La manifestazione
Rossi conferma Putamorsi rivolta dei sindaci Pd
di Tiziano Baldi Galleni
Il governatore ha indicato per la guida del Parco il nome del presidente uscente «Non avrà neppure la maggioranza per approvare il bilancio dell’ente»
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SERAVEZZA. «C’è una cordata con cui il presidente Rossi ha deciso di scontrarsi». È la dura considerazione del primo cittadino di Careggine e vicepresidente dell’amministrazione provinciale di Lucca Mario Puppa. La notizia di ieri, che in un attimo ha fatto il giro di tutto il territorio dell’area protetta del Parco delle Alpi Apuane e ha fatto imbestialire diversi sindaci della Lucchesia del Partito Democratico, è che Enrico Rossi ha rotto gli indugi sulla nomina alla presidenza del Parco. Ma soprattutto che ha indicato il nome dell’ex sindaco di Fivizzano, e presidente uscente del Parco, Alberto Putamorsi alla commissione regionale ambiente, quella presieduta dal consigliere Stefano Baccelli.
Due le conseguenze dell’annuncio: il fatto che Domenico Davini, il candidato più votato dalla Comunità di Parco, sia stato scartato e lo schiaffone in faccia ai sindaci della Lucchesia che in maggioranza lo avevano sostenuto a spada tratta.
Fermi tutti però. I colpi di scena potrebbero essere ancora dietro l’angolo. Il decreto firmato da Rossi con cui si nomina ufficialmente la carica più alta dell’ente Parco ancora non c’è. Ma pare chiaro – avendo indicato Putamorsi alla Commissione – che siamo a una svolta, dopo nove mesi di commissariamento. Era iniziato d’ufficio a fine gennaio, e a colpi di proroghe il commissario Putamorsi aveva continuato a guidare il Parco fino al 14 ottobre. A gennaio, le quote assegnate dalla Comunità di Parco ai candidati favoriti erano queste: Domenico Davini, ex sindaco di Minucciano, quarantottomila, Alberto Putamorsi, ventiduemila. Successivamente la quaterna era stata integrata con i nomi di Laura Pommella, architetto viareggino, e Serena Mancini, consigliera di Careggine, con molte meno quote.
Nonostante le tirate di giacchetta, gli annunci sulla stampa del presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini e la lettere del Presidente della Comunità Riccardo Tarabella, Enrico Rossi ha snobbato tutti e ha scelto Putamorsi. Forse lo ha fatto anche strizzando l’occhio agli ambientalisti, che sulla fine si erano schierati più dalla parte di Putamorsi. Rossi lo può fare, per legge: dei quattro nomi designati – al di là delle quote assegnate – può nominare chi vuole. Di solito c’è un accordo politico con i sindaci locali, ma questa volta è saltato tutto.
«Siamo assolutamente contrariati e stupefatti – ha commentato Mario Puppa – di questa ennesima presa di posizione del Presidente della Regione. La Comunità di Parco secondo le regole del Parco stesso aveva già indicato con maggioranza Domenico Davini per la presidenza, perciò i territori interessati dall’area protetta rivendicano il diritto di autodeterminare una nomina che rispetti questo mondo».
A fare arrabbiare i sindaci c’è anche il fatto che Rossi, ad agosto, aveva già indicato alla Commissione territorio ambiente mobilità e infrastrutture (la quarta) Domenico Davini. Poi aveva fatto dietrofront. Va specificato che la Commissione non ha nessun potere di voto, ma deve solo prendere atto dell’indicazione di Rossi. «Già è difficile governare un’area protetta così antropizzata, ed è difficile giustificare un Parco che soffre della mancanza di risorse finanziarie e poco efficace – rincara Puppa – se inoltre dobbiamo subire l’imposizione degli organismi direzionali. Non vorremmo che questa scelta fosse dettata da logiche politiche invece che istituzionali».
Se il nome di Alberto Putamorsi sarà definitivo, secondo Mario Puppa ci sarà anche una conseguenza diretta sul governo dell’area delle Apuane: «Il Presidente non avrà neppure la maggioranza per approvare il bilancio – conclude Puppa – Seravezza, Camaiore, Stazzema, Careggine, Minucciano, Pescaglia, Molazzana, Vergemoli e la Provincia, è la cordata con cui Rossi ha deciso di scontrarsi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Due le conseguenze dell’annuncio: il fatto che Domenico Davini, il candidato più votato dalla Comunità di Parco, sia stato scartato e lo schiaffone in faccia ai sindaci della Lucchesia che in maggioranza lo avevano sostenuto a spada tratta.
Fermi tutti però. I colpi di scena potrebbero essere ancora dietro l’angolo. Il decreto firmato da Rossi con cui si nomina ufficialmente la carica più alta dell’ente Parco ancora non c’è. Ma pare chiaro – avendo indicato Putamorsi alla Commissione – che siamo a una svolta, dopo nove mesi di commissariamento. Era iniziato d’ufficio a fine gennaio, e a colpi di proroghe il commissario Putamorsi aveva continuato a guidare il Parco fino al 14 ottobre. A gennaio, le quote assegnate dalla Comunità di Parco ai candidati favoriti erano queste: Domenico Davini, ex sindaco di Minucciano, quarantottomila, Alberto Putamorsi, ventiduemila. Successivamente la quaterna era stata integrata con i nomi di Laura Pommella, architetto viareggino, e Serena Mancini, consigliera di Careggine, con molte meno quote.
Nonostante le tirate di giacchetta, gli annunci sulla stampa del presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini e la lettere del Presidente della Comunità Riccardo Tarabella, Enrico Rossi ha snobbato tutti e ha scelto Putamorsi. Forse lo ha fatto anche strizzando l’occhio agli ambientalisti, che sulla fine si erano schierati più dalla parte di Putamorsi. Rossi lo può fare, per legge: dei quattro nomi designati – al di là delle quote assegnate – può nominare chi vuole. Di solito c’è un accordo politico con i sindaci locali, ma questa volta è saltato tutto.
«Siamo assolutamente contrariati e stupefatti – ha commentato Mario Puppa – di questa ennesima presa di posizione del Presidente della Regione. La Comunità di Parco secondo le regole del Parco stesso aveva già indicato con maggioranza Domenico Davini per la presidenza, perciò i territori interessati dall’area protetta rivendicano il diritto di autodeterminare una nomina che rispetti questo mondo».
A fare arrabbiare i sindaci c’è anche il fatto che Rossi, ad agosto, aveva già indicato alla Commissione territorio ambiente mobilità e infrastrutture (la quarta) Domenico Davini. Poi aveva fatto dietrofront. Va specificato che la Commissione non ha nessun potere di voto, ma deve solo prendere atto dell’indicazione di Rossi. «Già è difficile governare un’area protetta così antropizzata, ed è difficile giustificare un Parco che soffre della mancanza di risorse finanziarie e poco efficace – rincara Puppa – se inoltre dobbiamo subire l’imposizione degli organismi direzionali. Non vorremmo che questa scelta fosse dettata da logiche politiche invece che istituzionali».
Se il nome di Alberto Putamorsi sarà definitivo, secondo Mario Puppa ci sarà anche una conseguenza diretta sul governo dell’area delle Apuane: «Il Presidente non avrà neppure la maggioranza per approvare il bilancio – conclude Puppa – Seravezza, Camaiore, Stazzema, Careggine, Minucciano, Pescaglia, Molazzana, Vergemoli e la Provincia, è la cordata con cui Rossi ha deciso di scontrarsi».
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