Toscana
Giro di soldi falsi tra la Versilia e il Belgio
In quindici a processo: sono tutti cittadini senegalesi che si rifornivano in Campania
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FORTE DEI MARMI. Quindici gli imputati, tutti senegalesi ed in parte rimasti non identificati, ed un processo appena iniziato a Piacenza, con la prospettiva di un trasferimento su Lucca sul quale il Gup si esprimerà nell’udienza del prossimo novembre. Le accuse mosse sono il frutto delle indagini della guardia di finanza di più zone d’Italia su un traffico di denaro falso. Che era fabbricato in Campania dove il capo dell’organizzazione di spacciatori delle banconote (e stupefacenti) si riforniva, incontrando il suo contatto italiano.
L’uomo - Talla Thiam, 40 anni, carta di identità rilasciata dal Comune di Montopoli Val D’Arno (Pisa), era di fatto domiciliato a Forte, dove c’era la sua base. Da qui il quarantenne gestiva, via telefono - e l’indagine è ricca di intercettazioni - il traffico del denaro, distribuito ai suoi uomini di fiducia, ma anche a chi si faceva avanti chiedendo di essere della “partita”. Perché, se c’è una certezza, è che il capo dell’organizzazione aveva fretta di piazzare le banconote e di far girare l’attività che varcava anche i confini nazionali. Sia in uscita (i biglietti falsi andavano in Belgio, attraverso i contatti che l’uomo ed i suoi complici avevano con connazionali), sia in entrata: «I dieci stanno spaccando tutto...Quelli sono proprio soldi in tasca...I 10 non li prendo qua: li prendo dalla Svezia»», così parla Thiam al telefono con un connazionale che si è fatto avanti per essere del giro e che si presenta così: «Io prima vendevo solo falsi. Adesso voglio fare solo questo...». Thiam non si trattiene dal vantarsi: «Io di soldi ne ho tanti, tanti...Io lavoro con i grandi...Dovunque vai li vendi, ti giuro!». Tra coloro che hanno “fame” del denaro falso - così trapela dalle intercettazioni - anche un night club di Brescia.
Dai suoi “cavalli” l’uomo pretende fedeltà assoluta e non si perita di far capire che aria tira: «Ti posso regalare anche 10 milioni. Però se mi devi anche solo un euro e non mi paghi io posso anche uccidere».
Non mancano i consigli - nelle telefonate che corrono lungo l’asse Pisa-Forte dei Marmi- Massa-Piacenza - su come “lavorare: «Quando li spendi quanto spendi? Non più di 1 euro-1,30. A me i 10 costano caro perché sono facili da spendere».
Per lui, che si è reso irreperibile, l’accusa di aver introdotto in Italia («di concerto con i fornitori»), ed avere «acquistato, detenuto e messo in circolazione imprecisati quantitativi di monete contraffatte, nelle località di Forte dei Marmi, Napoli, Piacenza, Pescara, Pontedera, Santa Croce sull’Arno, Livorno» e non solo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’uomo - Talla Thiam, 40 anni, carta di identità rilasciata dal Comune di Montopoli Val D’Arno (Pisa), era di fatto domiciliato a Forte, dove c’era la sua base. Da qui il quarantenne gestiva, via telefono - e l’indagine è ricca di intercettazioni - il traffico del denaro, distribuito ai suoi uomini di fiducia, ma anche a chi si faceva avanti chiedendo di essere della “partita”. Perché, se c’è una certezza, è che il capo dell’organizzazione aveva fretta di piazzare le banconote e di far girare l’attività che varcava anche i confini nazionali. Sia in uscita (i biglietti falsi andavano in Belgio, attraverso i contatti che l’uomo ed i suoi complici avevano con connazionali), sia in entrata: «I dieci stanno spaccando tutto...Quelli sono proprio soldi in tasca...I 10 non li prendo qua: li prendo dalla Svezia»», così parla Thiam al telefono con un connazionale che si è fatto avanti per essere del giro e che si presenta così: «Io prima vendevo solo falsi. Adesso voglio fare solo questo...». Thiam non si trattiene dal vantarsi: «Io di soldi ne ho tanti, tanti...Io lavoro con i grandi...Dovunque vai li vendi, ti giuro!». Tra coloro che hanno “fame” del denaro falso - così trapela dalle intercettazioni - anche un night club di Brescia.
Dai suoi “cavalli” l’uomo pretende fedeltà assoluta e non si perita di far capire che aria tira: «Ti posso regalare anche 10 milioni. Però se mi devi anche solo un euro e non mi paghi io posso anche uccidere».
Non mancano i consigli - nelle telefonate che corrono lungo l’asse Pisa-Forte dei Marmi- Massa-Piacenza - su come “lavorare: «Quando li spendi quanto spendi? Non più di 1 euro-1,30. A me i 10 costano caro perché sono facili da spendere».
Per lui, che si è reso irreperibile, l’accusa di aver introdotto in Italia («di concerto con i fornitori»), ed avere «acquistato, detenuto e messo in circolazione imprecisati quantitativi di monete contraffatte, nelle località di Forte dei Marmi, Napoli, Piacenza, Pescara, Pontedera, Santa Croce sull’Arno, Livorno» e non solo.
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