Proteste
Il Comune stringe per l’Asse del porto
di Matteo Tuccini
Ecco gli incontri in cui si rivelerà il progetto a cittadini e imprese
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VIAREGGIO. «Ne sento parlare dal 2001, quando ero in Provincia. E già allora si diceva che era una storia vecchia. Ma noi siamo gli unici a poterlo realizzare dopo più di 30 anni». La dichiarazione del vicesindaco Valter Alberici è impegnativa. Ma l’accelerazione sul nuovo Asse di penetrazione per il porto sembra esserci stata. E il Comune confida di poter portare presto il progetto dell’opera all’attenzione della Regione. In modo da ricevere i primi finanziamenti, promessi a suo tempo dal presidente Enrico Rossi, già nel 2018. Con la speranza non solo di aprire il cantiere, ma di far decollare i lavori durante l’amministrazione di Giorgio Del Ghingaro.
Il Comune ha scelto. L’amministrazione Del Ghingaro ha ribattezzato la nuova viabilità “la via del Mare”: decisamente più poetico rispetto alla dizione Asse di penetrazione. Che fa rabbrividire un po’. Del resto, citando Nanni Moretti, le parole sono importanti. Che lo si chiami Asse o via del Mare, l’obiettivo è lo stesso: costruire una viabilità che colleghi il porto all’Aurelia e alle autostrade, in maniera più veloce ed efficiente rispetto a un assetto attuale che soffoca la Darsena. Il nuovo Asse si unirebbe a quello già aperto, la via delle Darsene, favorendo quindi un collegamento ottimale tra i cantieri nautici e la zona artigianale di Bicchio. Dove gli stessi cantieri – lo afferma la Cgil – sono intenzionati ad investire. Ieri il vicesindaco Alberici ha rivelato che il Comune, rispetto alle ipotesi fatte fin qui sul tracciato dell’Asse, una sua idea ce l’ha. E l’ha messa su carta, con l’elaborazione degli uffici. «Ma non posso anticiparla – si trincera Alberici – È una questione di rispetto nei confronti di chi dovrà ascoltarci nei prossimi appuntamenti con cittadini e imprese».
Fissati gli incontri. I due appuntamenti per illustrare il progetto sono in programma domani in municipio e il 9 novembre a Villa Paolina. Nel primo incontro, previsto a mezzogiorno, l’amministrazione si confronterà con le associazioni imprenditoriali e dei lavoratori. Il secondo appuntamento sarà una vera e propria assemblea pubblica: il confronto, alle 21, sarà con i cittadini, della Darsena e non. In queste due sedi verrà illustrato il progetto targato Del Ghingaro. Che è sicuro (leggi box) di poter convincere i cittadini della bontà della scelta dell’amministrazione. È chiaro che non si potrà non tener conto delle riflessioni e delle eventuali critiche che emergeranno dai due appuntamenti: altrimenti non si comprenderebbe il senso di averli messi in piedi. Il vicesindaco Alberici assicura che «prenderemo atto di quello che verrà fuori e lo valuteremo in vista delle tappe successive». Che prevedono un dibattito in consiglio comunale, con l’approvazione di un atto di indirizzo che porti il piano del nuovo Asse all’attenzione della Regione. In vista di un primo finanziamento dell’opera nel 2018 e di una programmazione più rapida possibile dei cantieri.
