Proteste
I commercianti chiedono più sicurezza e decoro
Attilio Pagani, da poco presidente del Ccn, elenca i propositi del suo mandato «Puntiamo su arredo urbano, luci di Natale ed eventi culturali fuori stagione»
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FORTE. Forte dei Marmi deve diventare sinonimo di sicurezza, un pregio che oggi fa il paio con alta qualità: parola di presidente. Ha le idee chiare Attilio Pagani, da pochi giorni alla guida del Centro Commerciale Naturale fortemarmino, che gli vengono da una lunga militanza nello stesso Ccn (ne fu vicepresidente in passato) e nelle fila dei commercianti.
«La sicurezza di chi sceglie Forte sia per le proprie vacanze, sia per abitarci, in tutte le sue declinazioni è una prerogativa irrinunciabile, che dobbiamo garantire non solo per le aree pedonali in centro ma per tutto il nostro paese. La nuova amministrazione si è detta disposta a fare un progetto in tal senso, coinvolgendo operatori e sponsor e abbiamo già avuto pure un primo incontro. Com’è noto, la normativa – continua Pagani – oggi permette di assumere personale con l’obiettivo specifico, ma solo in presenza di risorse economiche dei privati. Questo deve essere il nostro impegno prioritario nei prossimi mesi, e dobbiamo far presto perché l’estate arriverà in un baleno».
Il Ccn aveva già percorso autonomamente queste strade…
«Si, certamente. Da alcuni anni con il contributo dei commercianti assumiamo delle guardie giurate che coprono le ore di maggiori presenze nella Ztl fino a tarda notte e i risultati non sono mancati. Le cito un episodio emblematico: quest’estate, proprio le nostre guardie si erano accorte che una Ferrari era stata lasciata aperta, con le chiavi nel cruscotto, dal proprietario che era in albergo a smaltire la nottata e hanno evitato che qualcuno si facesse venire delle tentazioni. Il Forte deve essere anche questo: una supercar al parcheggio aperta e senza rischi. Nel nostro piccolo abbiamo registrato buoni risultati e questo ci rende ottimisti sul fatto che, potenziando il servizio assieme al Comune e alle altre categorie e allargandolo a tutto il paese, i risultati saranno positivi e molto apprezzati dalla nostra clientela. In questo ambito c’è anche da risolvere il problema dell’abusivismo dilagante: tanti nostri ospiti si lamentano apertamente di queste presenze assillanti e inopportune».
Un altro settore su cui bisogna lavorare è sicuramente l’arredo urbano: la grande incompiuta del Forte. Che ne pensa?
«È tempo di fare delle scelte radicali: in centro dove l’area pedonale è permanente l’asfalto rattoppato è solo una bruttura; va tolto e sostituito con dei materiali di pregio che consentano di aprire la strada per far passare un tubo, un cavo o fare una riparazione, ma senza poi lasciare tracce di danneggiamenti e riparazioni frettolose. Altra questione sono le panchine, le fioriere e altri complementi che non possono essere di tanti colori e spesso anche di foggia diversa. Sarebbe bello trovare un modulo pregevole e poi far sì che tutti lo applichino. Forte dei Marmi merita queste attenzioni»
Arredo urbano vuol dire anche illuminazione natalizia in cui siete impegnati in queste ore…
«Vengo da un direttivo in cui abbiamo fatto il punto della situazione e purtroppo siamo un po’ un ritardo. E anche per questo, a Natale non ci saranno novità di rilievo. Le riserveremo all’anno prossimo con un progetto che abbiamo già in mente. Sul piano operativo l’amministrazione ci ha dato fiducia e vorrebbe un paese festoso e illuminato per le prossime feste di fine d’anno. Analogamente bisognerebbe lavorare ancora sulle manifestazioni e sui mercatini che richiamano gente: l’importante è che garantiscano un alto livello qualitativo».
C’è un sogno nel cassetto della sua presidenza?
«La cultura. Il Ccn deve essere uno dei motori culturali del nostro paese. Daniela Broch, durante la sua presidenza, ha fatto da apripista con la mostra dello scultore messicano Gustavo Aceves e altre iniziative diffuse sul territorio. Credo che dovremo proseguire su questa strada: il nostro obiettivo deve essere quello di interessare e incuriosire la gente che possa poi venire, soprattutto nei periodi di bassa stagione. Un lavoro lungo, purtroppo, e dagli esiti per niente scontati. Comunque con queste elezioni sono entrati tanti giovani imprenditori nel direttivo del Ccn e questo spero possa aiutarci a intraprendere strade fortemente innovative».
