Attenzione
Rifiuti: ecco dove finiscono e quanti sono costi e ricavi
di Donatella Francesconi
Il rebus dei dati della Regione, contestati dal Comune di Viareggio Come viene calcolata oggi la raccolta differenziata rispetto al 2016
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. La raccolta differenziata a Viareggio «ha superato, già nei primi mesi dell’anno, il 70%. Con una flessione media di 3 punti nel periodo estivo per risalire nel mese di settembre oltre il 69%». L’amministrazione comunale del sindaco Giorgio Del Ghingaro è impegnata nelle assemblee di quartiere, ma dall’introduzione del porta a porta a quasi tutta la città è passato, ormai, un anno e 4 mesi. E lo scenario che è sotto gli occhi di tutti è quello di tanti rifiuti, in giro, ma anche nei contenitori condominiali e nei sacchetti che vengono messi fuori dalle porte, la sera. Con quartieri come il Varignano che vede un allarme topi da mesi, mai registrato prima. Tanto che Sea Ambiente ha dovuto disseminare sistemi anti ratti un po’ ovunque. Nonostante l’impegno, insomma, qualcosa non va. E va trovato il modo di migliorare. In fretta.
Per spiegare i dati della Regione, che danno la differenziata in calo di un paio di punti rispetto al 2016, oltre alle parole del sindaco nel servizio in questa pagina (a lato), bisogna tenere conto di alcuni elementi tecnici in più. I dati vengono forniti dalle aziende su una piattaforma informatica che si chiama Orso entro il 31 marzo di ogni anno, per l’anno precedente. Quindi quando Viareggio, per i dati a disposizione del Comune, si attestava intorno al 72%. Ad essere rilevanti sono rilevanti i seguenti aspetti e dati. La qualità del materiale: oltre il 15%di scarto l’eccedenza va nell’indifferenziato e gli ingombranti, che prima venivano considerati solo in percentuale, ora vanno conteggiati tutti. E questo aumenta la percentuale. Il rifiuto verde viene considerato solo in parte, in quanto esiste un limite pro-capite per abitante; il compostaggio domestico , se documentato con l’esito delle verifiche a domicilio a campione, viene considerato. Altrimenti no.
A proposito di qualità, va ricordato che Sea Risorse ricava dalla vendita dei materiali raccolti solo un milione l’anno. Ecco dove finiscono i nostri rifiuti e a quale costo o ricavo.
Carta. Carta e cartone di Viareggio e Camaiore vanno alle seguenti imprese: “Citti Maceri”, “Italmaceri”, “Smurfit, “Lineapaper Srl” (tutte in Toscana), “lamacart” (Veneto), “World Recycling” (Abruzzo), “Specchia Service” (Liguria). Il ricavo medio netto è di 50 euro a tonnellata.
Multimateriale leggero. Va a Revet Spa per ricavi da 50 euro alla tonnellata.
Plastica. Va a Sea Risorse, per ricavi da 50 euro a tonnellata.
Vetro. È desinato a “Eco Glass Srl” (Veneto) e “Revet vetri Srl” (Toscana) per ricavi netti da 47,78 a tonnellata.
L’organico. Smaltire il rifiuto organico non produce ricavi ma costi, per 105 euro a tonnellata. L’organico viene portato a “Publiambiente”, “Futura Spa”, “Cermec”, “Alia servizi ambientali” (tutte in Toscana), “Alan Srl” e “Società estense servizi ambientali” (entrambe in Veneto).
Ingombranti. Smaltire gli ingombranti costa 200 euro a tonnellata. A ricevere il materiale sono: 2Rea Impianti”, “Tecnoambiente”, “Metalcarta” (in Toscana), “Waste Recycling” (Abruzzo), “Ferdeghini Agostino” (Liguria) e “Lorenzi Metalli” (Lombardia).
Per spiegare i dati della Regione, che danno la differenziata in calo di un paio di punti rispetto al 2016, oltre alle parole del sindaco nel servizio in questa pagina (a lato), bisogna tenere conto di alcuni elementi tecnici in più. I dati vengono forniti dalle aziende su una piattaforma informatica che si chiama Orso entro il 31 marzo di ogni anno, per l’anno precedente. Quindi quando Viareggio, per i dati a disposizione del Comune, si attestava intorno al 72%. Ad essere rilevanti sono rilevanti i seguenti aspetti e dati. La qualità del materiale: oltre il 15%di scarto l’eccedenza va nell’indifferenziato e gli ingombranti, che prima venivano considerati solo in percentuale, ora vanno conteggiati tutti. E questo aumenta la percentuale. Il rifiuto verde viene considerato solo in parte, in quanto esiste un limite pro-capite per abitante; il compostaggio domestico , se documentato con l’esito delle verifiche a domicilio a campione, viene considerato. Altrimenti no.
A proposito di qualità, va ricordato che Sea Risorse ricava dalla vendita dei materiali raccolti solo un milione l’anno. Ecco dove finiscono i nostri rifiuti e a quale costo o ricavo.
Carta. Carta e cartone di Viareggio e Camaiore vanno alle seguenti imprese: “Citti Maceri”, “Italmaceri”, “Smurfit, “Lineapaper Srl” (tutte in Toscana), “lamacart” (Veneto), “World Recycling” (Abruzzo), “Specchia Service” (Liguria). Il ricavo medio netto è di 50 euro a tonnellata.
Multimateriale leggero. Va a Revet Spa per ricavi da 50 euro alla tonnellata.
Plastica. Va a Sea Risorse, per ricavi da 50 euro a tonnellata.
Vetro. È desinato a “Eco Glass Srl” (Veneto) e “Revet vetri Srl” (Toscana) per ricavi netti da 47,78 a tonnellata.
L’organico. Smaltire il rifiuto organico non produce ricavi ma costi, per 105 euro a tonnellata. L’organico viene portato a “Publiambiente”, “Futura Spa”, “Cermec”, “Alia servizi ambientali” (tutte in Toscana), “Alan Srl” e “Società estense servizi ambientali” (entrambe in Veneto).
Ingombranti. Smaltire gli ingombranti costa 200 euro a tonnellata. A ricevere il materiale sono: 2Rea Impianti”, “Tecnoambiente”, “Metalcarta” (in Toscana), “Waste Recycling” (Abruzzo), “Ferdeghini Agostino” (Liguria) e “Lorenzi Metalli” (Lombardia).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
