Il Tirreno

Versilia

Viareggio, a processo l'ex dirigente dei lavori pubblici Riccardo Raffaelli

di Donatella Francesconi
L'ex dirigente dei lavori pubblici Riccardo Raffaelli
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L'ex dirigente dei lavori pubblici Riccardo Raffaelli

Dovrà rispondere dell’accusa di abuso d’ufficio. Verdetto di non luogo a procedere per l’ex ragioniere capo Maurizio Nieri

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VIAREGGIO. Doppia decisione, con esiti molto diversi, del giudice Riccardo Nerucci (Tribunale di Lucca), chiamato all’udienza preliminare che vedeva due ex dirigenti del Comune di Viareggio, Maurizio Nieri (ragioniere capo) e Riccardo Raffaelli (lavori pubblici) imputati del reato di abuso d’ufficio. Per Nieri, che oggi è ragioniere capo al Comune di Forte dei Marmi, Nerucci ha deciso il proscioglimento – ne dà notizia il difensore, avvocato Riccardo Carloni, - «con sentenza di non luogo a procedere per non aver commesso il fatto». Diversa la decisione del giudice per Raffaelli, che è stato rinviato a giudizio e, dunque, dovrà affrontare il processo.

La vicenda è quella che nasce con l’amministrazione del sindaco Luca Lunardini (centrodestra), e che non è ancora chiusa, dell’acquisto che il Comune di Viareggio si proponeva di fare per la porzione rimanente dello stabile che ospita l’oggi ex circoscrizione Marco Polo. Una vicenda oggetto della relazione dell’ispettore del ministero delle finanze, Luciano Cimbolini, il quale così scrisse: «Appare evidente come. in questa vicenda. il comportamento del Comune sia risultato oltremodo negligente rispetto a qualunque canone, anche il più elementare, di buona amministrazione».

Al lavoro dell’ispettore ministeriale seguì l’inchiesta che la Procura affidò alla guardia di finanza di Lucca. Inchiesta che ha avuto come esito le imputazioni – abuso di ufficio per entrambi – dei due ex dirigenti.

«Per quanto mi riguarda – spiega l’avvocato Carloni – ritenevo assai infondata la contestazione dal punto di vista della costruzione giuridica. Non mi pareva, insomma, vi fosse spazio per contestare l’abuso d’ufficio. Anche considerando che a tutt’oggi l’Ente pubblico è ancora lì che ceca di chiudere la partita e la società (Marco Polo Invest Srl, ndr) è pronta a cedere il bene».

Il pm Lucia Rugani aveva contestato sia a Nieri che a Raffaelli di «aver intenzionalmente procurato a Enzo Giannecchini (cui la Marco Polo Invest era riconducibile, ndr) un ingiusto vantaggio patrimoniale, consistente nel pagamento di 450.000 euro, nel corso del 2011». Ai contratti stipulati - così l’accusa della Procura – «non seguivano, alle scadenza pattuite, i contratti definiti. Ed il Comune rimaneva inerte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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