Franco A. Calotti
«La sicurezza di chi sceglie Forte sia per le proprie vacanze, sia per abitarci, in tutte le sue declinazioni è una prerogativa irrinunciabile, che dobbiamo garantire non solo per le aree pedonali in centro ma per tutto il nostro paese. La nuova amministrazione si è detta disposta a fare un progetto in tal senso, coinvolgendo operatori e sponsor e abbiamo già avuto pure un primo incontro. Com’è noto, la normativa – continua Pagani – oggi permette di assumere personale con l’obiettivo specifico, ma solo in presenza di risorse economiche dei privati. Questo deve essere il nostro impegno prioritario nei prossimi mesi, e dobbiamo far presto perché l’estate arriverà in un baleno».
Il Ccn aveva già percorso autonomamente queste strade…
«Si, certamente. Da alcuni anni con il contributo dei commercianti assumiamo delle guardie giurate che coprono le ore di maggiori presenze nella Ztl fino a tarda notte e i risultati non sono mancati. Le cito un episodio emblematico: quest’estate, proprio le nostre guardie si erano accorte che una Ferrari era stata lasciata aperta, con le chiavi nel cruscotto, dal proprietario che era in albergo a smaltire la nottata e hanno evitato che qualcuno si facesse venire delle tentazioni. Il Forte deve essere anche questo: una supercar al parcheggio aperta e senza rischi. Nel nostro piccolo abbiamo registrato buoni risultati e questo ci rende ottimisti sul fatto che, potenziando il servizio assieme al Comune e alle altre categorie e allargandolo a tutto il paese, i risultati saranno positivi e molto apprezzati dalla nostra clientela. In questo ambito c’è anche da risolvere il problema dell’abusivismo dilagante: tanti nostri ospiti si lamentano apertamente di queste presenze assillanti e inopportune».
Un altro settore su cui bisogna lavorare è sicuramente l’arredo urbano: la grande incompiuta del Forte. Che ne pensa?
«È tempo di fare delle scelte radicali: in centro dove l’area pedonale è permanente l’asfalto rattoppato è solo una bruttura; va tolto e sostituito con dei materiali di pregio che consentano di aprire la strada per far passare un tubo, un cavo o fare una riparazione, ma senza poi lasciare tracce di danneggiamenti e riparazioni frettolose. Altra questione sono le panchine, le fioriere e altri complementi che non possono essere di tanti colori e spesso anche di foggia diversa. Sarebbe bello trovare un modulo pregevole e poi far sì che tutti lo applichino. Forte dei Marmi merita queste attenzioni»
Arredo urbano vuol dire anche illuminazione natalizia in cui siete impegnati in queste ore…
«Vengo da un direttivo in cui abbiamo fatto il punto della situazione e purtroppo siamo un po’ un ritardo. E anche per questo, a Natale non ci saranno novità di rilievo. Le riserveremo all’anno prossimo con un progetto che abbiamo già in mente. Sul piano operativo l’amministrazione ci ha dato fiducia e vorrebbe un paese festoso e illuminato per le prossime feste di fine d’anno. Analogamente bisognerebbe lavorare ancora sulle manifestazioni e sui mercatini che richiamano gente: l’importante è che garantiscano un alto livello qualitativo».
C’è un sogno nel cassetto della sua presidenza?
«La cultura. Il Ccn deve essere uno dei motori culturali del nostro paese. Daniela Broch, durante la sua presidenza, ha fatto da apripista con la mostra dello scultore messicano Gustavo Aceves e altre iniziative diffuse sul territorio. Credo che dovremo proseguire su questa strada: il nostro obiettivo deve essere quello di interessare e incuriosire la gente che possa poi venire, soprattutto nei periodi di bassa stagione. Un lavoro lungo, purtroppo, e dagli esiti per niente scontati. Comunque con queste elezioni sono entrati tanti giovani imprenditori nel direttivo del Ccn e questo spero possa aiutarci a intraprendere strade fortemente innovative».
Franco A. Calotti
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