Gioco
uccisa a 15 anni
Individuato l’uomo che ha dato la pistola al killer di Nicolina
VIAREGGIO. La Procura di Foggia ha identificato la persona che avrebbe ceduto l’arma ad Antonio Di Paola e con la quale Nicolina Pacini, 15 anni, è stata uccisa.Si allarga dunque l’inchiesta della...
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VIAREGGIO. La Procura di Foggia ha identificato la persona che avrebbe ceduto l’arma ad Antonio Di Paola e con la quale Nicolina Pacini, 15 anni, è stata uccisa.
Si allarga dunque l’inchiesta della magistratura foggiana sull’omicidio della ragazza di Ischitella, ma cresciuta a Viareggio, colpita lo scorso 22 settembre da un proiettile in faccia sparato dall’ex compagno della madre, che dopo il delitto si è suicidato.
Come si evince dal provvedimento della Procura di Foggia a firma del pm Marco Gambardella che dispone accertamenti tecnici non ripetibili sull’arma, oltre a Di Paola (che è morto ma risulta ancora formalmente indagato per l’omicidio volontario) è indagato un altro uomo (identificato dagli investigatori ma di cui non è stato reso noto il nome) accusato di detenzione di armi clandestine e ricettazione. Potrebbe aver fornito lui all’assassino, alcune settimane prima dell’omicidio, l’arma con cui Di Paola ha poi ucciso la 15enne.
Sulla pistola la Procura ha disposto accertamenti biologici e dattiloscopici che saranno eseguiti presso il Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma.
Intanto il legale della famiglia della vittima torna sulla questione delle presunte responsabilità di chi, servizi sociali e Tribunali per i Minori, avrebbe dovuto tutelare la ragazza.
«Dal 2012 Nicolina e il fratellino più piccolo – dice l’avvocato Gelsomina Cimino – sono stati completamente abbandonati a se stessi. Più nessuno, pur avendone il dovere, si è preoccupato del loro stato di salute o del loro effettivo rapporto con i genitori: queste sono omissioni che a Nicolina sono costate la vita».
Si allarga dunque l’inchiesta della magistratura foggiana sull’omicidio della ragazza di Ischitella, ma cresciuta a Viareggio, colpita lo scorso 22 settembre da un proiettile in faccia sparato dall’ex compagno della madre, che dopo il delitto si è suicidato.
Come si evince dal provvedimento della Procura di Foggia a firma del pm Marco Gambardella che dispone accertamenti tecnici non ripetibili sull’arma, oltre a Di Paola (che è morto ma risulta ancora formalmente indagato per l’omicidio volontario) è indagato un altro uomo (identificato dagli investigatori ma di cui non è stato reso noto il nome) accusato di detenzione di armi clandestine e ricettazione. Potrebbe aver fornito lui all’assassino, alcune settimane prima dell’omicidio, l’arma con cui Di Paola ha poi ucciso la 15enne.
Sulla pistola la Procura ha disposto accertamenti biologici e dattiloscopici che saranno eseguiti presso il Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma.
Intanto il legale della famiglia della vittima torna sulla questione delle presunte responsabilità di chi, servizi sociali e Tribunali per i Minori, avrebbe dovuto tutelare la ragazza.
«Dal 2012 Nicolina e il fratellino più piccolo – dice l’avvocato Gelsomina Cimino – sono stati completamente abbandonati a se stessi. Più nessuno, pur avendone il dovere, si è preoccupato del loro stato di salute o del loro effettivo rapporto con i genitori: queste sono omissioni che a Nicolina sono costate la vita».
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