbe ceduto 30.000 metri per fare la strada fino alla via Indipendenza. Ed avevano in tasca anche l’accordo con la Regione, vennero anche i tecnici a fare un sopralluogo. Quando chiedemmo del parere del Parco ci fu risposto “il Parco è nostro e si fa come diciamo noi”».

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