Il Tirreno

Versilia

Il Varignano sposa il centro commerciale

di Matteo Tuccini
Fabio Dimitri Righi, residente di via Pisana, nel nuovo centro commerciale
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Fabio Dimitri Righi, residente di via Pisana, nel nuovo centro commerciale

Viareggio, residenti e negozianti in coro: «Un’occasione storica: le associazioni di categoria sbagliano»

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VIAREGGIO. Sembra che stia nascendo un nuovo quartiere. Ma con l’anima del Varignano di una volta. Un’anima orgogliosa di se stessa e del proprio retroterra popolare. Fiera di essere semplice, nel senso di non pretendere chissà cosa dalla vita. Solo la dignità nel proprio lavoro, quella che ti fa guardare in faccia i figli la sera quando torni a casa. E un po’ di felicità, come diceva la sinistra quando frequentava più queste parti che i convegni. Tanto che al Varignano faceva incetta di voti. Promettendo non solo il pane, ma anche le rose.

Sono stati l’orgoglio e l’attaccamento a non aver mai fatto andare via Fabio Dimitri Righi, nato e cresciuto in via Pisana. Ora lui è felice, «perché dopo anni di degrado questa zona è stata ripulita e rimessa a nuovo grazie al nuovo centro commerciale». Anche Mariella Barsotti, emigrata da via Belluomini alla Migliarina, è il manifesto del nuovo clima di entusiasmo: «Appena ho saputo del progetto di via Pisana ho pensato che era arrivato il momento giusto per tornare nel mio quartiere, anche solo a lavorare», spiega. Non capisci il Varignano se non parli con loro e con gente come Maurizio Puosi e Marcello Fiorelli, “sindaco” e “assessore” del quartiere di cui sono commercianti storici. Forse non capisci neppure Viareggio. Perché oltre alla Passeggiata c’è qualcosa che scorre profondo in questa città. Qualcosa che profuma di memoria e di attaccamento alle proprie strade e alle proprie radici. E che nella operazione del maxi-centro commerciale di via Pisana non sta vedendo una minaccia, ma un’opportunità storica. Di cambiamento delle proprie vite e del volto della Viareggio al di qua della ferrovia.

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Ecco perché da queste parti la presa di posizione delle associazioni di categoria, Confcommercio e Confesercenti, che hanno contestato l’operazione ritenendola uno stravolgimento rispetto al progetto iniziale, non viene capita. Anzi, viene assai criticata. Anche dagli stessi commercianti per cui in teoria i presidenti Piero Bertolani e Esmeralda Giampaoli hanno parlato. I due leader della categoria sostengono che l’area prossima all’inaugurazione (15 novembre) sarà un colpo mortale alle attività commerciali storiche, in particolare del centro città e del Piazzone. Di sicuro, rispetto a Confcommercio e Confesercenti, i residenti della zona sono sulla posizione opposta.

«Io sono nato 53 anni fa in via Pisana e sono sempre stato qui – afferma Fabio Dimitri Righi – Mi ricordo ancora di quando ero bambino e di cosa c’era da queste parti: il cantiere navale Tecnomarine, le aziende di camion. Mi definisco quasi un sindaco di questa strada, perché quando c’è da protestare sono sempre in prima fila. E di motivi ce ne sono stati sempre un sacco. Sporcizia e degrado erano ovunque: attorno a casa mia trovavano riparo personaggi di vario genere, non sempre raccomandabili. Adesso la mia vita e quella della mia famiglia cambieranno. In meglio». Righi si è rivolto al Tirreno dopo aver letto le dichiarazioni di Bertolani. «Lo invito a venire qua e a dare un’occhiata di come sta cambiando il volto di questa parte di città dimenticata – spiega – Forse sarebbe stato meglio farci una fattoria didattica o un parco pubblico? Chissà. Ma non si può fare una battaglia contro qualcosa che ridà lustro a un intero quartiere. E che non danneggerà affatto le attività commerciali del centro».

Al momento le attività che apriranno di sicuro sono il McDonald’s – la cui insegna è già visibile – il supermercato Conad e l’Euronics, che lascia la sede attuale. Il gruppo Pirani, autore dell’intervento, ha acquisito anche gli edifici diroccati a fianco: si parla di studi medici, di una profumeria e di un superstore di scarpe. Ma sui marchi non ci sono conferme. Di fronte, lato Burlamacca, ci sarà una pasticceria. Nell’ex cantiere navale abbandonato, dove una volta c’era la Tecnomarine, dovrebbe sorgere un punto vendita di bricolage. In totale la superficie commerciale supera i 10.000 metri quadrati. Più 400 posti auto, la viabilità con la nuova rotonda e la pista ciclabile a fianco del nuovo muro lato ferrovia, che dovrebbe portare fino a largo Risorgimento. È qui, davanti alla Pam, che verrà fatto il sottopasso ferroviario per andare in via San Francesco e in centro città.

Secondo Maurizio Puosi, titolare del bar Lupo di Mare che è proprio all’incrocio tra via Pisana e via Aurelia sud, «qui sono tutti favorevoli all’operazione, ve lo garantisco. È un’occasione di rilancio e non è vero che penalizzerà le attività commerciali». Che invece di chiudere, almeno per ora, stanno aprendo. Chiedere a Mariella Barsotti, che da pochi giorni è al lavoro con la sua pasticceria “Mary sweet” da queste parti, a pochi metri di distanza dal futuro centro commerciale. «Ci ho pensato eccome a questa cosa, quando ho deciso di aprire un’attività qui. Questo è il mio quartiere, anche se adesso abito alla Migliarina dove con mio marito abbiamo un panificio storico, “La casa del pane”. Io credo che questa sia una grande occasione: la mia presenza lo dimostra».

Sulla stessa lunghezza d’onda Marcello Fiorelli, membro di una famiglia di commercianti notissima al Varignano, dove gestisce la rivendita di tabacchi in via Aurelia sud. Mentre il fratello Gino ha l’alimentari accanto al suo negozio che ha ristrutturato di recente e l’altro fratello Maurizio un altro negozio di tabacchi in via del Pastore. «Finalmente è stata data nuova vita al quartiere, c’era bisogno di qualcosa che certificasse che questo non è più il Bronx come lo chiamavano un tempo – dice – al Varignano ci sono commercianti che hanno investito ed intendono investire per il bene di tutti. Il centro commerciale ha risolto il problema di degrado che c’era in quella zona: noi siamo contenti e certi che tutti possiamo trarne dei vantaggi, perché aumenterà la presenza anche di gente proveniente da fuori». Tra le attività che sono state aperte in questi ultimi tempi ci sono un’altra succursale del panificio Carlotta e il bar Cinzia, sempre in via Aurelia Sud.

(ha collaborato Roy Lepore)

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