Il Tirreno

Versilia

L’architetto degli stadi vuole rifare quello di casa

di Matteo Tuccini
L’architetto degli stadi vuole rifare quello di casa

Zavanella, papà dei nuovi impianti di Juventus e Bologna, abita vicino ai “Pini” «Pronto a ristrutturarlo. Il Centro Polo? È un’idea che può diventare eccellenza»

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VIAREGGIO. Tutte le volte che esce di casa e lo vede, parte un sospiro. «Lo stadio dei Pini cade a pezzi, non si può guardare». E se lo dice Gino Zavanella, architetto che ha realizzato il nuovo stadio della Juventus e la futura casa del Bologna, ci si può credere. «Ma non serve essere architetti – dice il professionista, una vera archistar del pallone – per rendersi conto di quale sia la situazione». Precaria, tanto per essere chiari.

Zavanella è un torinese che ha lavorato a Roma, ma da anni vive a Viareggio. Una città che ha sposato, nel vero senso della parola: sua moglie è viareggina ed è in Darsena che l’architetto ha la sua casa. Ecco perché si può credergli, quando dice che nei suoi progetti futuri c’è l’impianto che sorge a due passi da lui. Un impianto che Zavanella aveva già ridisegnato nel 2008, ai tempi di Marco Marcucci sindaco e Stefano Dinelli presidente del Viareggio calcio. Ma il progetto di uno stadio all’inglese, con ristoranti, negozi e persino un albergo, rimase lettera morta.

«I miei contatti con l’amministrazione comunale e con il Viareggio calcio sono rimasti fermi a quell’epoca», precisa Zavanella, in questo periodo coinvolto dal Bologna Fc nel rifacimento del centro sportivo e nel progetto del nuovo impianto “Dall’Ara”. Ora il professionista rilancia e si dice pronto «a mettersi a disposizione per ristrutturare lo stadio dei Pini». Un’idea che si accompagna a quella di acquistare il Centro Polo: due progetti, se vogliamo diversi, ma che hanno un solo obiettivo. E cioè rendere la città un’attrazione non solo turistica, ma sportiva.

La proposta di comprare il Centro Polo è stata fatta da Zavanella in team con Davide Lippi, procuratore sportivo e figlio di Marcello, con lo storico “vice” di Lippi Massimiliano Maddaloni e con l’ex assessore allo sport Andrea Strambi. Che coordina e gestisce l’operazione per conto dell’Uisp. Una cordata di quelle importanti, per un progetto ambizioso. Che mette sul piatto 450.000 euro in vista dell’asta, il 14 novembre. Solo allora si saprà se il gruppo avrà acquistato una delle strutture offerte dal curatore fallimentare della Viareggio Patrimonio. «E fino a quel momento – dice l’architetto Zavanella – è difficile fare ipotesi su come potrebbe essere il nuovo Centro Polo. Di sicuro non c’è ancora un progetto definito, perché prima bisogna prenderlo. Una piscina? No, non credo proprio».

Resta il fatto che la sfida piace eccome, all’architetto viareggino d’adozione. «Quando ho saputo che c’era questa possibilità mi sono subito appassionato. Conosco i Lippi dai tempi della Juve e conosco Andrea Strambi: inoltre c’è un legame con questa città che non è solo... coniugale. Mi considero viareggino e voglio dare il mio contributo. Il Centro Polo ha potenzialità enormi, può diventare un centro capace di attirare i viareggini, ma anche molte persone da fuori. Lavorando su molti sport, anche quelli considerati minori, e sull’accessibilità da garantire ai disabili. Può essere una struttura all’avanguardia. Prima, però, bisogna vedere se andiamo in porto».

@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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