Sicurezza
Sì della Cgil all’opera «Ne hanno bisogno quattromila lavoratori»
VIAREGGIO. È un sì decisamente convinto, quello della Cgil all’Asse di penetrazione del porto. Anche se dal sindacato non intendono «entrare nel merito di quale sia il tracciato giusto, a nord o a...
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VIAREGGIO. È un sì decisamente convinto, quello della Cgil all’Asse di penetrazione del porto. Anche se dal sindacato non intendono «entrare nel merito di quale sia il tracciato giusto, a nord o a sud dello stadio dei Pini. Spetta alle amministrazioni capire quale sia la scelta corretta, e portarla avanti in maniera sostenibile. Senza sprecare denaro pubblico e senza fare scempi ambientali».
Chi si aspetta una Cgil critica rispetto al progetto, che comunque verrà sottoposto al sindacato – così come alle altre associazioni di lavoratori e imprese – domani in Comune, si sbaglia. Quello della Cgil è un punto di vista molto pratico. Che tiene conto – spiegano Nicola Riva della Fiom Versilia e il segretario provinciale della confederazione Rossano Rossi – «delle esigenze dei quattromila lavoratori che ogni giorno si muovono sulla Darsena». Sono concordi, Riva e Rossi: dal punto di vista del sindacato una migliore viabilità sarebbe utile, a servizio dei cantieri come del turismo e degli stabilimenti balneari della Marina di Levante. «Ma non sarà la Cgil a dire da dove deve passare l’asse, non spetta certo a noi – ha precisato Rossi – fatta salva la doverosa attenzione all’ambiente naturale, alla conformazione urbanistica, al contenimento della spesa e all’opportunità di evitare speculazioni di qualsiasi tipo».
Le esigenze di chi lavora non sono solamente legate al fatto di trovare meno traffico, o di raggiungere la zona dei cantieri e delle altre attività in maniera più agevole. La Cgil sottolinea la necessità di non ostacolare lo sviluppo della nautica con una viabilità inadeguata. «Se vogliamo permettere ai cantieri di restare a Viareggio e di sviluppare anche quelle lavorazioni, come gli scafi, che oggi vengono fatte a Massa e a Pisa – ha detto Nicola Riva – una viabilità semplificata è necessaria. Basti pensare al trasporto delle barche dalla zona artigianale di Bicchio dove ci sono diversi cantieri e dove alcune aziende importanti potrebbero voler investire». Si parla di Azimut Benetti, già proprietaria di capannoni nella zona. «Bisogna accorciare la filiera della produzione e rendere agevole il transito da e verso la Darsena, un volume di traffico stimato in circa 4mila persone al giorno che ruotano intorno all’economia della nautica, di cui purtroppo soltanto un decimo è dipendente diretto dei cantieri».
«La discussione sia ampia, ragionata e rafforzata da un percorso partecipativo con la città – ha concluso Rossi, annunciando per il 27 ottobre l’incontro della Cgil con il Comune guidato dal sindaco Del Ghingaro – ma poi si prenda una decisione, perché ciò che non è accettabile è tergiversare per altri trent’anni».
Chi si aspetta una Cgil critica rispetto al progetto, che comunque verrà sottoposto al sindacato – così come alle altre associazioni di lavoratori e imprese – domani in Comune, si sbaglia. Quello della Cgil è un punto di vista molto pratico. Che tiene conto – spiegano Nicola Riva della Fiom Versilia e il segretario provinciale della confederazione Rossano Rossi – «delle esigenze dei quattromila lavoratori che ogni giorno si muovono sulla Darsena». Sono concordi, Riva e Rossi: dal punto di vista del sindacato una migliore viabilità sarebbe utile, a servizio dei cantieri come del turismo e degli stabilimenti balneari della Marina di Levante. «Ma non sarà la Cgil a dire da dove deve passare l’asse, non spetta certo a noi – ha precisato Rossi – fatta salva la doverosa attenzione all’ambiente naturale, alla conformazione urbanistica, al contenimento della spesa e all’opportunità di evitare speculazioni di qualsiasi tipo».
Le esigenze di chi lavora non sono solamente legate al fatto di trovare meno traffico, o di raggiungere la zona dei cantieri e delle altre attività in maniera più agevole. La Cgil sottolinea la necessità di non ostacolare lo sviluppo della nautica con una viabilità inadeguata. «Se vogliamo permettere ai cantieri di restare a Viareggio e di sviluppare anche quelle lavorazioni, come gli scafi, che oggi vengono fatte a Massa e a Pisa – ha detto Nicola Riva – una viabilità semplificata è necessaria. Basti pensare al trasporto delle barche dalla zona artigianale di Bicchio dove ci sono diversi cantieri e dove alcune aziende importanti potrebbero voler investire». Si parla di Azimut Benetti, già proprietaria di capannoni nella zona. «Bisogna accorciare la filiera della produzione e rendere agevole il transito da e verso la Darsena, un volume di traffico stimato in circa 4mila persone al giorno che ruotano intorno all’economia della nautica, di cui purtroppo soltanto un decimo è dipendente diretto dei cantieri».
«La discussione sia ampia, ragionata e rafforzata da un percorso partecipativo con la città – ha concluso Rossi, annunciando per il 27 ottobre l’incontro della Cgil con il Comune guidato dal sindaco Del Ghingaro – ma poi si prenda una decisione, perché ciò che non è accettabile è tergiversare per altri trent’anni».
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