Sicurezza
Oltre 2.000 controlli sulle caldaie versiliesi
di Matteo Tuccini
Nel mirino gli impianti con o senza bollino: ecco cosa si rischia
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VIAREGGIO. Più di duemila controlli sono previsti sulle caldaie della Versilia appena entrate in funzione per i primi freddi. Impianti che vengono sottoposti alle verifiche della società pubblica Sevas, a cui la Regione ha affidato l’attività ispettiva in provincia di Lucca e a Massa.
Questi controlli sono previsti sia nel caso in cui ci sia la documentazione richiesta per legge, a partire dal bollino, sia nel caso contrario. La Sevas, infatti, ha l’obbligo di monitorare tutti gli impianti: anche quelli già ritenuti a norma in base alla documentazione sottoscritta dal tecnico dopo l’ispezione annuale a domicilio. In questo caso si prevede che solo il 5% degli impianti di riscaldamento considerati a norma debbano essere sottoposti a test. Che è gratis: il proprietario non paga nulla, proprio perché si tratta di un ulteriore accertamento a carico dell’amministrazione pubblica.
Diverso è il discorso se la caldaia non ha la documentazione richiesta. In particolare se non ha il bollino, che è obbligatorio e va pagato ogni due anni. Da qualche mese è stato rincarato: oggi costa 20 euro, più del doppio per un utente di Viareggio che fino a ieri ne sborsava solo 8. Fatto sta che è su queste caldaie che si concentra Sevas. Ed è qui che sono previste il maggior numero di ispezioni. La visita del tecnico Sevas costa 100 euro al proprietario che non ha provveduto in maniera autonoma a fare la certificazione. Più le eventuali prescrizioni che il tecnico fornisce, dato che è poco probabile che la caldaia sia in ottime condizioni se non è stata sottoposta ad alcuna verifica. Il proprietario dell’impianto ha un periodo minimo per rimediare: nel caso in cui non si provveda a fare neppure questo, si rischiano ulteriori sanzioni (non quantificate dal punto di vista economico) e soprattutto la possibile chiusura del gas.
Secondo Sevas, che ha fatto la mappa delle caldaie, in provincia di Lucca ci sono 190.000 impianti domestici. Circa 60.000 sono quelli che si trovano in Versilia. Quelli non certificati, cioè irregolari perché senza bollino, sono circa il 10%: quindi si stima che siano 6.000. Non sono pochi, anche perché stiamo parlando di caldaie che non sono state monitorate da un tecnico specializzato. Buona parte di queste vengono sottoposte ad accertamento da parte di Sevas, che ha l’obiettivo di portare a termine 8.000 controlli all’anno nell’intera provincia. Un terzo dei quali, quindi più di duemila, sul territorio dei 7 Comuni.
«In Versilia – spiega Francesco Belluomini di Cna – abbiamo molte abitazioni che sono in realtà seconde o anche terze case. Questo comporta un problema quando il proprietario, o i più proprietari, non si cura in maniera particolare della casa e degli impianti che vi sono all’interno. Caldaie in primis». Chi non intende più sobbarcarsi gli impegni richiesti in termini di manutenzione può farlo: «È sufficiente compilare alcuni moduli e presentarli alla Sevas perché si consideri non più in uso la caldaia». A breve, tra l’altro, entreranno in funzione le nuove norme. Che però riguarderanno soprattutto le imprese e i loro tecnici. Stangate in arrivo per gli utenti? «Non credo – dice Belluomini – dipende molto da che tipo di lavoro viene richiesto, ma le tariffe resteranno quelle di oggi». E cioè dai 70 ai 140 euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Questi controlli sono previsti sia nel caso in cui ci sia la documentazione richiesta per legge, a partire dal bollino, sia nel caso contrario. La Sevas, infatti, ha l’obbligo di monitorare tutti gli impianti: anche quelli già ritenuti a norma in base alla documentazione sottoscritta dal tecnico dopo l’ispezione annuale a domicilio. In questo caso si prevede che solo il 5% degli impianti di riscaldamento considerati a norma debbano essere sottoposti a test. Che è gratis: il proprietario non paga nulla, proprio perché si tratta di un ulteriore accertamento a carico dell’amministrazione pubblica.
Diverso è il discorso se la caldaia non ha la documentazione richiesta. In particolare se non ha il bollino, che è obbligatorio e va pagato ogni due anni. Da qualche mese è stato rincarato: oggi costa 20 euro, più del doppio per un utente di Viareggio che fino a ieri ne sborsava solo 8. Fatto sta che è su queste caldaie che si concentra Sevas. Ed è qui che sono previste il maggior numero di ispezioni. La visita del tecnico Sevas costa 100 euro al proprietario che non ha provveduto in maniera autonoma a fare la certificazione. Più le eventuali prescrizioni che il tecnico fornisce, dato che è poco probabile che la caldaia sia in ottime condizioni se non è stata sottoposta ad alcuna verifica. Il proprietario dell’impianto ha un periodo minimo per rimediare: nel caso in cui non si provveda a fare neppure questo, si rischiano ulteriori sanzioni (non quantificate dal punto di vista economico) e soprattutto la possibile chiusura del gas.
Secondo Sevas, che ha fatto la mappa delle caldaie, in provincia di Lucca ci sono 190.000 impianti domestici. Circa 60.000 sono quelli che si trovano in Versilia. Quelli non certificati, cioè irregolari perché senza bollino, sono circa il 10%: quindi si stima che siano 6.000. Non sono pochi, anche perché stiamo parlando di caldaie che non sono state monitorate da un tecnico specializzato. Buona parte di queste vengono sottoposte ad accertamento da parte di Sevas, che ha l’obiettivo di portare a termine 8.000 controlli all’anno nell’intera provincia. Un terzo dei quali, quindi più di duemila, sul territorio dei 7 Comuni.
«In Versilia – spiega Francesco Belluomini di Cna – abbiamo molte abitazioni che sono in realtà seconde o anche terze case. Questo comporta un problema quando il proprietario, o i più proprietari, non si cura in maniera particolare della casa e degli impianti che vi sono all’interno. Caldaie in primis». Chi non intende più sobbarcarsi gli impegni richiesti in termini di manutenzione può farlo: «È sufficiente compilare alcuni moduli e presentarli alla Sevas perché si consideri non più in uso la caldaia». A breve, tra l’altro, entreranno in funzione le nuove norme. Che però riguarderanno soprattutto le imprese e i loro tecnici. Stangate in arrivo per gli utenti? «Non credo – dice Belluomini – dipende molto da che tipo di lavoro viene richiesto, ma le tariffe resteranno quelle di oggi». E cioè dai 70 ai 140 euro.
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