Le ipotesi in campo. Sarebbero tre. Anche se il condizionale è d’obbligo, perché le idee sull’Asse di penetrazione sono sempre state parecchie. E l’impressione è che potrebbero essercene delle ulteriori. L’ipotesi su cui c’è maggiore spinta da parte dei residenti della Darsena, ma anche di forze politiche come il centrodestra, è il tracciato a sud dello stadio dei Pini. In questo caso la strada transiterebbe da via Salvatori e passando per l’ex via del Balipedio si congiungerebbe con via Indipendenza, per poi finire verso via Pisano e l’altro pezzo di Asse, la via delle Darsene. È la soluzione ritenuta più adeguata per una viabilità che ha carattere industriale: se da queste parti devono passare gli yacht, o comunque le lavorazioni dei cantieri, si deve prevedere uno snodo diretto. Altre due ipotesi vedrebbero un intervento a nord dello stadio dei Pini. In un caso si tratterebbe di sfruttare la viabilità già esistente: da via Indipendenza si arriverebbe fino a via Petrarca, passando per via Virgilio. Con una rotatoria di svincolo sul viale dei Tigli (che eliminerebbe il semaforo oggi esistente). Infine una terza ipotesi prevede il cosiddetto “sfondamento” di via Petrarca, che tagliando la pineta si congiungerebbe alla solita via Indipendenza. In questo caso, oltre al passaggio via pineta, bisognerebbe abbattere un casamento. In generale i due tracciati che tagliano la pineta pongono tutta una serie di questioni non semplici dal punto di vista ambientale. Ma sembrano le più ovvie logisticamente.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il Comune ha scelto. L’amministrazione Del Ghingaro ha ribattezzato la nuova viabilità “la via del Mare”: decisamente più poetico rispetto alla dizione Asse di penetrazione. Che fa rabbrividire un po’. Del resto, citando Nanni Moretti, le parole sono importanti. Che lo si chiami Asse o via del Mare, l’obiettivo è lo stesso: costruire una viabilità che colleghi il porto all’Aurelia e alle autostrade, in maniera più veloce ed efficiente rispetto a un assetto attuale che soffoca la Darsena. Il nuovo Asse si unirebbe a quello già aperto, la via delle Darsene, favorendo quindi un collegamento ottimale tra i cantieri nautici e la zona artigianale di Bicchio. Dove gli stessi cantieri – lo afferma la Cgil – sono intenzionati ad investire. Ieri il vicesindaco Alberici ha rivelato che il Comune, rispetto alle ipotesi fatte fin qui sul tracciato dell’Asse, una sua idea ce l’ha. E l’ha messa su carta, con l’elaborazione degli uffici. «Ma non posso anticiparla – si trincera Alberici – È una questione di rispetto nei confronti di chi dovrà ascoltarci nei prossimi appuntamenti con cittadini e imprese».
Fissati gli incontri. I due appuntamenti per illustrare il progetto sono in programma domani in municipio e il 9 novembre a Villa Paolina. Nel primo incontro, previsto a mezzogiorno, l’amministrazione si confronterà con le associazioni imprenditoriali e dei lavoratori. Il secondo appuntamento sarà una vera e propria assemblea pubblica: il confronto, alle 21, sarà con i cittadini, della Darsena e non. In queste due sedi verrà illustrato il progetto targato Del Ghingaro. Che è sicuro (leggi box) di poter convincere i cittadini della bontà della scelta dell’amministrazione. È chiaro che non si potrà non tener conto delle riflessioni e delle eventuali critiche che emergeranno dai due appuntamenti: altrimenti non si comprenderebbe il senso di averli messi in piedi. Il vicesindaco Alberici assicura che «prenderemo atto di quello che verrà fuori e lo valuteremo in vista delle tappe successive». Che prevedono un dibattito in consiglio comunale, con l’approvazione di un atto di indirizzo che porti il piano del nuovo Asse all’attenzione della Regione. In vista di un primo finanziamento dell’opera nel 2018 e di una programmazione più rapida possibile dei cantieri.
Le ipotesi in campo. Sarebbero tre. Anche se il condizionale è d’obbligo, perché le idee sull’Asse di penetrazione sono sempre state parecchie. E l’impressione è che potrebbero essercene delle ulteriori. L’ipotesi su cui c’è maggiore spinta da parte dei residenti della Darsena, ma anche di forze politiche come il centrodestra, è il tracciato a sud dello stadio dei Pini. In questo caso la strada transiterebbe da via Salvatori e passando per l’ex via del Balipedio si congiungerebbe con via Indipendenza, per poi finire verso via Pisano e l’altro pezzo di Asse, la via delle Darsene. È la soluzione ritenuta più adeguata per una viabilità che ha carattere industriale: se da queste parti devono passare gli yacht, o comunque le lavorazioni dei cantieri, si deve prevedere uno snodo diretto. Altre due ipotesi vedrebbero un intervento a nord dello stadio dei Pini. In un caso si tratterebbe di sfruttare la viabilità già esistente: da via Indipendenza si arriverebbe fino a via Petrarca, passando per via Virgilio. Con una rotatoria di svincolo sul viale dei Tigli (che eliminerebbe il semaforo oggi esistente). Infine una terza ipotesi prevede il cosiddetto “sfondamento” di via Petrarca, che tagliando la pineta si congiungerebbe alla solita via Indipendenza. In questo caso, oltre al passaggio via pineta, bisognerebbe abbattere un casamento. In generale i due tracciati che tagliano la pineta pongono tutta una serie di questioni non semplici dal punto di vista ambientale. Ma sembrano le più ovvie logisticamente.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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