Italia
Minaccia e aggredisce l’autista durante la gita alla casa del duce
di Luca Basile
Il conducente dell’autobus aveva chiesto a un partecipante di non esagerare con l’alcol e di calmarsi ma lui non ha gradito: arrivata sul posto la polizia è dovuto tornare a casa con il treno
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PIETRASANTA. Prima una stretta con le mani intorno al collo, poi due schiaffi e poi ancora le minacce: quanto subito, domenica scorsa, dall’autista del bus che ha portato in quel di Predappio una sessantina di persone, rasenta la follia con annesso rischio di denunce e carte bollate. A fare le spese degli eccessi e della violenza di uno dei partecipanti all’appuntamento con le tradizioni del duce è stato appunto l’autista di una società di viaggi versiliese che organizza tour in mezzo mondo.
Società che proprio per domenica scorsa, come detto, era stata contattata da Adriano Giovannetti, proprietario dell’agraria Seardo lungo via Marconi, che ogni anno promuove la giornata e accompagna alcune decine di nostalgici di “quando c’era lui” dalle parti di Predappio dove si trova, non solo la casa natale di Mussolini, ma anche l’ufficio del sindaco che accoglieva il riposo dello stesso duce e un paese, fondato nel 1925, ad esempio dell’architettura razionalista del ventennio con i suoi retaggi storici. Un classico, dunque, la gita con partenza da Pietrasanta, che nasce e si esaurisce fra mattina e sera e che va appunto a fare tappa nei luoghi cari all’epopea mussoliniana e fascista. Per un ritorno di presenze turistiche in paese, come testimoniato dal sindaco Pd della città tali da giustificare la realizzazione di un museo del ventennio. Gita che però è sfiorita in un episodio di violenza condannato duramente in primis dallo stesso Adriano Giovannetti e su cui la vittima, da noi interpellata, preferisce non dire parola. Anche perché, dell’accaduto, ha informato, sempre domenica scorsa, le forze dell’ordine. Autista del mezzo che, stando a quanto ricostruito da Il Tirreno, è stato aggredito, in un momento in cui non c’erano altre persone sul bus, per futili motivi.
In sostanza l’autista avrebbe invitato il passeggero a non esagerare con gli alcolici e a mantenere un comportamento consono sul pullman in modo tale da non creare disagi o problemi di sicurezza durante il viaggio. Richiami che avrebbero provocato la reazione prima solo verbale dell’uomo che successivamente, in un momento di sosta durante uno dei trasferimenti nei pressi di Predappio, è passato alle vie di fatto, salendo sul bus per aggredire l’autista, stringendogli le mani intorno al collo per poi schiaffeggiarlo e minacciarlo ripetutamente. L’uomo, turbato dall’accaduto, ha così chiesto l’intervento della polizia del posto rifiutandosi di fare di nuovo salire sul bus l’esagitato costretto, alla fine, a tornare a casa in treno e preso, al tempo stesso, a male parole, come detto, dallo stesso Giovannetti e da altri partecipanti alla gita, per il proprio comportamento. Brutto episodio che, come detto, potrebbe lasciare in scia degli strascichi legali: ad oggi non risultano denunce, anche se l’autista, turbato dall’episodio, ha novanta giorni di tempo per portare davanti ad un giudice il suo aggressore.
Società che proprio per domenica scorsa, come detto, era stata contattata da Adriano Giovannetti, proprietario dell’agraria Seardo lungo via Marconi, che ogni anno promuove la giornata e accompagna alcune decine di nostalgici di “quando c’era lui” dalle parti di Predappio dove si trova, non solo la casa natale di Mussolini, ma anche l’ufficio del sindaco che accoglieva il riposo dello stesso duce e un paese, fondato nel 1925, ad esempio dell’architettura razionalista del ventennio con i suoi retaggi storici. Un classico, dunque, la gita con partenza da Pietrasanta, che nasce e si esaurisce fra mattina e sera e che va appunto a fare tappa nei luoghi cari all’epopea mussoliniana e fascista. Per un ritorno di presenze turistiche in paese, come testimoniato dal sindaco Pd della città tali da giustificare la realizzazione di un museo del ventennio. Gita che però è sfiorita in un episodio di violenza condannato duramente in primis dallo stesso Adriano Giovannetti e su cui la vittima, da noi interpellata, preferisce non dire parola. Anche perché, dell’accaduto, ha informato, sempre domenica scorsa, le forze dell’ordine. Autista del mezzo che, stando a quanto ricostruito da Il Tirreno, è stato aggredito, in un momento in cui non c’erano altre persone sul bus, per futili motivi.
In sostanza l’autista avrebbe invitato il passeggero a non esagerare con gli alcolici e a mantenere un comportamento consono sul pullman in modo tale da non creare disagi o problemi di sicurezza durante il viaggio. Richiami che avrebbero provocato la reazione prima solo verbale dell’uomo che successivamente, in un momento di sosta durante uno dei trasferimenti nei pressi di Predappio, è passato alle vie di fatto, salendo sul bus per aggredire l’autista, stringendogli le mani intorno al collo per poi schiaffeggiarlo e minacciarlo ripetutamente. L’uomo, turbato dall’accaduto, ha così chiesto l’intervento della polizia del posto rifiutandosi di fare di nuovo salire sul bus l’esagitato costretto, alla fine, a tornare a casa in treno e preso, al tempo stesso, a male parole, come detto, dallo stesso Giovannetti e da altri partecipanti alla gita, per il proprio comportamento. Brutto episodio che, come detto, potrebbe lasciare in scia degli strascichi legali: ad oggi non risultano denunce, anche se l’autista, turbato dall’episodio, ha novanta giorni di tempo per portare davanti ad un giudice il suo aggressore.
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