Il Tirreno

Versilia

Volontari versiliesi fanno mille chilometri per salvare 16 cani

Volontari versiliesi fanno mille chilometri per salvare 16 cani

Rappresentanti dell’associazione Nati Liberi raccolgono in Campania gli animali che hanno bisogno di una famiglia

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PIETRASANTA. «Quando sei chiamato a scegliere, ti sembra di avere fra le mani la vita o la morte di quei poveri cani: ed è terribile». Sono parole intrise di dolore e amarezza, ma anche di speranza quelle di Michela Bertolozzi, presidente di Nati Liberi Versilia Onlus, l’associazione che gestisce il rifugio Amici di Bebo di via Saponiera. E il momento della scelta a cui si riferisce Bertolozzi è quello che si lega al viaggio che i volontari dell’associazione, almeno una volta l’anno, organizzano per raggiungere alcuni canili in provincia di Avellino e Napoli. Canili dove il sovraffollamento e la mancata sterilizzazione sono una consuetudine e dove la cultura dell’adozione non riesce ad affermarsi: come a dire che il destino degli animali è segnato.

Michela Bertolozzi, insieme al vice-presidente di Nati Liberi, Lory Bottari, e a Carlo Graziani, nei giorni scorsi, grazie anche alla collaborazione di alcune volontarie del posto, ha così visitato 3 canili – che si trovano ad Acerra, Nola e Quindici – con l’obiettivo di salvare più cani possibili, portarli in Versilia, dare loro una possibilità di adozione. «Ma questi sono posti che accolgono, ciascuno, oltre 500 cani di tutte le razze e di tutte le età: alcuni già li hai in mente, tramite foto e social, altri ti colpiscono immediatamente con lo sguardo, sanno perché sei lì, in molti casi. Sei la loro speranza di uscire da questi luoghi dove sono entrati un giorno e dove probabilmente non usciranno più. Ecco perché dico che scegliere uno e non un altro, è terribile».

Michela, Lory e Carlo, alla fine, hanno caricato su un’auto adattata ad hoc per il trasporto, 16 cani: soprattutto cuccioli, «anche se c’è una un po’ più anziana degli altri», segugi, spinoncini, meticci «e un gattino di 3 mesi che, non chiedetemi perché, stava dentro questo canile e non ci ha mai lasciato per tutto il tempo che siamo stati lì. Adesso è con noi. Sono convinta che nelle prossime settimane molte persone prenderanno contatto con la nostra associazione per adottare i cuccioli che in parte abbiamo accolto nel rifugio e in parte – visto che abbiamo delle normative da rispettare – in stalli domestici. Stanno, chi più chi meno, a parte una cagnolina che necessita di cure importanti, tutti abbastanza bene, sono stati vaccinati, hanno ovviamente il microchip e sperano solo in quella normalità fino ad oggi negata» spiega Bertolozzi che poi fa chiarezza sui canili visitati di recente: «Con i gestori c’è collaborazione, anche se qualche difficoltà talvolta subentra. Ma i canili di Acerra, Nola e Quindici – quest’ultimo si trova in montagna con tutti i disagi del caso – è bene essere chiari, non sono quelli che talvolta leggiamo sulle cronache dove emergono episodi di maltrattamenti, sparizioni, denutrizione o peggio ancora. Il vero problema è che sono sovraffollati e la mancata sterilizzazione rende tutto ancora più complicato. Ma in Campania ci sono anche volontarie veramente meravigliose, che senza alcuna associazione a supporto, dedicano denaro e tempo libero ad aiutare questi cani. Ed è grazie a loro che si è instaurato questo rapporto che ci permette di portare nella nostra zona i cuccioli e poi darli in adozione».

Già, l’adozione: per saperne di più e anche per dare un contributo economico, basta una semplice offerta visto che le spese mediche ed organizzative da sostenere sono onerose, è sufficiente telefonare al 339 8555334 o scrivere a michelabertolozzi@virgilio.it o andare sulla bacheca Fb dell’associazione.

Luca Basile

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