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Le mamme di Quiesa: «Date l’asilo chiuso a un privato»
MASSAROSA. Continua la protesta delle mamme di Quiesa, in particolare quelle che dopo aver visto la chiusura dell’asilo paesano sono rimaste escluse dalla graduatoria per quello di Massarosa. La...
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MASSAROSA. Continua la protesta delle mamme di Quiesa, in particolare quelle che dopo aver visto la chiusura dell’asilo paesano sono rimaste escluse dalla graduatoria per quello di Massarosa. La proposta delle mamme è di affidare a un privato la struttura e di aprire un asilo privato.
Proprio in questi giorni stanno arrivando nelle case dei cittadini i questionari per capire cosa fare dell’edificio vuoto che ospitava la scuola d’infanzia di Quiesa. L’assessore Stefano Natali infatti aveva annunciato di non voler abbandonare l’ex asilo di Quiesa. Malgrado al chiusura per mancanza di iscrizioni e denaro, l’amministrazione ha deciso di continuare l’esperienza educativa facendo di quegli spazi un utilizzo diverso, rimanendo nell’ottica dell’infanzia. Non si parla quindi di un nido o di una scuola ma di un progetto alternativo che possa coinvolgere i bambini. Da qui nasce l’idea: elaborare una serie di opzioni da riproporre poi alla cittadinanza che deciderà quale via intraprendere per la rinascita delle aule.
E proprio in questi giorni i cittadini sono chiamati a decidere.
Ma alle mamme non va giù che la scuola rimanga chiusa e che venga utilizzata soltanto alcuni giorni della settimana e per orari limitati.
«La nostra proposta – dice Reika Costa, un genitore che è andato a colloquio con il sindaco Franco Mungai – è di affidare direttamente la struttura a una cooperativa o a un privato che riesca a ripristinare il servizio di asilo. Molte di noi sono in difficoltà con il lavoro e non sanno dove lasciare i bimbi dutante l’orario d’ufficio». Genitori chiamano, l’amministrazione risponda.
(cbm)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Proprio in questi giorni stanno arrivando nelle case dei cittadini i questionari per capire cosa fare dell’edificio vuoto che ospitava la scuola d’infanzia di Quiesa. L’assessore Stefano Natali infatti aveva annunciato di non voler abbandonare l’ex asilo di Quiesa. Malgrado al chiusura per mancanza di iscrizioni e denaro, l’amministrazione ha deciso di continuare l’esperienza educativa facendo di quegli spazi un utilizzo diverso, rimanendo nell’ottica dell’infanzia. Non si parla quindi di un nido o di una scuola ma di un progetto alternativo che possa coinvolgere i bambini. Da qui nasce l’idea: elaborare una serie di opzioni da riproporre poi alla cittadinanza che deciderà quale via intraprendere per la rinascita delle aule.
E proprio in questi giorni i cittadini sono chiamati a decidere.
Ma alle mamme non va giù che la scuola rimanga chiusa e che venga utilizzata soltanto alcuni giorni della settimana e per orari limitati.
«La nostra proposta – dice Reika Costa, un genitore che è andato a colloquio con il sindaco Franco Mungai – è di affidare direttamente la struttura a una cooperativa o a un privato che riesca a ripristinare il servizio di asilo. Molte di noi sono in difficoltà con il lavoro e non sanno dove lasciare i bimbi dutante l’orario d’ufficio». Genitori chiamano, l’amministrazione risponda.
(cbm)
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