Sicurezza
Fossa dell’Abate, guerra agli scarichi abusivi
di Cesare Bonifazi
Al via le ispezioni da parte del Comune sulle fognature bianche a Lido Sanzioni per gli allacci irregolari, denunce per i casi più gravi con dolo
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LIDO DI CAMAIORE. Partirà nelle prossime settimane la seconda fase delle ispezioni sugli allacci della Fossa dell’Abate sul lato Lido di Camaiore. Questa volta nel mirino ci sono le fognature bianche ovvero quelle che in gergo tecnico vengono chiamate fognature meteoriche. Si andrà alla ricerca degli allacci abusivi delle case che si affacciano sul corso d’acqua.
Richiamando l’accordo di programma per la tutela della balneazione, il Comune si attiverà per controllare se e dove ci siano scarichi illegali. Contrariamente alla prima parte dei controlli, dove la competenza era del gestore Gaia, adesso tocca a proprio al Comune in quanto responsabile della fognatura bianca scoprire se ci siano commistioni e immissioni della fognatura nera in quella bianca, ovvero se i liquami entrano o meno in contatto con le acque di scarico delle piogge.
Questo permetterà, confrontando i risultati con quelli già ottenuti da Gaia, di avere un quadro generale della situazione inquinamento. I fossi infatti ricevono gli scarichi fognari non trattati provenienti dagli agglomerati urbani di Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta e Viareggio; soprattutto in caso di precipitazioni intense i corsi d'acqua contaminano le acque della nostra costa. Risultato: divieti di balneazione.
La prima parte che verrà trattata sarà quella più vicina alla foce del corso d’acqua. Più nello specifico nelle abitazioni che vanno dal viale Colombo a villa Luporini. Non sono state ancora quantificate le utenze che saranno interessate ma il Comune ha già previsto che verranno spese per il progetto circa 44mila euro che verranno prese in gran parte dal fondo di riserva ordinario. Le ispezioni verranno svolte dalla ditta Geomcop di Casale Monferrato che già aveva curato le indagini per Gaia sulla rete della fognatura nera. La ditta è esperta infatti in questo tipo di ricerche sia per le condotte fognarie ma anche per acquedotti e le reti di gas metano. Anche in questo caso ci saranno videoispezioni con le telecamere subacquee e i rilievi tramite le macchie di colore.
Dopo aver constatato quindi le violazioni delle immissioni della bianca sulla nera, adesso partirà il processo inverso. Il Comune ha già al vaglio il sistema sanzionatorio per coloro che sono allacciati alla rete in maniera abusiva: ci sarà una segnalazione diretta all’amministrazione la quale emanerà un’ordinanza con relativa multa (ancora da quantificare) e, nei casi più gravi, si arriverà alla denuncia per reati ambientali. In questo caso dovrà essere rilevato anche il dolo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Richiamando l’accordo di programma per la tutela della balneazione, il Comune si attiverà per controllare se e dove ci siano scarichi illegali. Contrariamente alla prima parte dei controlli, dove la competenza era del gestore Gaia, adesso tocca a proprio al Comune in quanto responsabile della fognatura bianca scoprire se ci siano commistioni e immissioni della fognatura nera in quella bianca, ovvero se i liquami entrano o meno in contatto con le acque di scarico delle piogge.
Questo permetterà, confrontando i risultati con quelli già ottenuti da Gaia, di avere un quadro generale della situazione inquinamento. I fossi infatti ricevono gli scarichi fognari non trattati provenienti dagli agglomerati urbani di Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta e Viareggio; soprattutto in caso di precipitazioni intense i corsi d'acqua contaminano le acque della nostra costa. Risultato: divieti di balneazione.
La prima parte che verrà trattata sarà quella più vicina alla foce del corso d’acqua. Più nello specifico nelle abitazioni che vanno dal viale Colombo a villa Luporini. Non sono state ancora quantificate le utenze che saranno interessate ma il Comune ha già previsto che verranno spese per il progetto circa 44mila euro che verranno prese in gran parte dal fondo di riserva ordinario. Le ispezioni verranno svolte dalla ditta Geomcop di Casale Monferrato che già aveva curato le indagini per Gaia sulla rete della fognatura nera. La ditta è esperta infatti in questo tipo di ricerche sia per le condotte fognarie ma anche per acquedotti e le reti di gas metano. Anche in questo caso ci saranno videoispezioni con le telecamere subacquee e i rilievi tramite le macchie di colore.
Dopo aver constatato quindi le violazioni delle immissioni della bianca sulla nera, adesso partirà il processo inverso. Il Comune ha già al vaglio il sistema sanzionatorio per coloro che sono allacciati alla rete in maniera abusiva: ci sarà una segnalazione diretta all’amministrazione la quale emanerà un’ordinanza con relativa multa (ancora da quantificare) e, nei casi più gravi, si arriverà alla denuncia per reati ambientali. In questo caso dovrà essere rilevato anche il dolo.
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