Attenzione
Case sociali al posto della scuola
Sarà distrutta l’elementare di Casoli, sorgeranno alloggi per persone in difficoltà
2 MINUTI DI LETTURA
CAMAIORE. Ieri il via: verrà demolita la ex scuola elementare di Casoli, poi sede del comitato paesano. Lo ha deciso ieri la giunta che ha approvato il progetto definitivo-esecutivo per distruzione. Si tratta di una decisione che era già stata annunciata e che adesso trova la chiusura.Il plesso è da tempo abbandonato: è stato sgomberato anni fa a causa di gravi problemi strutturali che ne mettevano in discussione la stabilità. Adesso, attraverso un mutuo da 120mila euro, verrà completamente distrutto. Dopo l’approvazione saranno approntati gli atti per la gara e si prevede l’avvio dei lavori a inizio 2018. Oltre alla demolizione della struttura è prevista la rimozione e lo smaltimento della copertura in fibro cemento.
Ma il destino di quella zona non è di rimanere uno spazio vuoto. Al suo posto ci verrà costruito un complesso abitativo, quello che in gergo moderno viene chiamato social housing. Verrà costruito infatti un edificio che sarà una via di mezzo tra quella che è la classica l'edilizia popolare e le proprietà private vendute o affittate a prezzo di mercato. Un’operazione che ha avuto già molto successo nei paesi anglosassoni e che da un po’ è arrivata anche nel nostro Paese.
L'obiettivo per il quale si ricorre a questo tipo di formula di edilizia sociale è di fornire alloggi con buoni o ottimi standard di qualità, a canone calmierato, che non superi il 25%-30% dello stipendio di chi dovrà usufruirne.
Inoltre, la caratteristica specifica di questo social housing è la progettazione "di tipo sociale": chi costruisce infatti si rivolge infatti principalmente a nuclei familiari con un reddito basso, giovani coppie, single, anziani in condizioni economiche svantaggiate. Ovvero tutti coloro che hanno un reddito troppo basso per prendere una casa, ma allo stesso tempo troppo alto per poter accedere ai servizi dell'edilizia popolare.
A fronte di questo aiuto però, coloro che usufruiranno del servizio saranno inseriti in progetti di carattere sociale come per esempio l'impiego di manodopera per la cura della frazione. Al servizio della comunità.
Secondo un primo progetto sarebbero previste tre unità immobiliari disposte a terrazzamento comprensive di un'aula riunione e di un locale per i servizi. Il progetto esecutivo sarebbe quasi pronto.
Cesare Bonifazi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ma il destino di quella zona non è di rimanere uno spazio vuoto. Al suo posto ci verrà costruito un complesso abitativo, quello che in gergo moderno viene chiamato social housing. Verrà costruito infatti un edificio che sarà una via di mezzo tra quella che è la classica l'edilizia popolare e le proprietà private vendute o affittate a prezzo di mercato. Un’operazione che ha avuto già molto successo nei paesi anglosassoni e che da un po’ è arrivata anche nel nostro Paese.
L'obiettivo per il quale si ricorre a questo tipo di formula di edilizia sociale è di fornire alloggi con buoni o ottimi standard di qualità, a canone calmierato, che non superi il 25%-30% dello stipendio di chi dovrà usufruirne.
Inoltre, la caratteristica specifica di questo social housing è la progettazione "di tipo sociale": chi costruisce infatti si rivolge infatti principalmente a nuclei familiari con un reddito basso, giovani coppie, single, anziani in condizioni economiche svantaggiate. Ovvero tutti coloro che hanno un reddito troppo basso per prendere una casa, ma allo stesso tempo troppo alto per poter accedere ai servizi dell'edilizia popolare.
A fronte di questo aiuto però, coloro che usufruiranno del servizio saranno inseriti in progetti di carattere sociale come per esempio l'impiego di manodopera per la cura della frazione. Al servizio della comunità.
Secondo un primo progetto sarebbero previste tre unità immobiliari disposte a terrazzamento comprensive di un'aula riunione e di un locale per i servizi. Il progetto esecutivo sarebbe quasi pronto.
Cesare Bonifazi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
