Sicurezza
Nel lago c’è più acqua ma l’emergenza non è terminata
di Cesare Bonifazi
Il livello non è ancora ritornato sopra il limite di guardia anche se le piogge lo hanno fatto risalire di venti centimetri
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VIAREGGIO. I livelli non sono quelli di due mesi fa ma al lago di Massaciuccoli non termina l’emergenza acqua. Malgrado l’altezza sia lentamente risalita nella seconda quindicina di settembre quando sono arrivati due lunghi acquazzoni, complici anche le temperature che si sono abbassate e hanno interrotto l’evaporazione furiosa, la situazione resta comunque critica.
In termini meramente numerici la soglia delle acque del lago è risalita a - 37 centimetri sotto il livello del mare rispetto ai - 57 di agosto Il valore più basso mai registrato è del 1955 quando il lago arrivò a -59 centimetri. E quest’anno ci siamo andati vicini. Il lago scendeva al ritmo di un centimetro al giorno. Una discesa inesorabile che sembrava non finire mai.
Ma se da una parte le poche piogge che sono arrivate hanno dato una boccata d’ossigeno al lago, tuttavia, dall’altra, il pericolo non è scongiurato: la soglia limite è comunque superata. Tra il Consorzio di Bonifica e la Regione è stato stabilito che quando viene superato il limite dei - 30 scatta il protocollo che consiste nell’interruzione di qualsiasi attività di captazione dal bacino. Tuttavia quest’anno è stato possibile non attivare il protocollo perché è stato deciso, di comune accordo tra enti e amministrazioni, di far arrivare acqua pulita e nuova direttamente da alcune condotte del Serchio e che da Filettole hanno rifornito la nostra zona, compatibilmente alla portata del fiume.
L’interruzione dell’irrigazione rischiava infatti di far andare perse oltre 500 ettari di culture (mais, girasoli, ortaggi… ecc…) con gravi danni economici per gli imprenditori agricoli e per lo stesso ambiente del lago.
Il momento critico causato dalla siccità sembra ormai alle spalle e le barche sono ripartite per i tour turistici, anche se «i mesi buoni delle visite sono passati», dicono i barcaioli. Malgrado questo, l’emergenza non finisce. E non solo perché il lago si trova con molta acqua in meno ma perché è ormai proprio della sua natura l’essere sempre in bilico con la morte.
Le alghe sono cresciute a dismisura e ormai hanno risucchiato tutto l’ossigeno de lago, i pesci sono da anni considerati “tossici” da quando sono state trovate tracce della famosa microcistina nelle carni, pericolosa per l’uomo. Oltre a questo c’è un problema di acqua salata che entra nel bacino: un lago “quasi” salato quindi. Un ambiente per lo più inospitale che ha poche possibilità di sopravvivere e con sé tutto l’ecosistema che da esso dipende. La questione è quindi principalmente l’ossigenazione.
Il problema di come far arrivare nuova acqua ancora non è risolto e, dopo che il progetto del cosiddetto “tubone” è stato rimesso in un cassetto, le associazioni e gli enti stanno cercando un progetto alternativo che da una parte risolva il problema e dall’altra rientri nel budget che era stato stanziato per l’opera.
Nel 2006 infatti fu siglato l’Accordo di programma per salvare il lago: 18 milioni messi sul piatto dal ministero dell’Ambiente. Ma finora niente di quello che era sulla carta è stato realizzato. Tutt’altro. Come detto, proprio all’inizio di questa siccitosa estate lo stesso consiglio regionale ha decretato che la derivazione per portare acqua dal Serchio non è più la soluzione per garantire un futuro al Massaciuccoli.
Il lago intanto aspetta che venga fatto qualcosa: il teatro dedicato al maestro Puccini che si affaccia proprio sulle sue sponde intanto lo intrattiene ogni anno tentando di tenerlo sveglio da quel sonno profondo in cui di anno in anno si sta immergendo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In termini meramente numerici la soglia delle acque del lago è risalita a - 37 centimetri sotto il livello del mare rispetto ai - 57 di agosto Il valore più basso mai registrato è del 1955 quando il lago arrivò a -59 centimetri. E quest’anno ci siamo andati vicini. Il lago scendeva al ritmo di un centimetro al giorno. Una discesa inesorabile che sembrava non finire mai.
Ma se da una parte le poche piogge che sono arrivate hanno dato una boccata d’ossigeno al lago, tuttavia, dall’altra, il pericolo non è scongiurato: la soglia limite è comunque superata. Tra il Consorzio di Bonifica e la Regione è stato stabilito che quando viene superato il limite dei - 30 scatta il protocollo che consiste nell’interruzione di qualsiasi attività di captazione dal bacino. Tuttavia quest’anno è stato possibile non attivare il protocollo perché è stato deciso, di comune accordo tra enti e amministrazioni, di far arrivare acqua pulita e nuova direttamente da alcune condotte del Serchio e che da Filettole hanno rifornito la nostra zona, compatibilmente alla portata del fiume.
L’interruzione dell’irrigazione rischiava infatti di far andare perse oltre 500 ettari di culture (mais, girasoli, ortaggi… ecc…) con gravi danni economici per gli imprenditori agricoli e per lo stesso ambiente del lago.
Il momento critico causato dalla siccità sembra ormai alle spalle e le barche sono ripartite per i tour turistici, anche se «i mesi buoni delle visite sono passati», dicono i barcaioli. Malgrado questo, l’emergenza non finisce. E non solo perché il lago si trova con molta acqua in meno ma perché è ormai proprio della sua natura l’essere sempre in bilico con la morte.
Le alghe sono cresciute a dismisura e ormai hanno risucchiato tutto l’ossigeno de lago, i pesci sono da anni considerati “tossici” da quando sono state trovate tracce della famosa microcistina nelle carni, pericolosa per l’uomo. Oltre a questo c’è un problema di acqua salata che entra nel bacino: un lago “quasi” salato quindi. Un ambiente per lo più inospitale che ha poche possibilità di sopravvivere e con sé tutto l’ecosistema che da esso dipende. La questione è quindi principalmente l’ossigenazione.
Il problema di come far arrivare nuova acqua ancora non è risolto e, dopo che il progetto del cosiddetto “tubone” è stato rimesso in un cassetto, le associazioni e gli enti stanno cercando un progetto alternativo che da una parte risolva il problema e dall’altra rientri nel budget che era stato stanziato per l’opera.
Nel 2006 infatti fu siglato l’Accordo di programma per salvare il lago: 18 milioni messi sul piatto dal ministero dell’Ambiente. Ma finora niente di quello che era sulla carta è stato realizzato. Tutt’altro. Come detto, proprio all’inizio di questa siccitosa estate lo stesso consiglio regionale ha decretato che la derivazione per portare acqua dal Serchio non è più la soluzione per garantire un futuro al Massaciuccoli.
Il lago intanto aspetta che venga fatto qualcosa: il teatro dedicato al maestro Puccini che si affaccia proprio sulle sue sponde intanto lo intrattiene ogni anno tentando di tenerlo sveglio da quel sonno profondo in cui di anno in anno si sta immergendo.
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